La mia prima (e unica) partita di questo campionato arriva alla terzultima giornata, a scudetto già vinto: per un po' ho sperato di vincerlo proprio qui, ma naturalmente sono contento che sia successo anche prima. Prendo la metro ad Arco di Travertino: è affollata, ma non vedo nessuno con l'aria di andare allo stadio. Scendendo a Flaminio qualcuno si vede, soprattutto interisti. Sul pullman (che sostituisce il tram) riesco anche a sedermi, di fronte a una con la maglia della Lazio, la prima che incontro. Al cancello di prefiltraggio un po' di coda c'è (ma niente di paragonabile a quelle degli Europei di atletica), al cancello di ingresso anche di più, ma almeno il biglietto lo passo al primo colpo.
Pensavo di avere un buon margine, ma mi accorgo che sono quasi le 17,45 e vorrei ancora prendermi da bere e possibilmente da mangiare. Nel bar vicino al mio settore c'è coda, ma in uno vicino no: mentre ci vado sento che stanno annunciando le formazioni, ma riesco solo a sentire che in porta per l'Inter c'è Martinez. Arrivo al mio posto verso le 17,50: vedo che è occupato e quindi penso di aver letto male la fila e mi sistemo in quella davanti, ma subito dopo arrivano i legittimi proprietari. Capisco quindi che il mio posto è quello sopra: l'occupante me lo cede senza discutere.
L'unico settore pienissimo è quello ospiti: la Curva Nord è vuota per la protesta degli ultras contro Lotito, anche in Monte Mario e Curva Sud c'è pochissima gente, mentre la Tevere è abbastanza piena. Nel mio, settore, dove vado ormai da diversi anni, ci sono sempre stati più interisti che laziali, ma stavolta molto di più. Si vedono molte maglie personalizzata, qualcuna storica (nel settore accanto ne vedo una di Zanetti, ma sembra di un'epoca successiva alla sua), tra i giocatori di oggi i più popolari sono Lautaro e Calhanoglu. Io non posso indossare la mia maglia personalizzata perché è ancora negli scatoloni del trasloco: ho ripiegato su una celebrativa della Champions 2010.
Non sapevo cosa aspettarmi da questa partita irrilevante per entrambe le squadre, sosta di prova generale della finale di Coppa di mercoledì prossimo: sicuramente il clima è molto più rilassato del solito, anche per una partita tra tifoserie gemellate come questa, e si vedono anche molti bambini, come non ne vedevo da parecchi anni. Intanto si parte, con l'Inter che attacca dal mio lato. Cerco di capire la formazione, non avendola sentita: vedo che in attacco con Lautaro c'è Thuram e non Bonny, com'era stato annunciato. Non ho ancora finito di ricostruirla quando al 6', su rimessa laterale, Thuram allunga di testa per Lautaro, che segna. La partita sembra già quindi senza storia, ma poco dopo rischia di riaprirsi per un paio di pasticci difensivi dell'Inter, di cui però la Lazio non approfitta. Per un po' la Lazio tiene palla, ma senza mai andare oltre la trequarti: al 18' si sente il primo coro della tifoseria di casa.
Dopo un po' l'Inter riguadagna terreno e reclama su un tocco di mano: ero vicino, ma non ho visto se c'era né in che posizione fosse il braccio, ma sicuramente era un tiro molto ravvicinato. Poco dopo, Lautaro appoggia all'indietro per un compagno fuori area, che spara un tiro precisissimo nel sette: 2-0. Vedo che l'autore del gol non esulta, quindi per un attimo penso sia Acerbi, ma sarebbe troppo assurdo, infatti era Sucic. Il primo tempo finisce così. Dopo un intervallo in cui sono sceso giusto per andare in bagno, si riprende, con due sostituzioni per parte. Al 14' c'è un fallo a centrocampo a cui non faccio troppo caso, ma dopo il VAR si decide per l'espulsione di Romagnoli. La Lazio comunque in 10 si fa più pericolosa che in 11, soprattutto col nuovo entrato Isaksen: prima con un tiro supera Martinez, ma Carlos Augusto salva, poi impegna ancora il portiere, In entrambi i casi mi sembrava in fuorigioco, ma non viene rilevato. Nel frattempo Lautaro era stato sostituito da Dumfries: pensavo che la seconda punta l'avrebbe fatta Frattesi, invece è Diouf.
Già verso il 20' del secondo tempo si vede gente uscire: prima tre Laziali con maglie storiche, tra cui Veron e Chiesa padre, poi anche uno vestito da antico romano. Negli ultimi minuti lo speaker ricorda più volte ai tifosi "ospiti" (in realtà del settore ospiti) di aspettare il via libera degli steward per uscire: veramente assurdo, in questo clima. Sul campo, Bonny al limite dell'area piccola non riesce a liberarsi per il tiro e passa a Mhkitaryan, che segna il 3-0.
Finisce così, dopo solo 2' di recupero: gli interisti, me compreso, non festeggiano neanche tanto. All'uscita manco di poco un pullman e non riesco a salire sul successivo: ce ne sono pochi, spero che mercoledì sia diverso. Già, perché mercoledì si replica: il clima sarà un po' diverso, l'esito spero di no.






