Una partita alle 15 della domenica, come ai vecchi tempi! Mi fa ripensare a tutti i pranzi di fretta della mia infanzia e adolescenza, per correre poi allo stadio, ancora di più quando si giocava alle 14,30. Certo, anche Frosinone-Monza tre stagioni fa era alle 15, ma allora c'era un viaggio da fare, l'effetto era diverso.
Stavolta non ho dubbi: scelgo di andare in macchina, anche se poi temo sempre di pentirmene. Invece non c'è problema, trovo un po' di traffico soltanto nell'ultimo tratto. Anche stavolta la strada per i parcheggi dello stadio è sbarrata, tutte le volte spero di no, però alla fine riesco a trovare parcheggio abbastanza rapidamente. Quando sono passato per la prima volta davanti allo stadio davanti non c'era proprio nessuno, anche se già qualcuno si stava avvicinando, quando sono arrivato io cominciava a esserci un minimo di coda al prefiltraggio. Passando ho visto anche le bancarelle del merchandising: di solito vendono anche qualcosina della squadra ospite, ma stavolta niente.
In coda si vedono molti bambini. Le maglie della Lazio sono soprattutto storiche, molte di Immobile, qualcuna personalizzata, pochissimi giocatori di oggi, soprattutto Frattesi e Zaccagni. Si sentono anche parlare altre lingue: il gruppo davanti a me mostra un passaporto extracomunitario, credo canadese. Si entra rapidamente, anche se non tutti i cancelli sono aperti: verso le 14:20 sono già dentro. Vorrei prendermi da bere, ma stranamente, vista la poca gente, ai chioschi c'è coda, ma il tempo di andare in bagno ed è già diminuita. Arrivo quindi al mio posto, in Tribuna Tevere lato sud poco dopo le 14,30. annunciano le informazioni: prima leggono quella del Monza in ordine di numero e senza nemmeno foto, poi quella della Lazio: lì le foto dei giocatori ci sono, ma il pubblico dovrebbe gridare il cognome, si sente pochissimo. Poi c'è il volo dell'aquila; scopro quindi che hanno sostituito il falconiere, ma io mi allontano un attimo per incontrarmi con il mio vecchio amico laziale. Rientro poco prima dell'inizio, mentre suonano il nuovo inno.
Come previsto c'è pochissima gente. La curva Nord è completamente vuota per via della contestazione contro Lotito. Soltanto la tribuna Tevere, soprattutto la zona verso Nord è un po' piena. Anche i tifosi del Monza mi sembrano meno del solito. Attorno a me non c'è nessuno e penso anche che sia un vantaggio: così posso tifare Monza senza imbarazzo. Dietro di me, a un certo punto, si posiziona un gruppo di turisti. Visto anche che vedo sempre più pubblicità di viaggi calcistici, che al momento non mi posso permettere, mi chiedo se a un certo punto non ci sarà il problema dell'overtourism anche per le partite di calcio: partite con più turisti che tifosi veri. Naturalmente qui si nota perché di tifosi ce ne sono molto pochi, anche il mio amico diceva che i turisti ci sono sempre, ma adesso si notano di più.
Si parte: dal mio lato attacca la Lazio e già dopo 2 minuti e 40 segna con un bel tiro da lontano di Nuno Tavares e stavolta si sente il pubblico gridare il suo nome. La Lazio poi avrà ancora un paio di occasioni, solo dopo una decina di minuti il Monza si farà ancora un po' avanti. A un certo punto segna Varela, ma viene annullato per fuorigioco in un passaggio precedente: io non avevo notato niente, ma dalla mia posizione non era facile. Segna invece subito di nuovo la Lazio con un tiro di Isaksen angolato da centro area. La Lazio continua a farsi pericolosa, ormai ha tantissimi spazi, e a un certo punto, ancora su contropiede, Noslin viene trattenuto: spero che con la definizione sempre più restrittiva di "chiara occasione da gol" non sia rosso, invece lo è. Continuano ad attaccare, ma nonostante tutto continuerà a sentirsi di più il tifo del Monza: è incredibile, sul 2-0 per la squadra di casa, sentire di più il tifo in trasferta. I tifosi del Monza cercano anche di farsi benvolere insultando Lotito, ma vengono fischiati: solo più avanti, nel secondo tempo, raccoglieranno anche qualche applauso.
Nell'intervallo, scendo dalla tribuna e faccio un giro. Arrivo appena in tempo per il fischio d'inizio, riesco a sedermi al mio posto in tempo per il primo corner del Monza, dove c'è una torre e poi il gol di testa del giocatore georgiano, di cui eviterei di scrivere il nome. Il Monza continua ad attaccare: tre minuti dopo c'è un'altra occasione con un tiro respinto male dal portiere, che rischia di entrare, invece finisce fuori di poco. Io avevo l'impressione che fosse fuorigioco, ma scopro poi che non lo era. Poi c'è ancora un tiro di Birindelli che finisce fuori, e ancora a giro un tiro di Varela angolato che ancora finisce fuori, ma c'era una deviazione: spero seriamente nel pareggio. Solo verso la metà del secondo tempo la Lazio torna a farsi avanti, tiene palla, ma è raramente pericolosa, solo nel finale ha un paio di occasioni, in particolare a 5 minuti dalla fine, Isaksen anticipa il difensore e il portiere, ma colpisce il palo. Spero nel "gol sbagliato, gol subito", invece poco dopo è la Lazio che segna: c'è un cross che sembra innocuo, invece poi entra. Capisco che l'ha deviata Pinamonti.
A 8 minuti dalla fine c'è gente che comincia ad andarsene e mi chiedo: come mai, visto che con la poca gente che c'è non ci sono certi problemi ad evitare la folla. Nel recupero quelli che anticipano l'uscita affolleranno le scale, tanto che non si vedrà più niente. Naturalmente, per tornare a casa non troverò certo ingorghi: di traffico ce ne sarà, ma indipendente dalla partita.
Tra meno di due mesi c'è Lazio-Inter: chissà se i laziali torneranno o se sarà una partita in casa in più per l'Inter.






























