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giovedì 18 agosto 2022

Campionati europei di nuoto a Roma - 7^ giornata (17/08/2022)

 Per una volta cominciamo dalla fine, anche considerando che la prima foto è quella che va in copertina. Gli Europei si sono conclusi nel migliore dei modi, con un emozione paragonabile a quella di Parigi con Gibilisco o alle partite che hanno dato lo scudetto alla mia squadra. Per decenni abbiamo visto staffette con una squadra che faceva il vuoto e la lotta era solo per il secondo posto: tra le donne fino agli anni '80 era la DDR, tra gli uomini spesso gli USA, ma a volte l'Australia. Adesso, almeno in Europa e nella staffetta mista, siamo noi. Ceccon e Martinenghi ci danno 3" di vantaggio, con Rivolta il vantaggio aumenta ancora leggermente, con Miressi molto di più. Si faticava a trovare un'inquadratura con l'Italia e un'altra squadra. Quando Miressi tocca, c'è il tempo di girarsi a guardare il tempo (il tabellone è dal lato opposto agli arrivi) e poi girarsi di nuovo a guardare chi arriva secondo. Il distacco è di 4"04, tanto per dire, 6/100 in più degli USA di Mark Spitz nel 1972.



La giornata era cominciata alle 12, con i tuffi. Arrivo appena in tempo: il traffico è leggermente aumentato e parcheggio un po’ poi lontano di ieri (ma ieri erano le 9). Mentre mi affretto verso l’entrata, mi intimano in modo un po’ brusco di fermarmi per far entrare un pullman nel parcheggio riservato e dopo mi sgridano anche per non averlo fatto subito. Spero proprio che non mi facciano andare nella Tevere: fa ancora più caldo degli altri giorni. Fortunatamente mi fanno entrare nella Monte Mario, dove arrivo giusto in tempo: la trovo più affollata di ieri

Davanti c’è la squadra romena, con la sua bandiera. Si sente ancora molto il tifo tedesco, ma anche quello irlandese (ci sono due irlandesi di buon livello). Naturalmente si sente molto di più il tifo italiano: ci sarà un applauso particolarmente lungo al terzo tuffo della Jodoin di Maria. Il ritmo è serrato, spesso non faccio in tempo a leggere il risultato di una tuffatrice che si è già passati alla successiva. Anche stavolta, nessun riepilogo dei risultati dopo il primo e il terzo salto (dopo il secondo e il quarto sì, perché c’è il cambio dei giudici), per cui bisogna ricostruire la classifica dai risultati parziali che danno ad ogni tuffo, e andando avanti si complica anche per il fatto che una può rimanere dietro ad altre che hanno un tuffo in meno (es. la prima a tuffarsi può ritrovarsi sesta).

Le concorrenti sono 16 per 12 posti, e una è un’armena quindicenne con un programma molto più semplice delle altre, per cui forse non si qualificherebbe nemmeno se prendesse tutti 10 (e non è il caso, anche perché i giudici sembrano più severi nei tuffi facili: un suo tuffo semplice all’indietro mi sembrava ben fatto, ma prende 5). Di conseguenza, viene eliminata solo chi fa disastri, in particolare una norvegese che fa un tuffo “abbondantissimo”, con entrata quasi completamente orizzontale. Le italiane, seconda e terza dopo due salti, chiudono terza e undicesima.






C’è una pausa di circa 40 minuti prima della prossima gara, il sincro misto dal trampolino. Nonostante i tempi stretti, provo a mangiare al pasta truck, ma è tutto prenotato (non sapevo si potesse), per cui ripiego su un panino. Ritorno in tribuna una decina di minuti prima dell’inizio e mi siedo un po’ più avanti di prima. Accanto a me si piazza la squadra ucraina. La gara parte, e ci metto un po’ a rendermi conto che devo guardare il trampolino e non la piattaforma. Alcune squadre sono indicate con prima l’uomo, altre con prima la donna (e non centra il lato da cui si tuffano, che è lo stesso per tutti. La Francia schiera una tuffatrice che ha appena finito la gara dalla piattaforma (senza qualificarsi). I tedeschi sembrano da subito i meglio sincronizzati, anche se il pubblico sembra apprezzarli più dei giudici. Prima dell'ultimo salto sono comunque in testa, con l'Italia terza e più vicina alla seconda (Gran Bretagna) che alla quarta (Svezia). La Gran Bretagna salta per prima e non fa niente di eccezionale, visto il tuffo dell'Italia il sorpasso mi sembrava possibile, invece perdiamo terreno e salviamo il bronzo per 6/100.




C'è una pausa di poco meno di mezz'ora prima della finale della piattaforma: rimango sugli spalti. Ci sono dei tuffi di riscaldamento, per lo più dalla piattaforma da 5 metri. C'è anche una che sembra una bambina aggregatasi per gioco, ma al momento della presentazione scoprirò che si tratta della romena Muscalu, la prima finalista in ordine di salto (quindi l'ultima in ordine di qualificazione). Anche la nostra Biginelli, vista accanto alle altre sembra molto più piccola (hanno entrambe 19 anni). Presentano i giudici, senza dire la nazionalità, a differenza che nel 2009. Immagino comunque che siano ancora tutti neutrali: penso spesso alla frustrazione dei giudici delle nazioni principali, che non possono mai giudicare una finale. Giudici che comunque non convincono molto il pubblico, anche quello più competente di me: in particolare sembra penalizzata la Jodoin al primo e all'ultimo salto. Si arriva all'ultimo turno con l'ucraina in testa, dopo quattro tuffi con valutazioni simili, anche se a me sembravano molto diversi. Al quinto fa molto bene e viene premiata, ma la britannica Spendolini fa ancora meglio e la supera. Italiane terza e quinta.





Mi fermo solo alla prima premiazione, quella del sincro. Esco verso le 16 e trovo gente in coda ad aspettare l'apertura dei cancelli per il nuoto. Visto il caldo e l'assenza di posti all'ombra, decido anch'io di entrare il prima possibile e scrivere dalla tribuna. Sono dentro poco dopo le 17: essendo entrato dall'altro lato, per un attimo penso di sistemarmi in zona arrivi, ma c'è posto solo dietro il bordo e temo di non vedere i tocchi, quindi torno dal lato solito e mi siedo in un posto vicino a quello di ieri. La Monte Mario si riempirà più o meno come ieri, la Tevere anche di più. La comunità straniera più numerosa stavolta sembra quella tedesca, che si farà sentire soprattutto durante le due gare dei 400sl, ma durante le premiazioni si vedranno altre medaglie di paesi coinvolti, dalla Lituania alla Danimarca.




Si parte coi 50sl maschili: si alzano quelli vicino alla scalinata, per cui fatico a vedere. Mentre guardo Zazzeri, che sembra tagliato fuori, Deplano conquista invece l'argento. Poi, nei 50 rana femminili, la Pilato sembra saldamente in testa fino a pochi metri dalla fine (ma guardando il replay, forse era prospettiva), ma è la Meilutyte che tocca per prima. Ci rifacciamo nei 100 dorso: stavolta Ceccon parte bene e vira per primo, nella vasca di ritorno il greco sembra insidiarlo, ma anche qui probabilmente è prospettiva. il successo finale è netto. La prima serie di finali si chiude coi 200 farfalla femminili, dove la bosniaca Pudar parte forte (100 sotto il minuto) e tiene fino alla fine, con la Cusinato bronzo.



Dopo le prime due premiazioni, si prosegue con i 200 misti maschili, dove Razzetti conquista il bronzo rimontando nell'ultima vasca. Cominciamo a sperare di andare a medaglia in ogni gara, ma si sa che due sono a rischio. Come previsto la medaglia arriva anche nei 400sl femminili: parte forte la Gose, ma la Quadarella le resiste un po' più delle altre: a metà gara il distacco è di 2" con lei, di 4" con le altre. Dai 250 l'italiana sembra rimontare, ma in realtà lo fa solo di poco: è l'ampliarsi del divario con le altre che fa sembrare più piccolo quello tra le prime due. Nell'ultima vasca si avvicina davvero, ma rimane ancora a 60/100. Non arriva invece la medaglia nei 400sl maschili, dove Detti sembra in corsa per i primi 100-150, ma poi cede.


E' di nuovo il momento di cantare l'inno, per Ceccon, e si sente forte come non mai. Poi, dopo aver ascoltato l'inno bosniaco, ci sono le ultime due gare, le staffette miste. In quella femminile l'Italia è in testa dopo le prime due frazioni, ma si capisce che il vantaggio potrebbe non bastare. Dopo la terza frazione è terza, ma un secondo sull'Olanda è poco e infatti per 20/100 non basta. Vince la Svezia davanti alla Francia. E poi c'è l'apoteosi della staffetta mista maschie, di cui ho parlato all'inizio.





Rimangono solo le premiazioni, ma quasi nessuno va via. Tra i premiatori, diverse vecchie glorie italiane: Pellegrini, Rosolino, Calligaris (che sul tabellone diventa Callegaris). Suona due volte l'inno tedesco e io lo canto (ho vissuto in Germania), ma mentre ad altre manifestazioni lo cantavo come consolazione di non poter cantare quello italiano, stavolta lo faccio pensando che è giusto che qualche volta suoni anche quello. Si arriva alla premiazione della staffetta maschile, con l'inno che si sente ancora fortissimo e all'ingresso del corridoio che porta a bordo vasca si vede tutta la nazionale italiana che lo canta. Nazionale che subito dopo sfilerà a bordo vasca, mentre io esco, ma tanti rimangono.






Da domani a Monaco, ma sarà difficile provare le stesse emozioni. In questi giorni a volte ho rimpianto di non esserci andato prima: adesso non lo penso più, valeva proprio la pena essere qui sstasera.


mercoledì 17 agosto 2022

Campionati europei di nuoto a Roma - 6^ giornata (16/08/2022)

 

Dopo l’esperienza di ieri, stavolta parto più tardi, anche un po’ più del previsto. Arrivo quindi in tribuna (anche oggi mi fanno entrare alla Monte Mario) che sta partendo la 7^ delle 8 batterie dei 50sl maschili. Mi siedo quindi al primo posto che trovo (naturalmente abbondano). Le onde generate dai cinquantisti sono impressionanti: anche per la velocità, visivamente si nota più differenza tra 50 e 100 che tra 100 e 1500. Nell’ultima batteria due italiani arrivano pari, ma tanto sono gli unici qualificati.


Finiti i 50, mi sposto dall’altro lato e mi sistemo vicino ai telecronisti: a tratti riesco anche a sentire Sacchi. Vicino a me, un gruppo di spagnoli. Si prosegue con i 200 farfalla femminile dove, dopo 3 rinunce, sono rimaste in 19 e, delle 3 eliminate, una (britannica) lo sarà per via del limite per paese. Ci sono poi i 100 dorso maschili, dove Ceccon fa il miglio tempo dando l’impressione di controllare e 3 italiani finiscono nei primi 7. Poi, nei 50 rana femminili, le “altre” tre italiane si sfidano nella stessa batteria: vince la Castiglioni, che farà anche meglio della Pilato. Però non va come nei 100: le due italiane escluse sono “solo” 6^ e 8^. Seguono altre batterie di scarsa intensità: nei 200 misti maschili i partenti sono 27 e alcuni sono decisamente scarsi, uno non si sarebbe qualificato nemmeno tra le donne. Si chiude con un’altra qualificazione curiosa: la 4X200sl mista, dove c’è un’unica batteria a 10, che serve a qualificare alla finale a 8. E’ chiaro dalla seconda frazione che un’esclusa sarà la Slovacchia, ma l’altra è a sorpresa la Svezia, che nel finale subisce la rimonta della Danimarca.

Lo speaker annuncia che alle 11,30 ci sarà un incontro di Popovici coi fans. Nell’attesa, mi fermo a scrivere. Vedo passare la Pilato inseguita da una fan, ma da sola non l’avrei riconosciuta, coi capelli raccolti in modo diverso (ok, forse sì. Ma solo perché aveva la tuta della nazionale). Per ‘incontro col campione romeno c’è una fila lunghissima, per cui mi limito a fotografarlo d lato. Noto che non ha il fisico che uno si aspetta per una star del nuoto (e questo si vedeva anche da lontano), ma anche che sembra anche più piccolo della sua età, più giovane di una Pilato (che in realtà ha 4 mesi in meno) e forse anche di un Galossi (che ne ha 20).



Per i tuffi, sono rassegnato ad andare nella tribuna Tevere (e mi sono equipaggiato), invece mi dicono di andare nella Monte Mario. Penso a come sono stato fortunato a non comprare i biglietti per la Tevere bassa, perché pensavo che il posto numerato non giustificasse la differenza di prezzo, visto che nessuno aveva avvertito che la Monte Mario era coperta e la Tevere no (se sì, non me ne sono accorto, ma non credo proprio). Per il posto c’è l’imbarazzo della scelta, e in questi casi si finisce con lo scegliere male: una volta seduto scopro di avere la vista ostruita proprio sull’uscita dai trampolini. Penso di spostarmi dopo il primo turno, peccato che non facciano la minima pausa, non riepiloghino neanche la classifica, che uno dovrà ricostruire quando danno la posizione della tuffatrice prima del tuffo successivo. Ci sarà invece una pausa dopo il secondo turno, per cambiare i giudici, e un riepilogo dopo il quarto (su 5).

Scopro due cose che non sapevo: le concorrenti possono scegliere tra i quattro trampolini (uno sarà però utilizzato da una sola) e nella gara da un metro, i giudici non sono sul trespolo, m a bordo vasca. Da un metro è più difficile valutare le prestazioni: capita prima ai miei vicini, poi a me di trovare bellissimo un tuffo da metà classifica o meno. Poi ci si fa un po’ l’occhio, si vede se una non finisce il tuffo, ma ancora nel terzo salto mi capiterà di vedere uno dopo l’altro un tuffo che mi sembra splendido e uno che mi sembra un disastro, ma che avranno solo un punto di valutazione di differenza.




La qualificazione finisce con le due italiane ai primi due posti. Intanto mi è venuto un dubbio: visto che il programma ufficiale parla di mattina e pomeriggio e sul mio biglietto c’è scritto “morning”, il biglietto varrà per tutte le gare?. La pausa (47 minuti) mi sembra però troppo breve per fare uscire e rientrare e infatti non chiedono di uscire: il biglietto è unico. Nell’intervallo mangio al “pasta truck”: di fronte a me si siede la tuffatrice olandese arrivata quarta. Mi sembra strano che mangi pasta e beva birra tra qualificazioni e finali, e infatti non si ferma a mangiare. Faccio appena in tempo a tornare in tribuna per l’inizio del sincro misto dalla piattaforma, senza nemmeno il tempo di andare in bagno.



Per il sincro, mi posiziono all'altezza della piattaforma, attorno a me arriverà la squadra ucraina, due file avanti c'è quella spagnola, sulla destra quella tedesca. Caratteristica delle squadre è esultare sempre per i tuffi dei loro, senza mai mostrare delusione, nemmeno quando sono palesemente sbagliati. da 10 metri è più facile valutare le prestazioni e soprattutto emozionarsi per un bel tuffo. Avevo appena finito di pensare che negli obbligatori l'esecuzione è sempre buona, ci sono solo sfumature, che i francesi fanno un disastro. Gli italiani perdono un po' terreno negli obbligatori, per un errore di cui non mi ero assolutamente accorto, ma poi non sbagliano più e chiudono terzi. Gli ucraini vanno in vantaggio con uno splendido terzo tuffo, ma poi sbagliano il quinto, anche se meno di quanto mi era sembrato, e vengono superati dai britannici.





Prima della finale del trampolino da un metro, esco un attimo per andare in bagno e prendermi da bere. Al rientro, mi dicono che dovrei avere un talloncino, quello che danno a chi esce e rientra (naturalmente nessuno me l'ha dato), ma poi mi fanno entrare lo stesso. Delle squadre, è rimasta solo quella tedesca. Dopo tre tuffi, le italiane sono prima e seconda, ma sono in 5 in 5 punti, dopo 4 hanno 7 punti sulla quarta. Sono le ultime due a saltare e di quelle che le seguono nessuna sembra aver fatto un ultimo tuffo eccezionale, per cui la doppietta sembra vicina. Invece la Pellacani rimane 60/100 dietro alla svedese. mentre la Bertocchi consolida il primato: è oro e bronzo. Dibiasi premia il sincro, la Cagnotto le ragazze: altro inno.





All'uscita, c'è una gran folla nei viali. Anche il negozio à troppo affollato e rinvio a domani gli acquisti. Decido di salire sulle tribune poco dopo le 17 e scrivere lì. Non sono l'unico ad avere questa idea. alle 17,10 la Monte Mario è più piena che gli altri giorni alle 17,40. Intanto sia nella piscina del nuoto che in quella dei tuffi c'è il riscaldamento e per chi guarda c'è un clima da vacanza (non certo per chi è lì). Prima dell'inizio si riempirà anche la Tevere: sicuramente la Monte Mario non era mai stata così piena, probabilmente nemmeno la Tevere. Anche la predominanza italiana non era mai stata così netta: prima dell'inizio noto una sola bandiera di un altro paese (Ucraina), poi ne compariranno delle altre di paesi medagliati (Ungheria, Svezia). Vicino a me ci sono due olandesi, poi dietro arriveranno due norvegesi. Il boato all'annuncio degli italiani non è mai stato così forte: Paltrinieri il più acclamato. Però hanno sempre applaudito tutti, dalla Sjostroem a Romanchuk che ha battuto Paltrinieri. Dopo tanti anni in cui mi sono spesso vergognato del pubblico italiano, finalmente un pubblico di cui andare fiero.




Si parte con quattro finali. Le prime due rispettano i pronostici: Milak di oltre due secondi nei 200 farfalla maschile, davanti a un altro ungherese e a due italiani, la Sjoestroem nei 50sl femminili, che batte il record di medaglie agli Europei. Speriamo tutti quindi che anche la terza, i 100 rana maschili, lo rispetti, ed è così: doppietta Martinenghi-Cerasuolo. Anche nei 200 misti si può dire che vince la prima favorita, l'israeliana Gorbenko, con la Franceschi terza. Seguono due semifinali: grande prova della Meilutyte nei 50 rana, che ci ricorda che l'oro della Pilato non è scontato.

Dopo la premiazione di Milak e Sjoestroem c'è la gara clou per noi: i 1500 maschili. Paltrinieri parte forte, Wellbrock e Romanchuk, ma il primo crolla presto e finirà quinto, rimane dietro solo l'ucraino. Ai 200 Paltrinieri ha 2 secondi di vantaggio, ma poi Romanchuk recupera fino a fare il sorpasso ai 650 e guadagnare lentamente ma costantemente (o quasi) fino ai 1100. Poi per un attimo Greg torna a far sperare, ma alla fine il vantaggio si stabilizza sui 4 secondi: Paltrinieri chiude comunque sotto  i 14'40". Come dicevo, grandi applausi per entrambi. Terzo il francese Joly, quarto Acerenza.








Dopo altre semifinali, tra cui curiosamente una dei 200 farfalla femminile in cui la classifica segue l'ordine delle corsie (intese come tempi di qualificazione), ci rifacciamo nei 100 dorso femminili. La Panziera parte malissimo e dopo la prima vasca è sesta. Ancora poco prima della fine penso che potrà arrivare al massimo seconda, invece tocca prima, per 4/100. Dopo le semifinali della gara maschile, con Ceccon che sembra sempre in controllo, ma finisce con l'arrivare secondo nella semifinale e terzo complessivo, si chiude con la finale della 4X200sl mista. Duello tra Gran Bretagna e Francia, vinto dalla prima, l'Italia chiude terza le frazioni maschie e ci si chiede se il vantaggio su Olanda e Ungheria, decisamente più forti con le donne, basterà: non solo basta, ma rimane costante.

Stavolta mi fermo solo alla premiazione di Paltrinieri, con nuovi applausi anche a Romanchuk e all'inno ucraino. Per rientrare prima, decido di saltare quella della Panziera: ormai possiamo permetterci anche il lusso di saltare un inno di Mameli. Uscendo incontro la Pellegrini inseguita dai fan, che prima scappa, ma poi decide di fermarsi ancora un attimo a firmare autografi. Domani tirerò un po' il fiato, anche per preparare la partenza per Monaco




martedì 16 agosto 2022

Campionati europei di nuoto a Roma - 5^ giornata (15/08/2022)

 

Grazie alle strade deserte di Ferragosto, arrivo prima del previsto, quando non hanno ancora aperto i cancelli. Anche una volta dentro, molti negozi non sono nemmeno aperti. Scopro che almeno per le batterie di stamattina, mi fanno entrare nella tribuna Monte Mario. Naturalmente, per il posto c’è l’imbarazzo della scelta: cerco di posizionarmi in linea con l’arrivo, ma poi scoprirò di essere leggermente dietro e di non vedere benissimo i tocchi. Vedo invece bene i telecronisti RAI (pensavo fossero nello studio all’angolo, invece sono in tribuna stampa). Il problema principale sarà che ogni tanto qualcuno si posizionerà in piedi davanti alla balaustra: dopo un primo invito a sedersi, completamente ignorato, mi rassegnerò. A un certo punto arriva un gruppo di ragazze, tra cui una nuotatrice italiana (che alla fine, sbirciando il nome sulla borsa, scoprirò trattarsi della Tarantino), che chiede e ottiene di sistemarsi nella tribuna laterale, normalmente riservata ai tuffi. La nuotatrice ha una cuffia, confezionata, col nome di Popovici: mi chiedo se l’abbia ottenuta in uno scambio o le vendano, come le maglie dei calciatori.





Si parte con i 50sl femminili. Le batterie sono a ciclo continuo, si parte appena i concorrenti della precedente sono usciti dall’acqua (solo una volta, nei 100 dorso femminili, ci sarà un’interruzione per un controllo). Nel dorso c’è in più la complicazione di montare e smontare il supporto di partenza tutte le volte. Ancora grandi risultati degli italiani: nei 50 rana maschili 4 nei primi 4, nei 200 farfalla, sempre maschili 3 nei primi 5, con Burdisso fuori. In 4 delle 5 gare individuali con tre turni, l’Italia senza il limite avrebbe più di due semifinalisti (nella quinta, i 200 misti donne, le iscritte erano solo due), l’Olanda in 2, Francia, Ungheria e Polonia in una ciascuna. Nei 200 farfalla, su 10 eliminati in tutto, la metà sono vittima del limite per nazione (che, beninteso, trovo giustissimo). Mi diverto anche a confrontare i tempi con quelli della mia infanzia: noto che nei 100 dorso quasi tutte scendono sotto il primo record mondiale che ricordi (1:02.99, di una tedesca est), nei 200 farfalla qualcuno passa ai 100 al di sotto del record di Mark Spitz, mentre nei 200 misti la Geweniger avrebbe ancora il miglior tempo (ma non lo faceva in batteria)



C’è poi la staffetta 4X100sl mista: dopo due rinunce, rimangono 10 squadre, di cui due sono Armenia ed Albania, per cui le altre (o almeno la maggior parte) sarebbero passate anche schierando una squadra solo femminile. L’Italia fa il terzo tempo. Si chiude con i 1500sl maschili: dopo due rinunce (che nella seconda batteria lasciano la piscina mezza vuota, sono piene solo le corsie da 1 a 5) rimangono in 11, di cui uno ariva a mezzo minuto da tutti gli altri e un altro (il nostro De Tullio) rimane fuori per il limite per nazione. Più combattuta la prima, dove Acerenza vince in rimonta, battendo anche Wellbrock. Nella seconda, Paltrinieri e Romanchuk vanno aventi in parallelo, stancamente (ma comunque più veloci dell’altra batteria) fino a 400 metri dalla fine, poi l’ucraino prende il largo e Greg cede anche il secondo posto a Joly. Qualcuno commenterà poi che è stata una gara a perdere generale, per finire nelle corsie laterali.

Ci sono più di due ore di intervallo, prima dei tuffi (per i quali sono cominciati i preparativi già alle 10). In giro per gli stand si vede Rosolino, sempre molto ricercato (ma forse non l’avrei riconosciuto da solo e senza la maglia della nazionale). Mi siedo vicino a un bar a scrivere queste note: si sentono voci dal tendone del sincro, poi si sente un inno, che non riconosco, ma controllo che si tratta di quello ucraino. Poi però suona anche l’inno di Mameli. Dopo un po’ mi accorgo che accanto a me c’è la squadra britannica di sincro.



E’ l’ora dei tuffi, e per quelli scopro che devo andare nella tribuna Tevere, sotto il sole a picco. Fa veramente, ma veramente caldo, è la classica ora in cui invitano a non uscire. Dopo un po’ vedo delle sincronette che si riscaldano nella piscina accanto e le invidio perché sono in acqua. Scatterò foto (e twitterò) alla cieca, perché col sole non si vede lo schermo. A un certo punto mi accorgo che anche i giudici usano uno schermo per votare e mi chiedo come facciano.







La gara è il “team event”, di cui prima di venire non sapevo nulla. Scopro che si tratta di un tuffo maschile, uno femminile e uno sincronizzato misto, prima dal trampolino e poi dalla piattaforma (quindi sei tuffi in tutto). Le squadre sono di due uomini e due donne, che possono suddividersi liberamente i tuffi. Ogni squadra effettua il tuffo femminile e quello maschile dalla stessa altezza in successione: vedendoli di file, soprattutto quelli dal trampolino, ci si rende conto della differenza di potenza e conseguentemente della difficoltà del tuffo sincronizzato misto.

L’Italia, che salta per prima, perde terreno nel tuffo maschile dal trampolino, ma poi recupera e con un gran tuffo maschile dalla piattaforma si porta in testa: arriva all’ultimo tuffo con 6 punti di vantaggio sull’Ucraina e 13 sulla Gran Bretagna. E’ anche la prima gara dove il tifo italiano non è quello che si sente di più: i britannici sono incitati a gran voce dai loro compagni di squadra. Numerosi anche i tedeschi, credo anche loro soprattutto membri della squadra, ma si vedono anche spagnoli e francesi. L’ultimo tuffo italiano, il sincro misto, a me sembra ben fatto, ma non ha un punteggio altissimo L’Ucraina, però, recupera solo 3 punti e quindi rimane dietro di 3. Ormai è fatta, anche la Gran Bretagna rimane molto dietro. Nonostante i caldo, quasi tutti si fermano per la premiazione (non solo gli italiani), ma l’attesa sembra lunghissima. Nella premiazione si rivede Dibiasi, che consegna i peluche. Poi si canta di nuovo l’inno, che stavolta non si sente tantissimo, rispetto al nuoto siamo in pochi.



C’è giusto il tempo di prendere un gelato e poi si va alla piscina del sincro (anzi, nuoto artistico), che poi è il campo Pietrangeli del tennis. Almeno è al coperto, ma il caldo si sente: dopo un po’ si leverà un po’ di vento e si starà un po’ meglio. Sono sul lato opposto a quello dove le atlete entrano in acqua, quindi credo il più favorevole. Si parte con la Svizzera, e la prima cosa che noto, rispetto a quello che si vede in TV, è che le nuotatrici occupano solo una piccola parte della piscina (in TV non sembrava, visto che sono sempre inquadrate da vicino). Un’altra cosa che non mi aspettavo è che, siccome a volte la parte principale dell’azione si svolge sott’acqua e lo schermo le inquadra anche lì, si pone il problema di quando guardare lo schermo e quando dal vivo, come negli sport che si svolgono in un “campo” ampio (es. motori, sci di fondo).






Mi rendo conto di non essere assolutamente in grado di valutare le prestazioni. La Turchia, che si esibisce per terza al suono della “Marcia alla turca”, mi sembra all’altezza delle altre, se non meglio, invece è nettamente ultima (tra l’altro la Turchia viene chiamata col nome turco, anziché con quello inglese come le altre: “Turkey” è forse considerato offensivo per l’omonimia col tacchino?). Di contro Israele mi sembra peggio delle altre, forse perché ormai mi sembrano tutte uguali, invece va in testa. Poi però arriva l’Ucraina, e si capisce subito he è un’altra cosa, come con Plushenko a Vancouver: salti più alti e più complessi, che le portano nettamente in testa. La Germania mi sembra ci vada vicina, ma forse sono fuorviato dal tifo che sento (i tedeschi sono il gruppo più numeroso dopo gli italiani): è solo quarta. La stessa impressione me la dà l’Italia, ma temo ancora di essere influenzato dal tifo, sia mio che della folla, invece stavolta è vero: siamo secondi. Chiude la Francia, che arriva terza, e solo allora si nota che ci sono parecchi francesi, anche due file davanti a me.





Dopo la premiazione rimango soprattutto per scrivere: premiano l'Italia per la Coppa LEN (ma senza inno), poi è previsto il "Gala Event", che non so cosa sia. Scopro che si tratta di esibizioni dove le squadre, in formazioni inusuali, rendono omaggio all'Italia esibendosi di solito su musiche italiane, comprese "Felicità" e "L'italiano". Alla fine l'ho trovato godibile, ma alle 17,30 l'ho lasciato per avere una pausa prima del nuoto.






Anche stasera mi hanno fatto entrare nella tribuna Monte Mario. Dopo aver dato un'occhiata in zona arrivi, decido ancora di sistemarmi nel lato opposto, dove c'è ancora molta disponibilità. stavolta la vista dell'arrivo non è ostruita, ma lo è un po' quello del tabellone. Il problema saranno ancora tutti quelli che rimarranno in piedi alla balaustra, all'uscita delle vicine scale, spesso sordi ai numerosi richiami. Uno, che stava reggendo uno striscione, invitto ad allontanarsi dalla hostess, se ne andrà anche scocciato. Vicino a me ci sono molti romeni, ed altri se ne vedono dall'altro lato. Si vedono anche dei bosniaci, che festeggeranno il bronzo nella prima gara, i 100 farfalla femminili. Rispetto agli altri giorni in cui ero da questo lato, la tribuna Monte Mario mi sembra leggermente più piena, ma la Tevere molto meno.



La seconda gara è quella clou per gli osservatori neutrali: i 200sl maschili. Sembra ci sia gara fino a metà, poi Popovici prende il largo nella terza vasca e nella quarta è una categoria a sé: vince con oltre due secondi di distacco, i 1:42.97, miglior tempo di sempre coi costumi in tessuto. Prima un italiano, poi l'altro sembrano in lotta per le medaglie, ma chiudono quarto e sesto. La medaglia arriverà subito dopo, nei 200 rana femminili, con la Carraro in crescendo, che si porta al secondo posto e nel finale sembra poter insidiare il primo, ma rimane seconda.

Si prosegue con le semifinali, dove prosegue il dominio italiano nei 50 rana maschili, ma anche nei 100 dorso donne la Panziera fa il miglior tempo e piazziamo due nuotatori in finale nei 200 farfalla maschile e una ciascuno nei 50sl e nei 200 misti femminili. Le semifinali saranno inframezzate dalle prime due premiazioni (la terza, quella dei 100 farfalla, avverrà alla fine): Popovici sarà premiato dalla Potec (quella che beffò la Pellegrini ad Atene 2004) con Lamberti e si sentirà cantare l'inno (ok, io avevo anche i romeni vicino). 




Rimangono tre finali, tra cui le due più importanti per noi. Nei 50 dorso Ceccon, in quinta corsia, non parte bene, ma all'avvicinarsi della piastra sembra in vantaggio sul greco in quarta e le insidie sembrano venire più dall'altro lato. Invece "l'apostolo di Cristo" (Apostolos Christou) toccherà prima per 4/100. I 1500 femminili offrono subito la possibilità (anzi, la quasi certezza) di rifarsi. Alla partenza sembrano velocissime per essere un 1500 e infatti la Quadarella fa la prima vasca in meno di 30". Ai 200 ha già quasi 2" sulla Caramignoli, seconda, e 4" sulla terza, ai 400 rispettivamente 4" e 6". Fino ai 700 guadagnerà quasi un secondo ogni 100 metri, poi l'ungherese si porterà in seconda posizione e recupererà qualcosa. Ai 1100 il podio è orai certo: Quadarella-Mihalyvari-Caramignoli. La romana vince di 8", con un tempo neanche eccezionale per lei, ma ricordo bene quando sarebbe stato nettamente record italiano maschile (se è per questo, ho anche l'età per ricordare quando il tempo della Caramignoli sarebbe stato record maschile).

Si chiude con la staffetta 4X100sl mista: l'Italia va in testa nella seconda frazione e ci rimane fino a metà della quarta, ma ci sono 3 squadre in 8/100 e 4 in una quarantina e alla fine Francia, Gran Bretagna e Svezia, nell'ordine, ci superano. Naturalmente mi fermo per a premiazione ei 1500, effettuata dalla Filippi: l'inno si sente ancora forte.





Mi allontano mentre suonano l'inno francese, il sesto diverso della giornata, nel solo nuoto. Domani altra giornata piena, ma di solo nuoto e tuffi.