mercoledì 13 maggio 2026

Internazionali d'Italia di tennis (12-05-2026)

 Dopo tanti anni, mi decido ad andare coi mezzi. Arrivo a Flaminio verso le 10,50 e quindi ormai ho la certezza che li vedrò il primo incontro cominciato, per di più il pullman si fa attendere una decina di minuti. Sul pullman incontro una signora con parrucca arancione e JS sulla guancia. Stavolta si entra dai cancelli dell'Olimpico: i controlli sono abbastanza spediti, solo che poi ci sono dei metal detector, ma non c'è la possibilità di lasciare gli oggetti metallici, quindi suonano sempre. Anche a me suona, ma dopo un rapido controllo mi lasciano andare. Si passa davanti allo stadio, che ha già le insegne della Coppa Italia.

Il Foro Italico è irriconoscibile rispetto agli anni scorsi. Si passa prima da una struttura che fa pensare ai negozi di un aeroporto, poi da una cupola che incorpora una statua. I primi campi che s'incontrano sono quelli da 1 a 6, utilizzati per allenamenti, anch'essi con tribune nuove. C'è una folla accalcata, provo a guardare, ma non si vede niente. Col fatto che l'area si è allargata, i viali sembrano meno affollati rispetto agli anni scorsi.




Il mio ingresso al centrale è proprio il primo che s'incontra. In ogni caso, da qualche anno i tennisti entrano da un ponte e quindi non c'è più il tunnel che bloccava il passaggio e poteva costringerti a girare tutt'attorno allo stadio. Arrivo che Ruud è 5-3 e servizio su Musetti: mi affaccio e vedo l'ultimo game del set, che finisce 6-3. La folla è impressionante per essere l'incontro delle 11: ci metto un po' a trovare il mio posto perché i numeri sono sotto i seggiolini, quindi si vedono solo quelli dei posti liberi, che non sono molti. Sono alla fila 17: salendo c'è qualche posto libero in più, ma mentre gli altri anni per il primo incontro mi mettevo in un posto a caso, stavolta non oso e vado al mio. La salita è sempre massacrante, concludo che la farò ancora solo una volta.

Comincia il secondo set, con un game lunghissimo in cui alla fine Musetti perde il servizio. Poi subirà anche il secondo break, più netto, e sul 3-0 chiama il fisioterapista. alla ripresa si vede che fa fatica a muoversi, almeno lateralmente: conquisterà un solo game, il quinto, con un gioco d'attacco, poi cercherà di risolvere tutto con un colpo riuscendoci raramente: finisce 6-1. Per scendere c'è una coda peggio che a una partita di calcio: credo dipenda dal fatto che in proporzione le scale sono di meno.


Uscito dal Centrale, all'inizio penso di prendermi da mangiare, ma poi decido di vedere un po' dell'incontro dell'Arena Supertennis, tra il russo Kachanov e il croato Prizmic. Sul Pietrangeli ci sono solo doppi (ci sarà anche un singolare, ma a fine giornata e quindi c'è poca gente: fa un po' impressione vederlo senza code all'ingresso. L'Arena Supertennis, che non è più il secondo campo in ordine d'importanza, ma il terzo (il secondo è dentro lo Stadio dei Marmi) quest'anno è di fronte al Centrale, non più verso lo stadio di calcio come gli altri anni. Ci sono degli ingressi riservati a chi ha il biglietto per il Centrale, ma sono quelli con più coda. Facendo il giro, vedo che in realtà ci sono molti posti vuoti, ma scopro che chi ha il biglietto per il Centrale può usare solo quelli (il motivo è che danno il cartellino per rientrare). Alla fine entro che sono sul 5-4 nel secondo set, dopo che Kachanov ha vinto il primo. Penso che vedrò la fine del secondo, ma non l'eventuale terzo, ma il problema non si pone: il russo vince al tie break.




Adesso è il momento del pranzo. Al posto della fila di stand gastronomici degli anni scorsi, c'è un'unica area coperta, che chiamano "food court": vado allo stand più lontano perché ha meno coda e prendo una focaccia farcita. Incontro un paio di gruppi in arancione: una racconta che aveva preso il biglietto per la sera, pensando ci sarebbe stato Sinner, e l'aveva dovuto rivendere a molto meno. Ho ancora fame: esploro gli stand verso l'ingresso e alla fine prendo un pezzo di pizza da Eataly.




Nel frattempo l'incontro sul Centrale, fra la romena Cirstea e la lettone Ostapenko, è già al secondo set, dopo che la Cirstea ha vinto il primo 6-1. Le tribune sono molto meno affollate, la mia fila è quasi tutta vuota, ma vado comunque al mio posto, visto che non intendo spostarmi per l'incontro di Sinner. Il secondo set è equilibrato e abbastanza piacevole: la Ostapenko ha un set point sul 5-4, ma alla fine si arriva al tie break e vince la Cirstea a zero. Alla fine, c'è tanta gente che entra, ma anche qualcuno che esce.



Sono le 14,45: l'incontro di Sinner non poteva cominciare prima delle 15, ma a questo punto è un intervallo normale. Alle 15 lo stadio si è riempito (anche l'anello inferiore, che per Musetti era semivuoto), con molte chiazze arancioni. Boato all'ingresso del n.1, ma applausi anche per Pellegrino. Si comincia, con Pellegrino che cerca di tenere lo scambio a fondo campo e qualche volta riesce a far sbagliare Sinner, ma il più delle volte deve soccombere. Si arriva così rapidamente sul 3-0, con due break, poi nel quarto game Pellegrino ha una palla per il 3-1 e riesce ad aggiudicarsi il quinto, ricevendo un grande applauso. Da allora però l'incontro diventa equilibrato: il primo set finisce 6-2, ma nel secondo si arriva al 3-3. Pellegrino si tiene a galla con servizi oltre i 200 km/h, botte da fondo campo e qualche palla corta: non sembra proprio il n. 1 del mondo contro il n.155. Sinner fa anche qualche errore, tanto da far pensare per un attimo che contro un avversario più forte rischierebbe, ma ormai chi è in grado di impegnare Sinner, a parte l'assente Alcaraz. Sempre più cori per "Pelle", a cui si risponde con cori per Sinner. Applausi quando si arriva al break, sul 4-3: finirà poi 6-3.






Comincio a scendere subito dopo la fine, così evito la coda. Mentre scendo, sento le dichiarazioni di Sinner, che ricorda che i due si erano già incontrati sette anni fa. Ho visto sull'app (non danno aggiornamenti sul tabellone) che Darderi è 5-0 nel terzo contro Zverev. Vedo il finale su uno schermo all'esterno del Centrale: visto il punteggio, pensavo Zverev fosse infortunato, ma a vederlo non sembra. Finisce comunque 6-0.



Dopo un altro spuntino, decido di concludere la giornata guardando un po' dell'incontro sul Pietrangeli tra Arevalo-Pavic e Nys-Roger Vasselin. So già che non lo vedrò tutto, non voglio tornare troppo tardi. Di entrambe le coppie non so chi sia l'uno e chi l'altro: Nys e Roger-Vasselin li distinguo dalle foto sul tabellone, ammesso che siano in ordine, mentre chi sia Arevalo e chi Pavic lo scoprirò solo all'inizio del secondo set, quando il guidice di sedia annuncerà il giocatore al servizio. Vedo la seconda metà del primo set, vinto 7.5 da Arevalo-Pavic, poi li lascio sul 2-1

Mentre passo dagli ultimi stand prima dell'uscita, sento dire che è esposta l'insalatiera della Davis: c'è coda all'ingresso. ma scopro che si vede anche da fuori, di lato. Uscendo, vedo molta gente che entra, e manca ancora un'ora al programma serale. E domani sera sono di nuovo qui, ma stavolta per il calcio.



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