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giovedì 13 giugno 2024

Campionati Europei di atletica a Roma - 6^ giornata (12-06-2024)

 Per questa serata finale, avevo in programma di vedere anche le premiazioni prima delle gare, solo che devo affrontare il traffico dell'ora di punta serale, che è anche peggio di quello mattutino. Arrivo quindi in zona stadio, e passando incontro alcuni atleti mentre scendono dal pullman, mentre si sente l'inno spagnolo: sono quindi alla premiazione del triplo, il che vuol dire che posso al massino sperare di vedere l'ultima, quella di Gimbo. All'ingresso trovo una coda mai vista e che, ribadisco, non si trova per le partite di calcio, ma poi aprono un altro ingresso e scorre abbastanza rapidamente. Entro quindi che stanno suonando l'inno italiano e faccio appena in tempo a vedere il finale della premiazione dell'alto.





Tamberi si ferma nel piazzale, attorniato da una folla enorme. C'è anche una francese medagliato, credo Gogois (triplo) che posa col pubblico, Suppongo che tutti andranno verso i tornelli e quindi si creerà coda e panso di lasciar passare un po' di tempo, ma poi penso che dopo potrebbe essere peggio. La coda ai tornelli è lunga e si crea molto nervosismo. Il problema è il solito: c'è un tornello che non funziona bene (naturalmente quello dove sono in coda io) e nessuno fornisce assistenza. Anch'io dovrò fare 4-5 tentativi per passare il biglietto.

Entro dopo 25 minuti di coda. All'interno dello stadio, vedo meno gente di quanta me ne aspettassi, vista la ressa fuori: il mio settore è quasi vuoto, mentre c'è più gente verso il centro della tribuna. Sono tentato di spostarmi, visto che il clou è tutto dall'altro lato (asta, atterraggio del lungo), ma penso che potrebbe riempirsi, E infatti si riempie: la Tevere sarà anche più piena di ieri, la curva Nord è quasi piena, c'è molta gente anche in curva sud e nella zona arrivi della Monte Mario, molto meno nel resto dello stadio, che comunque non è deserto come gli altri giorni. Gli stranieri sono meno del solito: ci sono un po' di belgi, tra cui uno dietro di me, i soliti britannici e norvegesi, irlandesi soprattutto nella Monte Mario e molti francesi, soprattutto nelle curve, mentre sembrano meno del solito soprattutto gli svizzeri, che pure si noteranno quando avranno atleti coinvolti.



Quando entro è in corso la seconda serie dei 10.000 ed è già cominciata anche l'asta: sono alla prima quota, 5,35. La serie sarà vinta da uno spagnolo in 28'24", quindi i big avranno spazio per fare gara tattica, Quinto e sesto due italiani. Poco dopo parte il giavellotto maschile: dopo un paio di lanci intorno agli 80 metri, Weber fa 85,94 e da lì capisco che la seconda fettuccia non è a 85 metri come pensavo, ma a 90. Gara di livello medio un po' più alto che in altre occasioni, per entrare negli 8 ci vogliono più di 81 metri, e anche equilibrata: dopo i primi tre lanci primi tre in poco più di un metro, primi otto in 4 metri. Si prospetta una seconda parte molto emozionante, invece non succede niente fino al sesto turno, quando Vadlejch andrà vicino alla fettuccia dei 90 (88,65) e vincerà

E si arriva all'unico concorso con italiani, il lungo donne. Dalla mia posizione non sono assolutamente in grado di valutare la misura, l'unico modo per avere un'idea è dalla reazione del pubblico in zona atterraggio, e da questa si capisce che il primo salto della Iaspichino è buono: infatti è 6,82. La Mihambo uccide la gara con un 7,22 al primo salto, ma al momento sono in pochi ad accorgersene (io sono tra questi) in quanto la misura compare sul tabellone durante una gara su pista. La Iapichino si migliora poi a 6,84, ma dopo il terzo salto è quinta, in una gara dove con 6,80 si è settima e con 6,68 si è fuori dalle 8. I suoi salti continuano a suscitare reazioni positive dal pubblico in zona e infatti al quarto fa 6,86, ma rimane quinta, al quinto fa 6,90, ed è quarta a un centimetro dal bronzo e dall'argento, al sesto fa 6,94 ed è seconda. Si festeggia cantando il Seven Nations' Army, ma non è finita. Quando salta la tedesca Assani, l'ultima che rimane tra la Iapichino e una medaglia, lo speaker chiede di battere le mani anche per lei, ma molti non sono convinti. Alla fine molti lo fanno, anche se meno che per le altre, Né lei, né la portoghese De Sousa si migliorano, quindi l'argento rimane.



Non era però la prima medaglia della giornata, in quanto nel frattempo erano cominciate le gare su pista e ne avevamo vinta un'altra, Si era partiti con la 4X400 donne. con l'Olanda in testa alla fine  della terza frazione e quindi gara che sembrava finita, essendoci la Bol. Invece l'Irlanda le rimane attaccata e  nel finale sembra quasi insidiarla. Seguono il Belgio e l'Italia, che arriva a 1" dall'Olanda e fa l'ennesimo record italiano: 3:23.40. Si passa a quella maschile: nell'Italia manca Sibilio, il suo sostituto Meli dirà poi nell'intervista che l'aveva saputo dieci minuti prima. In prima frazione Sito rimane attaccato a Sacoor nella seconda approfittiamo della frazione più debole del Belgio e cambiamo in testa, nella terza il Belgio è di nuovo primo, ma noi rimaniamo attaccati, nella quarta Doom pian piano fa il vuoto e nel finale Scotti viene insidiato dal tedesco, ma sembra resistere, e così è: argento per 1/100. Il distacco dal Belgio è 97/100, quindi probabilmente con Sibilio avremmo vinto.







Seguono le due gare senza italiani. Prima gli 800 femminili, con la Hodgkinson in testa dall'inizio alla fine, ma a un ritmo non proibitivo, tanto che vincerà per soli 19/100. Poi la prima serie dei 10.000 maschili: il tabellone non avvisa che Crippa e Riva hanno rinunciato e anche lo speaker lo dirà solo dopo la partenza. Ciò nonostante, per un po' il tabellone darà Crippa all'ottavo posto. Partenza lentissima; per 2 km si rimane sopra i 3' al km, poi si accelera un po', ma non molto, tanto che a metà gara sono ancora tutti in gruppo e al nono km lo sono ancora più della metà. Volatona finale: vince lo svizzero Lobalu in 28'.


Intanto prosegue la gara dell'asta, e tutto fa pensare che proseguirà anche dopo la fine delle gare su pista. A 5,82 sono ancora in 9: solo Duplantis li supera alla prima, con la solita disarmante facilità. In 4 ce la faranno invece alla seconda, ma io ne vedrò solo uno, Karalis. A 5,87 Duplantis passa e solo Karalis li supera (e io me lo perdo ancora).

Si arriva all'ultima gara individuale: i 1500. Ingebritsen va in testa ai 600, ma fa il vuoto solo nel rettilineo finale, dove Arese si fa largo fino al terzo posto, fra due belgi. E fanno 23 medaglie, Rimangono le due 4X100: in quella femminile la Gran Bretagna parte forte con la Asher-Smith e la vittoria non è mai in discussione, anche se la Francia rimane vicina. Per il bronzo lottano Olanda e Svizzera: vince la prima, ma la Svizzera sarà poi squalificata. Bronzo a 42.46, quindi per l'Italia sarebbe stato difficile, ma non impossibile. E siamo al gran finale: la 4X100 maschile. L'Italia è in ottava corsia, quindi capisco che non vedrò la frazione di Jacobs (per l'esattezza, vedrò solo la testa). Melluzzo sembra partire bene, ma potrebbe dipendere dal fatto che davanti ha solo la Grecia, poi quando Jacobs torna visibile il vantaggio è già netto, e sarà enorme all'inizio del rettilineo finale, dove Tortu l'aumenta ancora, chiudendo. Gli Europei di atletica finiscono quindi come quelli di nuoto, con una staffetta dove l'Italia parte da grande favorita e domina.








In realtà le gare non sono ancora finite: ci sono ancora Karalis e Duplantis nell'asta. Nell'attesa, c'è un altro di quei giochi scemi che ci hanno ammorbato in settimana, soprattutto nelle sessioni mattutine: si inquadrano spettatori con facce deformate in modo da farle sembrare disperate. Duplantis supera 5,92, poi 5,97, quota che comincia a essere appena appena impegnativa per lui, mentre Karalis fa un tentativo a 5,92, uno a 5,97 e uno a 6,02, andando sempre molto lontano dal superarli. 

Decisa la gara, decido di andare e non fermarmi per i tentativi di record dello svedese, visto che domani è un giorno lavorativo (gli svantaggi di avere le manifestazioni in casa). Uscendo vedo che sono regolarmente cominciate le premiazioni, è in corso quella dalla 4X400 donne. Vado col solito senso di vuoto che prende alla fine di una manifestazione, ma pensando che mancano solo 45 giorni alla partenza per le Olimpiadi




mercoledì 12 giugno 2024

Campionati Europei di atletica a Roma - 5^ giornata (11-06-2024)

Anche oggi dobbiamo partire dal fondo, perché proprio non si può non partire da Gimbo. Che dire ancora di lui? Ha vinto un altro titolo,  con una grande misura, ma stavolta ha emozionato più con i suoi errori che con i salti riusciti Cosi infatti ha reso interessante una gara che con un Tamberi più rodato sarebbe stato un monologo: alle sue spalle, infatti, il livello era modestissimo, si andava a medaglia con 2,26.

La gara era partita da 2,17, ma lui era entrato in gara a 2,22, senza caricare la folla per il primo salto (l'aveva invece fatto per Lando) e superandoli agevolmente. Li avevano superati al primo tentativo in 6, tra cui i 3 italiani, e c'ertano state le prime uscite, tra cui il tedesco vincitore nel 2018 (spero capirete se non scrivo il nome). A 2,26 il primo errore: abbatte col tallone, mentre in due, entrambi ucraini, li superano al primo. Al secondo mette le cose al posto e rimangono in gara in 5. A 2,29 sbaglia proprio male i primi due tentativi, mentre l'ucraino Lavskyy è l'unico a riuscirci. Alla terza ce fa, neanche di tantissimo, e rimangono in due. A 2,31 torna il Tamberi che conosciamo: li supera con margine, mentre Lavskyy dopo il primo errore si conserva due tentativi a 2,33. Entrambi sbagliano due volte i 2,33, ma Lavskyy sembra andarci più vicino, Tamberi ha vinto: festeggia con la curva, ma poi chiede i 2,34 per l'ultimo tentativo che gli rimane. Li supera, ma torna zoppicando, per cui c'è un attimo di panico, temiamo che finisca come nel 2016. Invece continua a festeggiare e chiede addirittura di continuare. Chiede i 2,37 e li supera nettamente. Festeggia andando in tribuna d'onore ad abbracciare Mattarella, Mei e Malagò, poi viene anche dal nostro lato, sulle pedana sopraelevate.





 La mattina avevo messo in conto di perdermi alcune gare: non ce la facevo proprio ad alzarmi in tempo per arrivare alle 9,35.A ll'ennesimo ingorgo, però, ho temuto di non farcela a vedere nemmeno le staffette. Fortunatamente parcheggio e ingresso (sia prefiltraggio che tornelli) sono rapidi, quindi entro poco dopo le 10,35: Sono appena iniziate le qualificazioni del lungo femminile e stanno annunciando la qualificazione della Iapichino al primo salto con 6,71. La quota di qualificazione è 6,70: la centreranno i 8. La Mihambo spara subito 7,03 (e non la vedo). E' in corso anche il primo gruppo del disco del decathlon: Dester, in crescendo, arriva a 41 metri ed è decimo su 13, Naidon è ultimo, primo Meyer. Nel secondo gruppo Kaul al terzo supererà tutti con 49,89.


Mi sistemo verso il centro della tribuna. Attorno a me soprattutto britannici, alla mia sinistra norvegesi, alla destra svizzeri e., più in là, finlandesi. Sotto, estoni, svedesi e si vede anche una bandiera ceca. Qua è la per la tribuna, anche parecchi tedeschi. Quando mi sposterò di un paio di file, incontrerò di nuovo il mio vicino di sedia dei Mondiali di Budapest. Come al solito, è abbastanza piena (per essere una sessione mattutina) solo la tribuna Tevere, poi c'è un po' di gente nelle curve, più la Sud della Nord, e nella zona arrivi della Monte Mario, il resto dello stadio è deserto.

Si vedono forse più bandiere svizzere che italiane. Il tifo italiano è rappresentato soprattutto da un gruppo di ragazzini delle scuole, in curva Sud: senza di loro, non ci si renderebbe nemmeno conto di essere in Italia (del resto, dopo cinque giornate piene, il rischio di non ricordarci neppure dove siamo esiste). Non si capirebbe che siamo in Italia neppure dal tabellone: è la prima volta che vedo un tabellone che dà i risultati sempre solo in inglese (esclusi i paesi di lingua inglese, naturalmente). Il pubblico comunque applaude tutti: la qualificazione  della bulgara Mitkova nel lungo è stata accolta calorosamente anche se non si vedono bulgari.

Dopo che mi sono perso i 110hs del decathlon, con l'ennesimo pasticcio dello starter, e le semifinali degli 800 donne, le gare su pista riprendono con  le batterie delle staffette. Si parte con la 4X400 maschile: l'Italia è nella prima è senza Sito e Sibilio (oltre all'infortunato Re) arriva seconda con un tempo che a lungo non siamo riusciti a fare nemmeno con tutti i migliori (3:02.06). La seconda è più veloce: col tempo dell'Italia si arrivava settimi, Segue la 4X400 donne: nella prima l'Olanda acciuffa in extremis il terzo posto, l'ultimo utile per la qualificazione (da quarta non sarebbe stata ripescata), la seconda si chiude con una volata a 5, di cui l'Italia è ultima, ma dal tempo della prima si capisce subito che sarebbe stata ripescata, e così è.



Si passa alle 4X100. Prima quella maschile, poi quella femminile. Avevo cercato di mettermi in alto, ma comunque non vedo quasi per niente la seconda frazione delle 3-4 corsie esterne. Nella prima, la Gran Bretagna sbaglia l'ultimo cambio e arriva ultima in 39,60. E dire che bastava 39.10 per passare! Nella seconda, l'Italia controlla e arriva seconda il 38.40. Nell'intervista, Simonelli urlerà un "Daje" che rimbomberà in tutto lo stadio. Nella prova femminile, l'Italia è nella prima batteria (e rischio di perdermela per prendermi da bere, pensavo di avere più tempo). Vedo che si attarda nella terza frazione e penso abbia sbagliato il cambio (non ho visto, ero troppo lontano): scoprirò poi che la Kaddari si era fatta male, i problemi nel cambio erano una conseguenza, Arriva comunque quarta con 43.27 e facendo un confronto coi risultati degli uomini, penso che basti, Invece no: nell'altra batteria la quinta fa 43.15 e siamo fuori. Mi sembra incredibile, ma poi penso che non molto tempo fa ci saremmo accontentati anche di mandare in finale 2 staffette su 4.


Finite le gare su piste, molti vanno via, ma meno che in altre occasioni. Vanno via soprattutto i britannici, rimangono i tedeschi, gli estoni e qualche italiano (ma non i ragazzini). E' in corso il primo gruppo dell'asta del decathlon, rimangono poi il secondo gruppo e i due gruppi delle qualificazioni del giavellotto. I gruppi dell'asta sono sfalsati, come si usa ormai da qualche anno. le due pedane affiancate danno qualche effetto visivo strano, sia quando in una c'è il riscaldamento, sia quando sono in corso entrambe le gare: a volte sembra che alzino o abbassino l'asticella mentre uno sta saltando (naturalmente è quella dell'altro gruppo). Il primo gruppo parte a 4,40 e già Skotheim rischia lo 0, come succederà poi a Meyer a 5,00 e, nell'altro gruppo, a Kaul a 4,70. A 5,00 escono entrambi gli italiani, dopo aver dato l'impressione di potercela fare, e rimangono in 5. Si chiuderà a 5,30, con Meyer che la supera e si ritira. Intanto c'è stato il primo gruppo del giavellotto: apre il leader stagionale Dehning con meno di 75 metri, poi si migliorerà, ma rimarrà l'ultimo dei qualificati. La qualificazione è a 82 metri e la centreranno in 4 nel primo gruppo e in 3 nel secondo.




Finito il primo gruppo dell'asta, pensavo che avrei valutato se andarmene o no. Alle 14,35 comincia il secondo gruppo del giavellotto e pensavo che magari avrei visto solo il primo turno. Invece vado avanti, sia per seguire il secondo gruppo dell'asta, sia per vedere se ci sono eliminazioni eccellenti. Quando Weber al terzo turno, fa 85,01 e si leva dagli impicci (in quel momento era 12°) e nell'asta sono rimasti in 4 a 4,90 decido di andare. Sono rimasti pochissimi lanci che penso che a questo punto potrei vederli fino alla fine, ma sono troppo stanco e ho fame,

Avevo pensato di saltare il primo gruppo del giavellotto del decathlon, prima gara della sera, ma quando ho letto che ci sarebbero stati i migliori volevo provare a guardarne almeno un po'. Arrivo però allo stadio verso le 19,30, e appena ho passato il primo cancello, scopro che è finito. Nella medal plaza vedo alcuni membri dello staff della nazionale, come Vizzoni, con una che mi sembra la Folorunso, ma mi sembra strano sia lì, visto che ha la gara in serata. Vedendola in gara, avrò la conferma che era lei. Passati i tornelli, decido di prendermi da mangiare: c'è coda, ma temo che dopo sarà peggio.

Arrivo al mio posto che sta lanciando Dester, e lancia lunghissimo: 63,17. che poi migliorerà a 63,66, nettamente primo nel gruppo e quarto assoluto. Quando lo speaker dice che è settimo in classifica generale, penso di aver capito male, mi sembra impossibile abbia rimontato così tanto, invece è vero. La mia fila è già piena per buona parte, e si riempirà ancora di più. Ancora più pieni i settori verso il centro della Tevere. Pienissima la curva Sud, beninteso, quella che è aperta, perché le file più in alto sono chiuse. Poca gente invece nel resto dello stadio, anche nella Monte Mario sembra ce ne sia meno del solito. Stavolta gli italiani sono decisamente predominanti, poi accanto a me ci sono due belghe, in zona si vedono britannici e norvegesi. Quando i loro atleti vinceranno, si faranno notare estoni e svizzeri, che comunque sembravano meno del solito.


Prima dell'inizio dell'alto, arriva Mattarella e si suona l'inno nazionale. Poco dopo l'alto, inizia un'altra gara di altissimo livello: il triplo maschile. Come le altre volte, dalla mia posizione i si può fare un'idea della misura guardando dove arriva con lo step, e subito Pichardo sembra che rischi di finire in buca: sono 17,48, mi sembrava di più, tanto che lo supera Diaz Fortun con 17,52, Al secondo salto Pichardo sembra ancora di più finire in buca con lo step: 18,04. Diaz ci si avvicinerò gradualmente, ma presi dall'alto e dalle gare su pista, non lo noteremo tanto. Finche al quinto tentativo dello spagnolo si sente un boato dalla zona dell'atterraggio, e si capisce che ha fatto qualcosa di grande: 18,18! in due sopra i 18 metri. 

C'era un altro concorso, il giavellotto femminile, ma non se n'è quasi accorto nessuno, a parte, immagino, quelli dei paesi delle atlete coinvolte. Quando l'alto finisce, è al quinto turno, quindi spenso che lo seguirò di più, invece guardo solo qualche lancio, nessuno decisivo. Vince l'austriaca Hudson. Le gare su pista cominciano con i 400 ostacoli maschili. Sibilio è in settima corsia, Warholm in ottava, quindi capisco che non li vedrò quando passeranno nel rettilineo dal mio lato. Si arriva al rettilineo finale con Warholm con un vantaggio enorme e Sibilio già nettamente secondo. Poi Sibilio sembra avvicinarsi, ma il vantaggio è troppo. Dopo l'ultimo ostacolo per un attimo spero nel miracolo, ma no, il distacco è davvero troppo. Warholm fa 46.99, quindi si capisce che Sibilio ha fatto il record italiano, e infatti è 47.50. Nella gara femminile, all'ingresso del rettilineo c'è molto più distacco tra la Bol e la seconda che tra la seconda e l'ultima, quindi si può ancora sperare che la Folorunso, che era partita piano, si inserisca nella lotta per le medaglie. Invece arriva quinta.






Ci sono poi i 10000 femminili (e anche lì riescono ad avere problemi alla partenza). Si forma subito un gruppo di testa di 8, tra cui 3 italiane e 3 britanniche, a metà gara sono rimaste in 5, al setimo km in 3: la Battocletti, la britannica Keith e l'olandese Van Es. Negli ultimi due km ci sono tanti doppiaggi (mi sembra che alla fine resteranno a pieni giri in 6), tanto che si fatica a capire quale sia il gruppo di testa. Comunque, arrivano ai 500 metri la Battocletti e l'olandese: la trentina parte e prende subito un vantaggio incolmabile: dopo i 5000. vince anche i 10000.

A seguire, l'epilogo del decathlon Lo speaker annuncia che Dester deve fare 4'25" per il record italiano. Sembra molto difficile, invece ce la fa: 4'23"!. Arriva sesto con 8235 punti, L'estone Erm mantiene il primo posto, mentre Meyer, che dopo asta e giavellotto sembrava potesse lottare per la vittoria, cede e arriva quinto. Si finisce con i 200 femminili, con la sfida Neita-Kambundji. Nel finale la svizzera fa il soprpasso e vince per 1/100.



Il pubblico si afffretta a uscire, mente lo speaker ricorda la medal plaza. Il medagliere dice 20 medaglie Italia, 11 il secondo paese la Francia. Come sarebbe stato trattato uno che l'avesse previsto otto anni fa?


martedì 11 giugno 2024

Campionati Europei di atletica a Roma - 4^ giornata (10-06-2024)

 Finito il weekend, mi tocca di nuovo affrontare il traffico dell'ora di punta. Arrivo quindi un po' in ritardo: c'è di nuovo coda al primo ingresso, ma in compenso ai tornelli c'era così poca gente che ho temuto fossero chiusi. Speravo di vedere almeno l'ultima serie dei 100 del decathlon, invece niente: arrivo che sono in corso solo le qualificazioni dell'asta uomini e del giavellotto donne. Mi sistemo verso il centro del rettilineo, in modo da vedere meglio non solo l'asta, ma poi anche lungo e peso del decathlon. Alla mia desta, e quasi fino alla fine della tribuna, c'è un folto gruppo di estoni, che intoneranno cori da stadio in onore del decatleta Oiglane e dell'ostacolista Magi. Si vedono anche molti tedeschi e qualche francese, oltre ai soliti britannici, svizzeri e finlandese. Stavolta sono quasi difficili da trovare gli italiani, vicino a me non ne vedo. Sicuramente, di lunedì mattina, sono presenti solo quelli che ci sarebbero stati anche se questi campionati fossero stati a Helsinki o a Siviglia (e per essere un lunedì mattina non sono neanche pochissimi).


Da asta e giavellotto comincia a vedersi la tendenza di buona parte della mattinata: sembriamo tornare indietro di qualche anno, con controprestazioni degli italiani a cui non eravamo più abituati. Disastrosa la Botter nel giavellotto, con una qualificazione che non sarebbe stata impossibile per lei. Nell'asta sia Stecchi che Bertelli escono a 5,45 , col primo che fa un solo vero salto in due quote. A 5,45 c'è già qualche vittima illustre, come Sobera e il polacco ex campione del mondo di cui evito di scrivere il nome, a 5,60 dopo due tentativi sono in meno di 12 a superarla, quindi si capisce che non si andrà oltre (doveva essere 5,75): infatti rimangono in 13 e si chiude qui. Duplantis fa un solo salto, a 5,60, durante una gara su pista, quindi non se ne accorge quasi nessuno (certo non io), forse solo quelli che sono venuti solo per lui. C'è anche il lungo del decathlon, e stavolta riesco a vedere bene anche stacco e atterraggio, quindi vedo che Dester stacca sempre molto lontano e non va oltre 7,32. Primo Rooth con 8,01.



Le gare su pista cominciano coi 200 donne, dove la Siragusa fa una buona prova. Seguono i 1500 uomini, dove gli italiani passano tutti e Meslek è bravo a schivare una caduta di massa. Arrivano poi gi 800 donne, e qui ci sono le altre delusioni: poi la Coiro perde il terzo posto, l'ultimo per la qualificazione diretta e si capisce subito che la batteria è lenta e non ha speranze di ripescaggio, poi la Bellò si spegne nel rettilineo finale e arriva indietro.




Poi però, per fortuna, ci sono i 400 ostacoli, prima maschili, poi femminili, e lì la musica cambia. Dalla mia posizione, quando passano dal rettilineo davanti a me, l'atleta in corsia 9 non lo vedo, di quello in corsia 8 vedo solo la testa, di quello in corsia 7 metà, solo fino alla corsia 5 vedo tutto. E 5 dei 6 italiani erano in corsie dalla 7 in poi, anche Warholm era nella 8, almeno la Bol era nella 5. Warholm vince senza sforzo e all'arrivo canta "O sole mio" poi arriva il turno di Sibilio, ed è veramente mostruoso: arriva asl rettilineo finale in netto vantaggio e sembra proprio passeggiare, guardandosi a destra e a sinistra, solo nel finale accelera un po' per essere sicuro del primo posto. Nonostante tutto, fa 48.07! Gli viene chiesto di cantare anche lui "O sole mio", lui cerca di sottrarsi dichiarandosi di Bolzano, ma poi la canta, imbarazzato.

Tra le donne, la Folorunso arriva terza, ma dal tempo, 54.52, si capisce che sarebbe stata ripescate, e così è. Poi la Olivieri arriva in gruppo, ma scende anche lei sotto i 55" (54.99). Chiude la Muraro, che nel rettilineo finale recupera e arriva al secondo posto, ma poi arriva terza con 54.73, e rimane fuori per 7/100. Solo in queste due gare gli italiani hanno fatto due personali e due stagionali: e pensare che c'è stato un tempo non lontano in cui in un intera manifestazione (prove da stadio) facevano un personale e tre stagionali. Difficile crederci oggi.



Quando finiscono le gare su pista, c'è ancora qualche lancio del peso del decathlon. Normalmente in questi casi lo stadio si svuoterebbe, ma qui no, perché in molti sono qui per le prove multiple. Gli italiani arrivano agli ulitmi due posti e nella classifica generale Naidon è ultimo, Dester 19° su 24. Qui però non possiamo dire che sembriamo tornati indietro, perché una volta non si qualificavano neanche.

A pranzo, in un ristorante siciliano, incontro un gruppo di estoni e anche in giro per Roma si vede tanta gente qui per gli Europei. Rientro in zona stadio verso le 19,30: stavolta si entra rapidamente sia al prefiltraggio, sia ai cancelli. Cerco il negozio di merchandising nella fan zone , ma non lo trovo, eppure mi sembrava di averlo visto gli altri giorni e soprattutto mi sembra impossibile che non ci sia. Ce n'è comunque uno all'interno dello stadio: compro maglietta e cappellino. Agli ingressi e nei bar ti parlano in inglese, ormai sono abituati che gli italiani sono una minoranza. Per far capire meglio che sono italiano mi dipingo le guance.

Entro nello stadio che è in corso l'alto del decathlon: un gruppo è a 1,96 e l'altro a 1,87. Immaginando che ci sarà poca gente (ma temevo peggio), non vado al mio posto, ma due settori più in centro: attorno a me ci sono soprattutto norvegesi e tedeschi. Per due volte mi devo spostare perché arriva il titolare del posto, ma non voglio andare nel mio, troppo isolato: mi sposto solo di un settore. Alla mia destra, per parecchie file, quasi solo svizzeri, dietro di me un gruppo di britannici. Verso la fine del rettilineo (zona asta) le bandiere finlandesi sembrano più del solito. In occasione del martello e dei 400 donne si vedranno anche molte bandiere polacche,

Faccio fatica a capire la situazione dell'alto, visto che il tabellone dà il risultato complessivo dei gruppi e. ovviamente , quelli del gruppo più debole risultano sempre dietro, mentre il sito è bloccato e lo rimarrà per un bel po'. Nel gruppo forte si fa selezione già a 1,99: escono, tra gli altri, Meyer e Kaul e rimangono in 7, a 2,02 esce Naidon e rimangono in 5, compreso Skotheim che ha passato, a 2,05 sono in 2, alla fine Skotheim vince con 2,17. Nel gruppo debbole Dester fa fatica fino a 1,93, ma poi supera 1,96 alla prima, 1,99 alla seconda e 2,02 ancora alla prima. Skotheim passa in testa alla classifica, Dester 16°.


La prima finale è quella dell'asta femminile, e qui ci capisco ancor meno. A 4,58 rimangono in 7, tra cui Molinarolo e Bruni, le uniche a non averli superati alla prima. A 4,68 sono convinto che siano rimaste solo Stefanidi e Cadbury, fin quando non vedo la Moser superare i 4,78, che è la misura della vittoria. Scoprirò poi che aveva anche lei superato i 4,68 alla seconda ed era passata a 4,78 dopo un errore a 4,73.

Prima dell'inizio delle gare su pista vado a prendermi da mangiare, e stavolta faccio in fretta, non c'è quasi nessuno. Le gare su pista cominciano con le semifinali dei 200 donne: la Kaddari si nasconde dietro la Neita in curva, ma poi nel rettilineo cede e arriva quinta con 22.98. Si entrava in finale con 22.84, non era impossibile, Si arriva poi alla prima speranza italiana: i 400 maschili. Sito rimane in lotta per il primo posto fino al rettilineo finale, poi a 50-60 metri dalla fine comincia a correre in modo strano, tanto che penso che si sia fatto male e si ritirerà. Invece finisce quinto in 45.04. Dalla sua intervista e da una situazione simile nella gara femminile capisco che si era solo imballato. Lui dice "non cerco scuse", allora lo faccio io per lui: i primi tre (ma non il quarto) erano stati tutti esentati dal primo turno.



Intanto è cominciato l'ultimo concorso, il martello donne. La Fantini ,che lancia per prima, è terza dopo il primo lancio, ma al secondo passa in testa. Al quarto viene superata prima dalla francese Loga, che era settima, poi dalla pluricampionessa polacca, di cui capirete se non scrivo il nome, ma si riprende la testa, e stavolta di più di un metro: 77,14. L'asta finisce mentre il martello è ancora al quarto turno, quindi lo si potrà seguire con attenzione. Negli ultimi due turni la situazione rimane immutata: oro Fantini, Nei festeggiamenti, si mescolano le bandiere italiane e polacche.






Intanto le gare su pista proseguono coi 3000 siepi uomini. Ossama Zoglhami, vista la gara tattica, va in fuga al terzo giro. Lo speaker lo paragona a Panetta, ma Panetta era in grado di tenere un ritmo insostenibile per tutti gi altri, lui no. Lo riprendono all'inizio dell'ultimo giro: all'inizio sembra reagire, ma poi arriva ottavo. Seguono i 400 del decathlon: Dester viene messo nella serie più scarsa, la domina, ma con 48.43, lontano dal personale, Naidon gareggia nella serie di mezzo e arriva ultimo. La giornata si chiude con Skotheim in testa, Dester 12° e Naidon 19° (su 23)





Finito anche il martello, si arriva al clou, la finale dei 200  maschili. All'ingresso del rettilineo, Tortu e Desalu fanno sognare anche la doppietta. Certo, c'è uno svizzero davanti, tale Mumenthaler, ma sono sicuro che Tortu lo riprenderà. Invece lo svizzero vince, in quella che è sicuramente la più grossa sorpresa di questi campionati, finora. Tortu si dispera, anche per via del tempo: si è vinto con 20.28 e lui è arrivato secondo con 20.41. Col tempo con cui era arrivato terzo due anni fa, avrebbe vinto, con quello con cui Desalu era arrivato sesto nel 2018, stravinto (era 20.13)



Finisce che italiani e svizzeri escono dallo stadio sotto shock, per motivi opposti. E domani è la giornata più lunga, dove c'è anche Gimbo.