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mercoledì 13 maggio 2026

Internazionali d'Italia di tennis (12-05-2026)

 Dopo tanti anni, mi decido ad andare coi mezzi. Arrivo a Flaminio verso le 10,50 e quindi ormai ho la certezza che li vedrò il primo incontro cominciato, per di più il pullman si fa attendere una decina di minuti. Sul pullman incontro una signora con parrucca arancione e JS sulla guancia. Stavolta si entra dai cancelli dell'Olimpico: i controlli sono abbastanza spediti, solo che poi ci sono dei metal detector, ma non c'è la possibilità di lasciare gli oggetti metallici, quindi suonano sempre. Anche a me suona, ma dopo un rapido controllo mi lasciano andare. Si passa davanti allo stadio, che ha già le insegne della Coppa Italia.

Il Foro Italico è irriconoscibile rispetto agli anni scorsi. Si passa prima da una struttura che fa pensare ai negozi di un aeroporto, poi da una cupola che incorpora una statua. I primi campi che s'incontrano sono quelli da 1 a 6, utilizzati per allenamenti, anch'essi con tribune nuove. C'è una folla accalcata, provo a guardare, ma non si vede niente. Col fatto che l'area si è allargata, i viali sembrano meno affollati rispetto agli anni scorsi.




Il mio ingresso al centrale è proprio il primo che s'incontra. In ogni caso, da qualche anno i tennisti entrano da un ponte e quindi non c'è più il tunnel che bloccava il passaggio e poteva costringerti a girare tutt'attorno allo stadio. Arrivo che Ruud è 5-3 e servizio su Musetti: mi affaccio e vedo l'ultimo game del set, che finisce 6-3. La folla è impressionante per essere l'incontro delle 11: ci metto un po' a trovare il mio posto perché i numeri sono sotto i seggiolini, quindi si vedono solo quelli dei posti liberi, che non sono molti. Sono alla fila 17: salendo c'è qualche posto libero in più, ma mentre gli altri anni per il primo incontro mi mettevo in un posto a caso, stavolta non oso e vado al mio. La salita è sempre massacrante, concludo che la farò ancora solo una volta.

Comincia il secondo set, con un game lunghissimo in cui alla fine Musetti perde il servizio. Poi subirà anche il secondo break, più netto, e sul 3-0 chiama il fisioterapista. alla ripresa si vede che fa fatica a muoversi, almeno lateralmente: conquisterà un solo game, il quinto, con un gioco d'attacco, poi cercherà di risolvere tutto con un colpo riuscendoci raramente: finisce 6-1. Per scendere c'è una coda peggio che a una partita di calcio: credo dipenda dal fatto che in proporzione le scale sono di meno.


Uscito dal Centrale, all'inizio penso di prendermi da mangiare, ma poi decido di vedere un po' dell'incontro dell'Arena Supertennis, tra il russo Kachanov e il croato Prizmic. Sul Pietrangeli ci sono solo doppi (ci sarà anche un singolare, ma a fine giornata) e quindi c'è poca gente: fa un po' impressione vederlo senza code all'ingresso. L'Arena Supertennis, che non è più il secondo campo in ordine d'importanza, ma il terzo (il secondo è dentro lo Stadio dei Marmi) quest'anno è di fronte al Centrale, non più verso lo stadio di calcio come gli altri anni. Ci sono degli ingressi riservati a chi ha il biglietto per il Centrale, ma sono quelli con più coda. Facendo il giro, vedo che in realtà ci sono molti posti vuoti, ma scopro che chi ha il biglietto per il Centrale può usare solo quelli (il motivo è che danno il cartellino per rientrare). Alla fine entro che sono sul 5-4 nel secondo set, dopo che Kachanov ha vinto il primo. Penso che vedrò la fine del secondo, ma non l'eventuale terzo, ma il problema non si pone: il russo vince al tie break.




Adesso è il momento del pranzo. Al posto della fila di stand gastronomici degli anni scorsi, c'è un'unica area coperta, che chiamano "food court": vado allo stand più lontano perché ha meno coda e prendo una focaccia farcita. Incontro un paio di gruppi in arancione: una racconta che aveva preso il biglietto per la sera, pensando ci sarebbe stato Sinner, e l'aveva dovuto rivendere a molto meno. Ho ancora fame: esploro gli stand verso l'ingresso e alla fine prendo un pezzo di pizza da Eataly.




Nel frattempo l'incontro sul Centrale, fra la romena Cirstea e la lettone Ostapenko, è già al secondo set, dopo che la Cirstea ha vinto il primo 6-1. Le tribune sono molto meno affollate, la mia fila è quasi tutta vuota, ma vado comunque al mio posto, visto che non intendo spostarmi per l'incontro di Sinner. Il secondo set è equilibrato e abbastanza piacevole: la Ostapenko ha un set point sul 5-4, ma alla fine si arriva al tie break e vince la Cirstea a zero. Alla fine, c'è tanta gente che entra, ma anche qualcuno che esce.



Sono le 14,45: l'incontro di Sinner non poteva cominciare prima delle 15, ma a questo punto è un intervallo normale. Alle 15 lo stadio si è riempito (anche l'anello inferiore, che per Musetti era semivuoto), con molte chiazze arancioni. Boato all'ingresso del n.1, ma applausi anche per Pellegrino. Si comincia, con Pellegrino che cerca di tenere lo scambio a fondo campo e qualche volta riesce a far sbagliare Sinner, ma il più delle volte deve soccombere. Si arriva così rapidamente sul 3-0, con due break, poi nel quarto game Pellegrino ha una palla per il 3-1 e riesce ad aggiudicarsi il quinto, ricevendo un grande applauso. Da allora però l'incontro diventa equilibrato: il primo set finisce 6-2, ma nel secondo si arriva al 3-3. Pellegrino si tiene a galla con servizi oltre i 200 km/h, botte da fondo campo e qualche palla corta: non sembra proprio il n. 1 del mondo contro il n.155. Sinner fa anche qualche errore, tanto da far pensare per un attimo che contro un avversario più forte rischierebbe, ma ormai chi è in grado di impegnare Sinner, a parte l'assente Alcaraz. Sempre più cori per "Pelle", a cui si risponde con cori per Sinner. Applausi quando si arriva al break, sul 4-3: finirà poi 6-3.






Comincio a scendere subito dopo la fine, così evito la coda. Mentre scendo, sento le dichiarazioni di Sinner, che ricorda che i due si erano già incontrati sette anni fa. Ho visto sull'app (non danno aggiornamenti sul tabellone) che Darderi è 5-0 nel terzo contro Zverev. Vedo il finale su uno schermo all'esterno del Centrale: visto il punteggio, pensavo Zverev fosse infortunato, ma a vederlo non sembra. Finisce comunque 6-0.



Dopo un altro spuntino, decido di concludere la giornata guardando un po' dell'incontro sul Pietrangeli tra Arevalo-Pavic e Nys-Roger Vasselin. So già che non lo vedrò tutto, non voglio tornare troppo tardi. Di entrambe le coppie non so chi sia l'uno e chi l'altro: Nys e Roger-Vasselin li distinguo dalle foto sul tabellone, ammesso che siano in ordine, mentre chi sia Arevalo e chi Pavic lo scoprirò solo all'inizio del secondo set, quando il guidice di sedia annuncerà il giocatore al servizio. Vedo la seconda metà del primo set, vinto 7.5 da Arevalo-Pavic, poi li lascio sul 2-1

Mentre passo dagli ultimi stand prima dell'uscita, sento dire che è esposta l'insalatiera della Davis: c'è coda all'ingresso. ma scopro che si vede anche da fuori, di lato. Uscendo, vedo molta gente che entra, e manca ancora un'ora al programma serale. E domani sera sono di nuovo qui, ma stavolta per il calcio.



martedì 13 maggio 2025

Internazionali d'Italia di tennis (12-05-2025)

 Avevo  pensato che sarebbe stato meglio prendere la metro e poi il tram, ma all'ultimo momento decido ancora di andare in macchina. Com'era ampiamente prevedibile, si rivela una pessima idea: ci metto un'ora ad arrivare e parcheggio in salita a un chilometro e mezzo di distanza. Mentre mi dirigo verso il Foro Italico, penso a come sarà il ritorno, a fine giornata e in salita. C'è un ingresso, con coda, all'altezza dello Stadio dei Marmi: non mi fermo temendo che sia un ingresso riservato, e in ogni caso il Centrale è dalla parte opposta. Quest'anno l'ingresso principale è quello dell'Olimpico: solo le 11,35 e c'è una coda anche più lunga che agli Europei di atletica, pensavo che tanti arrivassero più tardi. Comunque, in 15 minuti si entra e i controlli sono rapidi, quasi non mi guardano lo zaino (avendo quattro tasche, ho sempre paura che me le facciano aprire tutte).



All'ingresso faccio fatica ad orientarmi: l'area è molto rinnovata, oltre che più ampia (per l'appunto, si estende fino allo Stadio dei Marmi), e anche stand commerciali e gastronomici sono in una posizione diversa. L'offerta gastronomica mi sembra meno varia di qualche anno fa: certo, ci sono tre ristoranti, Eataly, Lea (che c'era anche l'anno scorso) e St Germain's Hugo che mette dappertutto "insalata gentile", ma nei chioschi c'è poca varietà. Ho anche l'occasione di vedere per la prima volta le Frecce Tricolori, che sorvolano più volte lo stadio: va ricordato che il gioco è in corso, e agli spettatori è richiesto il silenzio...






Stavolta sono in Tribuna Nord, la più vicina ai cancelli: quando arrivo all'ingresso il primo incontro, quello tra Stearns e Osaka, è sul 2-2 nel secondo set (primo vinto da Stearns). Mi fanno entrare senza aspettare il cambio di campo. Vista la folla nei viali, mi aspettavo le tribune più piene, invece ci sono molti vuoti, tanto che mi siedo nel primo posto disponibile, molto più in basso di quello che sarebbe il mio posto. Quasi tutto il pubblico è per la Osaka, si sentono dei cori, ma davanti a me c'è uno che sostiene la Stearns: dopo un po' mi sembra di capire che abbia scommesso.


L'incontro è piacevole: c'è qualche errore, ma anche tanti begli scambi, sia di tocco che di potenza. Dopo un po' mi accorgo anche che non ci sono più i giudici di linea: che strano non vederli e non sentire le loro urla, a volte è anche più difficile capire se una palla è dentro o no. Sento uno chiedersi chi controlli i falli di piede: solo il giudice di sedia? Intanto, la Osaka fa il break al settimo game e mantiene il vantaggio fino al 6-3. Nel terzo set, si comincia con 4 break nei primi 7 game, poi le due tengono il servizio fino al 6-6, sia pure con un po' di fatica. Nel frattempo le tribune si sono un po' riempite e continua ad arrivare gente: sono dovuto salire di 2-3 file e a un certo punto temo di dover andare al mio posto. Si fa sentire anche il caldo, ho pure dimenticato il cappellino. Si arriva al tie break e per un attimo mi chiedo se si arriva a 7 o a 10, poi mi sembra di ricordare che solo negli slam è a 10, ed effettivamente è così. La Osaka parte bene, va sul 4-1, ma poi sbaglia tutto e perde 7-4

Il prossimo incontro è quello della Paolini, e mi preparo a vederlo cominciato, immaginando lunghe code per pranzo e bagno. Mentre cerco dove mangiare, scoraggiato dalle code che vedo dappertutto, do un'occhiata anche ai negozi e mi compro un cappellino arancione, così avrò anch'io un capo del colore di Sinner. Penso anche di fermarmi al ristorante di Eataly, ma non so quanto ci metterei. Alla fine scelgo un chiosco un po' defilato, dove c'è meno fila. Poi decido di prendere un secondo panino, ma a quel punto le code sono molto diminuite dappertutto.

Intanto seguivo l'incontro della Paolini sugli schermi. vedendo che è sotto di un break. Sul 3-2 mi metto in fila all'ingresso: mi fanno entrare sul 3-3, con l'italiana che ha recuperato il break. Il mio posto è in una delle ultime file: arrivo sulle ginocchia e penso di non muovermi fino alla fine. La partita va avanti con la Ostapenko che fa più vincenti, ma anche più errori, fino a quando sul 5-6 non fa due doppi falli e l'avversaria conquista break e set. Nel secondo set la Paolini cresce e dilaga, nel crescente entusiasmo del pubblico: finisce 6-2.




Nell'attesa dell'incontro di Sinner, salgo all'ultima fila e guardo il panorama. Sul Pietrangeli giocano Cerundolo e l'austriaco Ofner, sono al secondo set: guardo distrattamente un paio di game, ma mi soffermo soprattutto sui dintorni: ci sono anche l'insalatiera della Davis e il trofeo della Billie Jean King Cup, ero passato vicino e non me n'ero accorto.

Ed è arrivato il momento che fino a pochi anni fa non pensavo avrei visto in tutta la mia vita: sto per vedere un italiano n° 1 del mondo. Conto alla rovescia, poi entra: applausi per lui, ma anche per il suo avversario (si sa, in Italia non è scontato). Adesso l'anello superiore è quasi tutto pieno, c'è solo qualche vuoto ogni tanto, nell'anello inferiore i vuoti sono di più, soprattutto nel settore dei giocatori.  Si vede tanto arancione: magliette, cappellini, parrucche, costumi da carota. C'è una serie di magliette con scritte romanesche, da "Ar cavaliere roscio nun je devi..." a "Er cavaliere roscio is back".




Si parte con de Jong al servizio: il primo lo tiene, ma nel secondo ha qualche incertezza e lo perde. Al primo break ne seguirà subito un altro: 4-1. Poi però Sinner, che era già un po' falloso all'inizio, comincia a sbagliare molto di più e perde entrambi i vantaggi: 4-4. Poi però farà di nuovo il break e chiuderà 6-4. Nel secondo set un Sinner in crescendo fa di nuovo il break al terzo game, poi sul 3-1 la svolta: de Jong si tuffa e piega male il polso, Sinner va subito a soccorrerlo, all'inizio sembra difficile che possa continuare. Poi riprendere, ma in uno dei primi servizi si ferma ancora e si vede (sia a occhio che dal display della velocità) che tira più piano. Paradossalmente tiene il servizio proprio perché Sinner non si adatta subito alla velocità inferiore, ma poi non è più competitivo: finisce 6-2.





Lo speaker ci ricorda di sgomberare subito perché devono entrare quelli della sessione serale, ma manca ancora un'ora. Naturalmente in tanti si fermano a farsi firmare le palline e Sinner le firma tutte. Ci sono ancora degli incontri in corso, ma è tardi e sono stanco, penso di vedere solo qualche scambio. Entro nelle nuove tribune che hanno montato sul Pietrangeli, sopra le vecchie gradinate: mi siedo al primo posto che trovo, anche se avvisano che la visuale è ostruita. Effettivamente la balaustra copre un po', ma il problema sono soprattutto tutti quelli che su fermano davanti, e qualcuno si offende pure se gli urli dietro. Guardo due game dell'incontro Andreeva-Tauson, poi vado.


Prima di uscire, passo dallo Stadio dei Marmi: al suo interno ci sono due campi (più un terzo in cui non sono previsti incontri) e in uno credo si giochi ancora, ma non sono sicuro che col mio biglietto si entri e in ogni caso non ho la forza per scendere nello stadio e risalire sulle tribune. L'appuntamento è fra tre meno di un mese, per il Golden Gala.



mercoledì 15 maggio 2024

Internazionali d'Italia di tennis (14-05-2024)

 Anche quest'anno sono stato troppo ottimista sui tempi per arrivare al Foro Italico (rileggendo il post di allora mi sono ricordato che l'anno scorso era andata anche peggio), in compenso la ricerca del parcheggio va un po' meglio del previsto (ma ho pur sempre parcheggiato ad almeno 1,5 km di distanza, L'ingresso è abbastanza rapido: alla fine sono dentro verso le 11,40. Visto tutto quello che si era detto sulla febbre del tennis italiano (per quanto sgonfiatasi dopo la rinuncia di Sinner) e le foto del weekend, ero convinto di trovare una ressa da non riuscire a camminare, invece c'è anche meno folla degli altri anni. Certo, non ci sono italiani in singolare, ma di anni senza italiani protagonisti ne abbiamo visti tanti (ok, gli altri anni il torneo durava solo una settimana e quindi al martedì o anche al mercoledì qualcuno c'era ancora). Poi, anche se Sinner ci fosse stato, non l'avrei certo visto, l'avrebbero messo nel serale.



Ho preso il posto dal lato opposto rispetto agli altri anni, per evitare di dover fare il giro attorno al Centrale per aggirare il corridoio d'ingresso dei giocatori: scoprirò poi che il problema non c'era più perché il corridoio è stato abolito, sostituito da un ponte. Entro che è appena iniziato il secondo set tra Fritz e Dimitrov, stavolta mi fanno entrare anche a scambi in corso. Arrivo alla mia fila, la 17, boccheggiando (le scale sono molto ripide) e mi siedo al primo posto: vedo che il mio sarebbe molto più in là e darei troppo fastidio ad andare fin lì. Ci sono molti vuoti, soprattutto dal lato opposto al mio, quello verso il Pietrangeli (inteso come campo), che invece è affollatissimo per l'incontro di doppio di Bolelli-Vavassori (che vinceranno). Si vede qualche bulgaro (anche una famiglia nella fila davanti a me) e in generale il pubblico sembra più per Dimitrov,

Il secondo set è molto bello: tanti colpi vincenti. Dimitrov sciupa una palla break sul 2-1: smash fuori con campo apertissimo. Fritz serve a 210-220 senza dare neanche l'impressione di forzare, Quando si arriva all'epilogo del set sono combattuto tra il desiderio che la partita continui e quello di andare a mangiare (sono quasi le 13), ma quando si arriva al tie-break tifo decisamente per il terzo set. Nel tie-break, però, il livello cala: ci sono molti più errori che colpi vincenti, soprattutto in occasione dei set e match point. Finisce 13-11 per Dimitrov: si va quindi al terzo set, che però non sarà paragonabile al secondo. Dimitrov perde il servizio al terzo game con una serie di errori, poi Fritz rischia di regalargli il controbreak, ma poi Dimitrov perde ancora il servizio dopo tre doppi falli (e l'unico punto fatto servendo la prima come fosse una seconda). A questo punto spero che l'incontro finisca il prima possibile, e così è: 6-1. Si fa sentire anche il caldo, meno male che stavolta ho tutto l'equipaggiamento necessario: cappellino, occhiali e crema solare. Prima di andare vedo che cambiano la rete e per un attimo mi chiedo perché, poi mi ricordo che il torneo femminile ha altri sponsor.




Naturalmente c'è coda in tutti gli stand gastronomici: provo ad andare a quello di Eataly all'ingresso,, ma vedendo coda anche lì, non provo neanche ad entrare. Di passaggio incontro i Carota Boys, che raccontano di come siano partiti la mattina presto. Rispetto agli altri anni, gli stand gastronomici sono più banali, non ci sono specialità regionali. Alla fine prendo un pezzo di pizza bianca al prosciutto crudo, e non devo neanche aspettare tanto.


Mi accorgo che nel frattempo è già finito il primo set dell'incontro Swiatek-Keys, quindi mi affretto a tornare al campo, senza nemmeno andare prima in bagno, nel timore che la partita finisca presto. Stavolta mi fanno aspettare all'uscita del tunnel: riesco comunque a vedere il gioco, siamo nel primo game del secondo set e la Keys avrà anche una palla break. Entro al cambio campo dell'1-0: visto che la pausa è breve (il primo set era finito con punteggio pari) mi siedo al primo posto che trovo, in prima fila, accanto a una famiglia polacca, Al cambio successivo salgo un po', ma non arrivo alla mia fila, mi fermo alla 10, tanto di posto ce n'è. Ci sono molti più vuoti che nel primo incontro: il primo anello sarà pieno poco più di metà, Si notano tanti polacchi. Il secondo set è molto più equilibrato del primo: la Keys ha un game no sul 2-1 e subisce il break che sarà poi decisivo, ma per il resto sarà la Swiatek (che serve tra i 175 e i 190, velocità che quando hanno cominciato le rilevazioni erano buone per un uomo) a faticare di più a tenere il servizio. Finisce 6-3





Noto con piacere che l'incontro di doppio di Errani-Paolini sul Pietrangeli è ancora in corso e spero di vederne il finale, ma vedo che è impossibile entrare: c'è già una lunga fila in attesa e non ci sarò certo tanta gente che uscirà nel momento decisivo. Lo guardo quindi sul maxischermo sulle pareti esterne del Centrale: le immagini arrivano però con un certo ritardo, quindi l'esito dei punti ci viene anticipato dalle reazioni del pubblico. Le italiane perdono il secondo set, ma poi vincono il long tie break decisivo.



Il tempo di mangiare ancora qualcosa e di andare in bagno (solita coda) e sul centrale è già finito il primo set tra Zverev e Borges. C'è più gente rispetto al secondo incontro, più o meno come nel primo: per trovare un posto libero vicino al corridoio devo arrivare quasi alla mia fila. Si vedono, e soprattutto si sentono, un po' di portoghesi, ma anche qualche tedesco. Sono molto stanco, fatico a seguire la partita, che comunque è di buon livello, ma un po' monotona, giocata tutta di potenza. Zverev vince anche il secondo set, 7-5.






Finito il programma sul Centrale, rimane ancora l'incontro tra Hurkacz e Baez sul Pietrangeli, ma anche questo è inaccessibili, in tanti rimangono in attesa di entrare. Perché certo, rispetto agli altri anni c'è meno gente, ma si gioca anche su meno campi. Non mi resta quindi che andare, ma prima faccio un giro nelle parti del complesso che non ho ancora visto, come i campi 1-6, dove negli anni ho visto tanti incontri, ma quest'anno ospitano solo allenamenti, e il camion di RTL. 


Prossimo appuntamento sabato sempre in zona, per il Rome Sprint allo Stadio dei Marmi. 

mercoledì 17 maggio 2023

Internazionali d'Italia di tennis (16-05-2023)

 Mi parto prima del solito per accompagnare mia figlia, che va a vedere gli Internazionali con la scuola (e avrebbe dovuto essere lì alle 10), tanto che penso che dovrò cercarmi qualcosa da fare in attesa dell'inizio delle partite, previsto per le 11. Sempre poi che inizino, visto che piove. Invece il traffico è allucinante, ben oltre quello a cui uno è abituato in una città come Roma: sono già le 11 quando lascio mia figlia e mi metto a cercare parcheggio, mettendoci un'altra mezz'ora a trovarlo (non tutta nella ricerca in sé: buona parte è servita solo per arrivare in zona).

Finisce che entro nel recinto verso le 11,45, dal lato dello stadio di calcio, quindi opposto a quello del Centrale. Ha smesso di piovere e :gli incontri sono cominciati regolarmente. Non si vede tantissima gente nei viali. Anche quest'anno, poi, per arrivare al mio posto devo fare tutto il giro attorno al Centrale, in quando la via diretta è interrotta dal corridoio d'ingresso dei giocatori. Il primo incontro è quello tra Djokovic e Norrie: arrivo che Djokovic è già in vantaggio di un set e di un break nel secondo, ma mentre aspetto che mi facciano entrare perde il break: entro sul 3-2 per Norrie. Mentre aspetto scopro anche che il programma è cambiato rispetto a quello che avevo letto: hanno aggiunto degli incontri rinviati ieri e quello di Sinner non è più il terzo, ma il quarto.



C'è tanta gente che entra e scopro pure che il mio posto è a una rampa di distanza. Quando il cambio di campo sta per finire, mi siedo al primo posto disponibile. Penso che al prossimo cambio mi sposterò al mio posto, ma poi considero che non farò mai in tempo e rimango dove sono fino alla fine. Ho un impegno e devo andare verso le 16,30-16,45: l'obiettivo e riuscire a vedere almeno parte dell'incontro di Sinner. Sono quindi combattuto tra la mia avversione per Djokovic per il suo comportamento durante la pandemia e il desiderio che la partita finisca prima possibile. Si sente che Djokovic ha ancora molti fan, tra cui alcuni serbi (o almeno con bandiera serba), ma non è più l'idolo indiscusso: anche Norrie ha i suoi sostenitori. Il serbo fa e disfa: qualche bel colpo, ma anche molti errori.  All'ottavo game Morrie ha due palle break (non consecutive), ma al nono fa il break Djokovic, che al game successivo chiude. Me ne vado subito, sia per non sentire le sue dichiarazioni sia perché ho fame.



Sono fortunato, l'unico stand gastronomico senza coda è sarebbe stato comunque la mia prima scelta: è uno che fa i classici panini dell'Autogrill. Mangio una Rustichella e torno sul Centrale, dove Sonego e Tsitsipas sono ai palleggi prima di riprendere la loro partita, sospesa ieri dopo il primo set, vinto dal greco. Stavolta cerco di andare al mio posto, ma mi accorgo che ho fatto di nuovo l'errore di prendere un posto al limite del settore, senza rendermi conto che non era vicino a un corridoio, ma a una barriera. Arrivato alla mia fila (la 19^, una delle ultime), vedo che è quasi vuota e quindi non vado fino in fondo, mi fermo verso la metà. Noto che ci sono parecchi vuoti, molti più dei posti che erano rimasti liberi quando avevo preso il biglietto un mese fa. Va detto che molti posti erano riservati ai "players' guests", ed era difficile pensare che i giocatori avessero così tanti ospiti. Nella tribuna opposta alla mia c'è un gruppo di 11 tifosi greci, con bandiere e magliette che compongono la scritta "tsitsimania".



La partita è una sequenza di servizi potentissimi, spesso sopra i 210 km/h o anche sopra i 190 angolati. Ricordo che quando ho cominciato ad andare a vedere il tennis, i servizi di Ivanisevic che sembravano missili raramente raggiungevano i 200. Dopo tre game consecutivi con palle break, due per Tsitsipas e uno per Sonego, sia arriva al tie break seguendo i servizi. Anche qui equilibrio con pochi mini-break, ma alla fine Tsitsipas vince.

Il programma sul Centrale adesso prevede l'incontro di singolare femminile Swiantek-Vekic: decido di fare un giro sugli altri campi prima di tornare a vederlo, magari un po' cominciato. Vedo una grande folla sul Pietrangeli, dove si gioca l'incontro di doppio tra Bolelli/Fognini e Koolhof/Skupski, che solo dopo scoprirò essere la testa di serie n.1. Penso di dare solo una rapida occhiata, immaginando che non si riuscirà mai a sedersi, invece al primo cambio di campo trovo posto anche molto vicino, come forse non ero mai stato sul Pietrangeli: l'unico inconveniente e che non si vede il tabellone. Siamo sul 2-1 per gli italiani nel secondo set, dopo che hanno perso il primo: all'inizio penso di fermarmi solo qualche game, poi considero che tanto l'incontro non può durare ancora tantissimo (visto che non c'è il terzo set, ma il tie break lungo) e decido di fermarmi fino alla fine.

A un certo punto l'arbitro richiama il pubblico,  invitandolo a non fischiare, che non è rispettoso per i giocatori: io non avevo sentito niente. Qualche game dopo si sente qualche fischio dal lato opposto al mio e il giocatore al servizio (uno degli avversari degli italiani: non ho neanche capito che fosse l'uno e chi l'altro) si interrompe. Il pubblico insulta i fischiatori, facendo molto più rumore di loro, al che l'arbitro ringrazia, ma li prega di smettere. Peraltro, io continuo a non capire perché, tanto per dire, un rigore del calcio, un field goal del rugby o del football americano o un servizio della pallavolo si possano fare nel chiasso assordante, mente per un servizio del tennis serve il silenzio assoluto, ma naturalmente, finché le regole saranno queste, andranno fatte rispettare. So anche che un tentativo di cambiarle era stato fatto negli anni '70 e non aveva avuto successo, ma ci si potrebbe riprovare: tante cose che 50 anni fa erano impensabili oggi sono normali. Gli italiani perdono il servizio sul 5-5, ma lo recuperano nel game successivo. Il pubblico si scalda, molto più di quanto avesse fatto per Sonego, e urla il nome di Fognini, dandomi una certa emozione, visto che coincide col mio. Si arriva al tie break, che rimane equilibrato fino al 4.3 per gli anglo-olandesi, quando,  gli italiani perdono entrambi i punti sul loro servizio con un errore banale e un doppio fallo: finisce 7-4.




Nel frattempo sul Centrale sono già nel secondo set inoltrato: la Swiantek ha vinto il primo, ma sembra che la Vekic sia in vantaggio di un break nel secondo (probabilmente era una segnalazione errata), per cui si rischia anche il terzo: le chance di vedere almeno un po' di Sinner si riducono. Quando cerco di entrare, hanno pure appena ripreso dopo un cambio di campo: mi tocca quindi aspettare due game, nei quali avviene il break decisivo. Alla fine vedo solo tre game, dal 4-3 al 6-4. Noto la presenza di un buon numero di polacchi.



Mi prendo qualcosa da mangiare in attesa dell'incontro di Sinner, ma si è fatta quasi ora di andare: mi rendo conto che vedrò solo pochi games, spero tre, ma il primo (nel quale Sinner fa il break) è molto lungo, per cui finisco per vedere solo quello. Visto come andrà la partita, è stato anche meglio.