Visualizzazione post con etichetta Ciclismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ciclismo. Mostra tutti i post

lunedì 1 giugno 2026

Ultima tappa del Giro d'Italia (31-05-2026)

 Quarto arrivo consecutivo a Roma per il Giro d'Italia e per la quarta volta ci sono. E dire che, anche senza considerare la mia infanzia, dai miei 14 anni a quando mi sono trasferito a Roma il Giro sarà arrivato a Milano almeno 10 volte e non avevo mai preso in considerazione l'idea di andarlo a vedere. La mia idea era di scendere dalla metro a Circo Massimo e trovarmi sul percorso, ma avevo fatto i conti senza i trasporti di Roma, che riprendono la vecchia abitudine di chiudere proprio dove servirebbero di più. La metro infatti non ferma a Circo Massimo, senza nessun avviso. Penso "vabbe', scenderò a Colosseo, la corsa passa anche da lì", invece non ferma neanche a Colosseo. Sentendo le mie imprecazioni, qualcuno mi fa notare che c'era un avviso a video, ma riguardava solo Colosseo (e comunque quando c'erano delle fermate in centro chiuse per lavori, alla fermata prima c'era un avviso a voce).

Scendo così a Cavour, con l'idea di tornare indietro fino a Piramide. Una volta fuori, visto che per prendere la metro nell'altro senso dovevo comunque uscire, intravedo le tribune e decido di arrivare a piedi ai Fori Imperiali. Poco prima di arrivare, intravedo un passaggio della corsa. Su via dei Fori Imperiali ci sono delle tribune completamente vuote (in stile Doha), di cui non si capisce la funzione, non essendoci il traguardo. C'è gente a bordo pista, ma ci sono anche molti spazi liberi. Vado in direzione Colosseo, cercando uno spazio dove si veda un tratto abbastanza lungo: mi fermo in un punto in discesa, mentre vedo arrivare le prime staffette, Ci  vuole comunque sempre un po' prima che arrivino i corridori e quando arriva il momento, non li vedo bene perché sono impegnato a fotografare (o si vive o si filma!): gruppo compatto (mi sembra), ma allungato.

Leggo che c'è appena stato il traguardo volante, il che vuol dire che siamo al terzo giro: mancano quindi cinque passaggi, L'idea è di avvicinarsi pian piano al Circo Massimo, e quindi al traguardo, anche se non spero di vederlo, ci sarà troppa folla (e non so neanche bene dov'è). Nell'altura sopra il Colosseo ci sono lunghi tratti senza spettatori: vedo il quarto passaggio poco prima della discesa: si sente lo stridore dei freni. Penso che vedrò il successivo già in zona Circo Massimo, invece incontro un tratto in salita (per i corridori, per me era in discesa) dove non solo non ci sono spettatori, ma neanche transenne e decido di fermarmi lì. Posso quindi vedere i corridori un po' più a lungo, essendo in salita dopo i due fuggitivi (che c'erano anche al passaggio prima) distinguo un po' meglio il gruppo: vedo la maglia ciclamino, verso la testa, e la maglia rosa, più indietro.








Arrivo in zona Circo Massimo per il terzultimo passaggio (e l'annuncio dall'auto di testa mi conferma che il conteggio era giusto): sono in un punto in cui si vedono due tratti, quello all'ingresso di via di Caracalla e quello all'uscita, un paio di chilometri dopo, ma dal primo sono già passati. Li vedo quindi solo in uscita: stavolta i battistrada sono quattro con un piccolo vantaggio, mentre uno solo è attardato, o almeno così mi sembra. Si sente la velocità delle auto al seguito, dato il percorso tortuoso (e anche perché di solito in queste via non si va così veloci): da questo, indirettamente, ci si rende conto di quando vanno forte i corridori.

Mi addentro su via di Caracalla, pensando poi di attraversare (e mi avvicino anche alla casina dove, esattamente 24 anni fa, mi sono sposato). All'angolo c'è un gruppo con bandiere uruguaiane, che saranno quelle che hi visto di più: ne ho visto anche bulgare, cilene, estoni, norvegesi e solo dopo l'arrivo una danese. Al passaggio dall'altro lato della strada, il gruppo è molto sgranato: ci sono prima due corridori, a qualche metro altri tre e qualche metro dopo il primo troncone. Al passaggio davanti a me sono in testa in tre, con qualche secondo di vantaggio su un gruppo ormai ristretto con la maglia ciclamino, la maglia rosa è in un altro gruppo, più indietro.






Attraverso una carreggiata, ma poi mi rendo conto che non arriverò mai in zona traguardo e comunque dall'altro lato vedrei peggio, troppa folla, quindi torno indietro. Mi imbatto nel pullman della Bahrein (intesa come squadra), che ha uno schermo: guardo lì il resto del penultimo giro. Neanche quando passano davanti al traguardo capisco dov'è, ma subito dopo li rivedo dal vivo, quindi capisco che è poco prima dell'ingresso nel mio campo visivo. Non faccio in tempo a vedere il passaggio dall'altro lato della strada: li rivedo quando mi passano davanti: ci sono sempre i tre in testa e dietro il gruppo è un po' più compatto.






Dopo il passaggio, torno davanti allo schermo della Bahrein, dove si è formato un capannello: per un po' il vantaggio dei tre rimane costante, ma a 3 km dalla fine vengono ripresi. Si arriva in volata, vinta nettamente da Milan (lo riconoscono i miei vicini, non io). La metro è ancora chiusa, mi tocca andare a Piramide: di passaggio incontro alcuni corridori che sfilano dopo l'arrivo. Comincia giugno, mese del Golden Gala.






lunedì 2 giugno 2025

Ultima tappa del Giro d'Italia (01-06-2025)

 Arrivo al Circo Massimo verso le 17,30, Appena  uscito dalla metro, non ho il tempo di pensare a dove mettermi che già si vedono le staffette e l'auto di inizio corsa. Mi fermo e cerco un punto dove vedere, ma è una zona affollata: davanti a me ho una coppia che all'arrivo dei corridori, invece  guardarli si fa un selfie con la corsa sullo sfondo, quindi dando loro le spalle. Vedo che c'è un gruppetto con un piccolo vantaggio, ma non riesco neanche a capire quanti sono, poi il gruppo è compatto. Lungo la curva, subito dopo, c'è un folto gruppo di manifestanti con bandiere palestinesi, che saranno nettamente le più numerose lungo il percorso.



Dopo il passaggio, cerco un posto migliore. Dopo la curva, andando verso la FAO, c'è un tratto con poca gente: posso anche provare diversi punti. Prima penso di sistemarsi lungo la curva subito dopo, da dove si vede un bello scorcio di gara, essendoci prima una discesa, ma poi decido di sistemarmi davanti all'ingresso della FAO, da dove si possono vedere due passaggi: prima davanti a noi, quando vanno verso Caracalla e poi dall'altro lato, quando vanno verso il Colosseo Cerco anche di capire quale passaggio ho visto: dal sito scopro che era il primo (su 8), Qualche giro dopo, sentirò anche l'auto di apertura annunciare a che giro siamo.

Il tempo di sistemarsi, ed è già ora del nuovo passaggio. I tempi di attesa mi sembrano molto più brevi degli anni scorsi quando verso la fine seguirò la corsa su Rai Play, sentirò dire che la media è alta. Poi l'attesa è accorciata anche dal fatto di vedere due passaggi: da quello di ritorno di un giro e quello di andata del successivo sono solo 6 km. Vedo ancora che c'è un gruppetto con un piccolo vantaggio, ma solo quando passeranno dall'altro lato capisco che sono 6 e che il loro vantaggio è di 21 secondi. Nei giri successivi il vantaggio rimarrà più o meno costante: ancora 21", poi 23", poi 26". Dopo che, al terzo giro, qualcuno fa notare la maglia ciclamino, mi rendo conto di non aver ancora visto la maglia rosa Yates: la vedrò al giro dopo, nelle posizioni di testa (verso la 5^-6^, dove rimarrà fino agli ultimi due giuri. Non vedrò invece mai la maglia bianca di Del Toro, che si confonde con quelle dell'EF: sento uno dire di averlo visto in penultima posizione. Guardo sfilare le ammiraglie, e noto che hanno targhe di 7 paesi diversi, non sempre coincidenti col paese di registrazione della squadra.





Dalla mia posizione avevo visto in lontananza uno striscione verso il Colosseo e pensavo fosse quello il traguardo, come l'anno scorso. Invece sento dire da una vicina che è da un'altra parte, anche se non ha capito bene dove. Guardando la mappa sul sito, mi sembra di capite che il traguardo sia lo striscione dell'ITA Airways che ho visto appena arrivato, ma mi sembra strano che mettano il traguardo in discesa: infatti alla fine scoprirò dalla TV che era un po' prima, al di fuori della mia vista. Al penultimo giro cerco di avvicinarmi, ma arrivati allo striscione non lasciano andare oltre. Dicono che si può arrivare al di là facendo il giro dell'isolato, ma non me la sento, sia per la stanchezza, sia per paura di arrivare troppo tardi. 

Mi ritrovo quindi all'altezza dello striscione quando passano al penultimo giro: non si vede gran che, vedo che i battistrada sono diminuiti, ma non capisco quanti sono. Faccio in tempo a tornare dov'ero prima prima del passaggio di ritorno, dove vedo che in testa sono in due e che il loro vantaggio è di 9". Penso che il ricongiungimento sia imminente, seguo anche la corsa sul telefono e vedo che il distacco diminuisce ancora, ma invece al passaggio dell'ultimo giro è rimasto un fuggitivo, e al passaggio di ritorno ha ancora 10" di vantaggio, ma poco dopo lo riprendono,




Dopo l'ultimo passaggio, mentre cominciano a staccare gli striscioni pubblicitari, vado verso il traguardo, anche se so che non lo vedrò. Dal telefono vedo che vince Kooij (mai sentito prima). Mentre torno verso la metro vedo dei corridori sfilare in mezzo al pubblico, ma non sono in grado di riconoscere nessuno, Nel pubblico si vedono bandiere di Danimarca, Colombia ed Ecuador.











Il primo anno ho visto un passaggio, il secondo quattro, adesso otto. Chissà se l'anno prossimo la tradizione continuerà

lunedì 27 maggio 2024

Ultima tappa del Giro d'Italia (26-05-2024)

 Non ho capito se il percorso sia lo stesso dell'anno scorso, o comunque se passi dal punto da cui l'avevo visto l'anno scorso, vicino Piazza del Popolo: ho visto che passa da un ponte, ma non so se sia lo stesso di allora. Decido allora di andare a Circo Massimo, che è anche vicino all'arrivo. Arrivo un po' più tardi del previsto perché sbaglio strada per prendere la metro, ma comunque in tempo per vedere qualcosa in più dell'anno scorso, quando vidi un solo passaggio.

Uscito dalla metro, mi trovo subito davanti il percorso. Si trova abbastanza facilmente posto in prima fila contro le transenne. il problema è che poi tutti si sporgono per vedere e riprendere. Vicino a me c'è uno che riprende e fa una telecronaca in spagnolo. Sento dire che è il quinto passaggio (su 8): vedo passare delle macchine, ma per i corridori ci vuole ancora un po'. Passano prima quattro fuggitivi, e io non li vedo bene perché sono vicini alle transenne dal mio lato. Poco dopo arriva il gruppo, e non vedo bene neanche quello perché sono impegnato a fotografare (o si vive o si filma!), non vedo neanche la maglia rosa. C'è un solo corridore attardato, di poco.


Dopo il passaggio delle (numerose) vetture di coda, decido di attraversare la strada (c'è la possibilità di farlo vicino alla mia postazione), sia perché dovrò pur farlo per tornare (gli ingressi della metro sono diversi nelle due direzioni), sia per spostarmi in un punto meno affollato e dove credo si possa vedere un tratto più lungo di percorso e magari intravedere qualcosa quando i corridori ripassano dall'altro lato della strada, verso l'arrivo. Mi sistemo di fianco alla sede della FAO, in un tratto fra due curve, poco prima dello striscione dei 3 km. C'è poca gente. Dopo non molto passano le prime moto, poi le prime auto e dopo ognuna una pensa che sia il momento dei corridori, invece non ci siamo ancora: alla fine imparerò che quando arrivano le moto con le sirene è arrivato il momento dei corridori. Ci sono ancora i quattro fuggitivi, poco dopo il gruppo: non riesco a prendere il tempo del distacco, quando passeranno poi al traguardo sentirò dallo speaker che sono 17". Stavolta vedo la maglia rosa. Se ho visto bene, non ci sono corridori attardati.



Al passaggio successivo, il penultimo, penso di vedere ancora i fuggitivi, che all'ultimo annuncio dello speaker risultavano ancora davanti, invece il gruppo è compatto. I corridori attardati sono di più: io ne ho contati 6, di cui uno di oltre 2 minuti. Poco dopo il passaggio al traguardo, lo speaker annuncia che Jonathan Milan, il favorito della volata (lo scrivo soprattutto per chi dovesse leggere queste righe tra qualche anno) ha avuto un problema meccanico ed è rimasto attardato di 51". All'ultimo passaggio davanti a me il gruppo è molto più sgranato della altre volte, con Pogacar in terza posizione. I corridori attardati sono parecchi, ce ne sono anche quattro che passeranno ai 3 km dopo che i primi sono già passati dall'altro lato. Non sono in grado di distinguere se tra questi ci sia Milan, ma poco dopo lo speaker annuncerà che è rientrato in gruppo.





Mi sposto dall'altro lato della strada, per vedere se riesco a vedere qualcosa dell'ultimo  passaggio prima dell'arrivo e magari anche dell'arrivo stesso, ma c'è troppo gente davanti. Mi sistemo in un punto un po' sopraelevato e riesco a intravedere qualcosa del gruppo: vedo che è molto ridotto e sgranato, ma non sono certo in grado di capire hi sia in testa. Vedo un po' meglio i corridori staccati, che sono tanti, molti procedono al passo. Non sento l'annuncio dell'arrivo, tanto che per un po' mi chiedo se siano arrivati, poi vedo che dal punto dov'ero mancavano 350 metri all'arrivo, quindi lo erano per forza. Sento solo che lo speaker annuncia che Pogacar ha vinto il giro, il vincitore della tappa (Merlier) lo leggerò sull'app Gazzetta prima di sentirlo dallo speaker.



Passata l'ultima vettura di coda, attraverso di nuovo il percorso e mi dirigo verso la metro. Non c'è ressa, sono in pochi ad andarsene subito. Ho quindi visto il mio secondo arrivo del Giro consecutivo: penso a quante volte, nei 23 anni che sono passati da quando ho cominciato a seguire attivamente lo sport a quando me sono andato da Milano, avrei potuto vederne l'arrivo: 15? 18? Eppure non avevo mai pensato neanche per un attimo di farlo.

domenica 28 maggio 2023

Ultima tappa del Giro d'Italia (28-05-2023)

 Quest'anno il Giro d'Italia arriva a Roma. Mi sono chiesto a lungo se valesse la pena andarlo a vedere: presumibilmente avrei visto un massimo di 6 passaggi di un gruppo compatto (erano 6 giri di un circuito) ogni 17-18 minuti, sperando poi di avere uno schermo per vedere quelli che succede tra un passaggio e l'altro, e poi l'arrivo. Quando il Giro finiva a Milano e io abitavo in zona non avevo mai pensato di andarlo a vedere: finora la mia unica corsa ciclistica su strada dal vivo era stata una di cicloamatori, di cui avevo visto un passaggio in montagna, naturalmente mentre ero lì per altri motivi.

Alla fine decido di andare a vedere gli ultimi due passaggi. Ma dove? Scarto subito l'idea di andare all'arrivo, o comunque negli ultimi 1-2 chilometri, sia temendo di trovare troppa ressa, sia temendo che sarebbero stati difficili da raggiungere, considerato che a Roma vige la consuetudine di chiudere le stazioni della metro quando servono di più. scelgo Piazza del Popolo, sia perché è l'unico punto del percorso vicino a una fermata della metro A, sia perché c'è il villaggio e quindi è più probabile vi sia uno schermo.

Arrivo a Piazza del Popolo intorno alle 18, e scopro che  il Giro non passa di lì. Del resto, guardando la strada, mi rendo conto che sarebbe stata una versione mediterranea della Parigi-Roubaix, anche se nel percorso qualche tratto di sampietrini c'era. C'è almeno lo schermo, e vedo che mancano 24 km. Devo andarmi a riguardare il percorso sul sito, e scopro che il punto più vicino del percorso è sul Lungotevere, dove svolta sul Ponte Regina Margherita. Mi posiziono sulla svolta, pensando che sia il punto dove riuscirò a vedere il tratto più lungo di gara. C'è poca gente, e non ci sono transenne, per cui mi viene il timore che al momento del passaggio ci manderanno via: invece si limiteranno a farci indietreggiare. 

Sul ponte c'è lo striscione dei 10 km all'arrivo: pensavo mancasse di meno. Capisco quindi che vedrò un solo passaggio: sarei appena riuscito a vedere il penultimo se fossi andato subito qui. Passano diverse auto e moto: a un certo punto passa un'auto con la scritta "inizio corsa", quindi dovrebbe mancare poco al passaggio. Accanto a me c'è un signore con accento emiliano, che filma e fa la radiocronaca. Passa ancora un po' prima del passaggio dei corridori: come preannunciato, gruppo compatto, e nella massa non sono certo in grado di riconoscere nessuno. Poi svoltano davanti a me, a una velocità impressionante: viene un po' di paura che qualcuno cada e mi venga addosso. Non si capisce se debba passare ancora qualcuno: io, a vedere il gruppo, non avrei mai detto che erano 125, ma presumibilmente, se non lo erano, ci mancava poco. Passano altre auto e moto e alla fine c'è un c'è un corridore staccato, uno solo. Subito dopo passa l'auto col cartello "fine corsa". 



Torno a Piazza del Popolo a vedere il finale: noto che fino alle ultime centinaia di metri, sui Fori Imperiali, non c'era mai molta gente, si sarebbe potuto tranquillamente seguire la gara dappertutto, ma penso comunque di aver fatto bene a venire qui. Vedo l'arrivo, con la vittoria di Cavendish e l'ennesima caduta, poi, prima di andare do un'occhiata agli stand del villaggio. In particolare guardo le maglie rosa d'epoca: da quella di Magni del 1948, a quella del primo anno di Merckx, che era anche il mio primo anno di vita (1968), fino a quelle che di giri che ricordo bene, 1986 (Visentini) e 1988 (Hampsten). Anche le più recenti sono diverse da come me le immaginavo: le pensavo simili a maglie da calcio, invece erano tessute a maglia e dall'aspetto pesante. Mi ripasso poi l'albo d'oro, notando che siamo al decimo vincitore diverso in 10 anni.





Ero arrivato a 55 anni senza mai aver visto passare il Giro d'Italia: era una lacuna di cui un po' mi vergognavo. Adesso ho messo le cose a posto

domenica 26 marzo 2017

Io e il Palasport di San Siro (1976-1985)

Click here for English version

Rieccomi. Qualche giorno fa, mentre mi chiedevo da dove cominciare per raccontare le mie memorie, ho letto delle commemorazioni degli Europei indoor di atletica a Milano. Ho deciso quindi di raccontare delle mie esperienze di bambino e adolescente al palasport di San Siro.

Il palasport di San Siro fu inaugurato nel 1976 e fu accolto con grande meraviglia, anche da chi aveva un po' di più dei miei 8 anni. Solo qualche montanaro faceva notare che avrebbe potuto avere qualche problema in caso di neve (lo raccontò Aldo Giordani). Una delle prime manifestazioni che vi si svolsero fu "Giochi senza frontiere". Mi sarebbe tanto piaciuto andare a vederli, ma a casa mi presero per pazzo: mia madre mi disse "non ci andremmo neanche se abitassimo di fronte al palasport". Dissero che era un evento (anche se quella parola allora non si usava) per la TV, cosa indubbiamente vera, solo che il pubblico dal vivo c'era, e quindi ci saranno pur stati dei biglietti in vendita.

Non ricordo quale fu a prima occasione in cui ci andai davvero. Gli sport che andavo a vedere lì erano tre: atletica, ciclismo e basket. Ogni anno vi si disputava anche un torneo di tennis, ma quello non ero mai andato a vederlo: ci sarei andato più tardi, negli anni '90, quando si disputava al Forum i Assago. Per l'atletica mi ricordo le due edizioni degli Europei, che ho saputo recentemente essere state nel 1978 e nel 1982. Della prima mi ricordo soprattutto l'alto femminile, col duello tra la Simeoni e la tedesca occidentale Holzapfel (non c'era la tedesca orientale Ackermann). All'epoca si saltava in silenzio, non c'erano gli applausi ritmati, ma ci facevamo sempre riconoscere: lo speaker dovette invitare a non disturbare la tedesca. Ricordo anche Mennea, che mi sembrava fosse sui 200, invece ho letto che era sui 400, i 200 all'epoca non c'erano neanche. Poi l'asta (ovviamente maschile, all'epoca c'era solo quella) con 4 a 5,45 e 12 tentativi falliti a 5,50, con vittoria del campione olimpico Sluzarski. Ricordo anche la premiazione dell'alto maschile, svoltosi il giorno prima, con l'allora diciannovenne Yashenko, anche lui, come il palasport, destinato a una brutta fine (già, dei campioni che ho nominato la sola Simeoni è ancora viva). Del 1982 ricordo soprattutto le due gare dell'alto, entrambe con 3 atleti a tentare il mondiale. tra gli uomini vinse uno svizzero a 2,34 (il mondiale era 2,35), tra le donne non ricordo.

Per il ciclismo andavo a vedere tutti gli anni la Sei Giorni di Milano, a volte anche due volte in una stagione. Una volta rinunciai anche alla partita a San Siro (dove mio padre andò regolarmente) per lei. Vidi sia Moser che Saronni (mio padre tifava per il primo, io per il secondo), ma non nello stesso anno.

Per il basket vedevo soprattutto le sfide Miano-Cantù, con mia padre che tifava per la prima, io per la seconda. Mi sono rimaste in mente 4 partite: le prime due sono quelle dei playoff 1981, entrambe vinte da Cantù, la prima di 2, la seconda di 1 dopo 2 supplementari. Era un playoff 2 su 3: in mezzo c'era stata la vittoria di Milano a Cantù. La Squibb Cantù arrivò così in finale contro Bologna e vinse: io provai ad andare a vederla, ma non trovai biglietti. Della terza in realtà non ricordo niente, ma ricordo bene quello che avvenne subito prima. Le partite si disputavano subito dopo quelle di calcio (l'impianto era di fronte allo stadio): quel giorno a san Siro c'era Inter-Napoli. Per arrivare in tempo cominciammo a uscire verso il 40° del secondo tempo, con l'Inter sul 2-0. Sulle scale sentimmo del 2-1, arrivati al palasport apprendemmo che il Napoli aveva pareggiato. Quella partita rimase famosa anche perché fu anche l'ultimo servizio di Beppe Viola, il mio giornalista sportivo preferito: dopo aver chiesto se il migliore il campo era stato San Gennaro ebbe un ictus e morì. L'ultima partita fu anche l'ultima volta che andai al palasport: era il novembre del 1984. Ricordo Riva che fece 10 su 17 da 3 (oggi non sarebbe niente di eccezionale, ma allora, primo anno del tiro da 3 punti, lo era), Cantù rimase a lungo in testa, ma alla fine perse.

Pensavo che sarei tornato per la Sei Giorni del 1985 e pregustavo anche il meeting di atletica in programma per il marzo successivo, ma non avvenne niente di tutto questo: nel gennaio 1985 la neve fece crollare il tetto. Da subito si parlò di anni per ripararlo, poi ci furono intoppi burocratici e alla fine l'impianto fu abbattuto. A lungo da San Siro si vide il buco, adesso credo ci siano delle torri di uffici.