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lunedì 28 agosto 2023

Mondiali di atletica a Budapest - Maratona (27-08-2023)


Quando arrivo al punto del percorso più vicino al mio albergo, vedo sul sito che almeno il primo è già passato ai 5 km, che corrisponde più o meno al passaggio “d’andata” in quel punto. Piuttosto che attendere il passaggio “di ritorno” (intorno al 9° km), preferisco andare nel punto di ieri, davanti all’Opera. A differenza di ieri, però, sono dal lato del ritorno, in quanto ciascuna direzione della metro sbocca su un solo lato della strada. Sul palco di fronte, oltre al dj-set di ieri, ci sono anche un violinista, un sassofonista e una cantante lirica. Si vedono italiani, giapponesi, un marocchino che fa avanti e indietro con un bandierone, ma anche bandiere meno comuni in una gara d’atletica, come quelle di Colombia ed Eritrea.

Mentre aspetto il passaggio “di ritorno” del primo giro, che è in corrispondenza del 10° km, cerco informazioni sul sito, ma scopro che a differenza di ieri dà i passaggi solo ogni 5 km (farà poi un’eccezione per la mezza Maratona). L’unica fonte d’aggiornamento tra un passaggio e l’altro sarebbe quindi lo schermo, sempre che faccia vedere la gara, cosa che non si può dare per scontato. Nei primi km, infatti, mostra soprattutto interviste e spettacoli a bordo pista: sono arrivati a inquadrare un balletto mentre i corridori passavano lì davanti. Persino al 35° km per un po’ hanno mostrato interviste con il pubblico.

Mentre si avvicina il passaggio degli atleti, la speaker ci informa che il mongolo che era andato in fuga nei primi chilometri è stato ripreso. Infatti, al passaggio gli atleti sono in gruppo, ma è un gruppo molto più sgranato di quelle delle donne. Degli italiani vedo solo, nell’ordine, Chiappinelli e Meucci: dopo un po’ capisco che Faniel dev’essere davanti, e controllo che è così. Il mongolo lo si vede già in crisi, si tocca la gamba ed effettivamente dopo un po’ si ritirerà.

Dopo il passaggio, provo a spostarmi dall'altro lato della strada, sia per vedere meglio lo schermo, sia per essere pronto a prendere la metropolitana al ritorno. Vado nella direzione da cui sono venuto, cercando un punto di attraversamento: è previsto sulla mappa e per di più mi sembra di aver visto gente attraversare a non lo trovo (quando nessuno lo sta usando, non è facile da individuare). Nel frattempo arriva il passaggio "d'andata" del secondo giro (poco oltre il 14° km): il gruppo sembra più compatto di prima. Cerco l'attraversamento nell'altra direzione, dove più lontano c'era un ponte, e stavolta lo trovo.


Ai passaggi dei 20 e dei 24 chilometri il gruppo di testa è ancora di oltre 30 elementi, tra cui tutti e tre gli italiani. Aumenta gradualmente il distacco degli ultimi, ma niente di paragonabile a quelli delle donne ieri. Passa sempre tra gli ultimi l'unico ungherese, sempre molto incitato: chiuderà 40° su 60. Il giordano che era stato il primo a staccarsi recupera lentamente posizioni e a  ogni passaggio saluta il pubblico e chiama gli applausi: alla fine se ne lascerà alle spalle 8.





Poco dopo il passaggio dei 24, sullo schermo mi sembra di vedere un italiano in testa (che sicuramente non è Meucci) ed effettivamente Chiappinelli è passato in testa ai 25 km: la speaker parla dei suoi successi nelle siepi, dalla carriera giovanile alla medaglia agli Europei 2018. Rimarrà in testa per più di un km. Subito dopo, però, si comincia a fare sul serio, con chilometri sotto i tre minuti. Al passaggio dei 30 km c'è un gruppo di testa di 6, con altri 4 a ridosso (e leggendo adesso i nomi, noto che 2 dei primi 4 all'arrivo non erano tra i 10). Chiappinelli è leggermente staccato, Meucci un po' di più, mente Faniel non passa: dopo un po' si capisce che dev'essersi ritirato, ma non sarà dichiarato tale fino all'arrivo. Si vedono sempre più atleti in crisi, qualcuno si ferma, uno vomita.


Alla fine del terzo giro, sono rimasti in testa in 3: l'ugandese Kiplangat e gli etiopi Gebresilasie e Tola. Quando mi passano davanti al 34° km, ci sono in testa Kiplangat e Gebresilasie, con Tola poco dietro. Vedo che Chiappinelli è in buona posizione, anche se non riesco a contarla, ma anche Meucci non gli è molto dietro. Come dicevo, da allora non si riesce a seguire bene gli sviluppi perché per un po' lo schermo non inquadra la gara e anche quando lo fa, fa inquadrature molto strette, da cui non si capiscono posizioni è distacchi. A un certo punto gli speaker annunciano che Tola è sparito dai passaggi (evidentemente loro avevano i dati dei passaggi ai singoli km, che mentre scrivo si trovano sul sito), quindi si dev'essere ritirato,

Al passaggio dei 40 km, Kiplangat ha un margine di una quindicina di secondi su Gebresilasie, mentre il terzo, l'israeliano Teferi, sembra più indietro. Sorprendentemente quarto un'atleta del Lesotho. Chiappinelli è 7° e sembra in rimonta, spero recuperi ancora qualche posizione, Meucci è 13°. Si vede un'atleta ancora in discreta posizione fermarsi e poi provare a ripartire: non ce la farà ad arrivare. Vedo poi dallo schermo che Teferi supera Gebresilasie per l'argento e Chiappinelli cede, finendo per essere superato da Meucci: i due chiudono 10° e 11°. subito dopo arriva un giapponese che era quinto ai 40 km: quindi ancora una volta Meucci, che coi suoi tempi in Giappone sarebbe uno dei tanti e non avrebbe nessuna possibilità di essere convocato in nazionale, si lascia alle spalle tutti i giapponesi.



Stavolta però, non avendo altri impegni, a parte finire le valigie, rimango: voglio godermi il Mondiale fino in fondo e vedere anche l'ultimo passaggio. C'è qualche dubbio su chi sia effettivamente l'ultimo, visto che il sito segnala atleti in ritardo di parecchi chilometri, ma che ufficialmente non risultano ritirati. Si capisce però che non è realistico che siano ancora in gara e quando passa quello che suppongo sia l'ultimo, ne ho la conferma in quanto è seguito da un'auto.

I miei Mondiali finiscono qui. Non so se ai prossimi ci sarò, essendo a Tokyo: ci sono state edizioni in cui non vedevo l'ora che arrivasse la prossima perché speravo che gli italiani si rifacessero, salvo poi scoprire che uno pensava fosse andata male l'edizione prima fino a quando non aveva visto quella dopo. Adesso non vedo l'ora che venga la prossima edizione (ma naturalmente, prima ci sono le Olimpiadi) per vedere gli italiani fare ancora meglio, ma consapevole che se fosse come stavolta ci si potrebbe accontentare. Nel tempo che mi rimane prima di ripartire vado a vedere la mostra sulla storia dei Mondiali, piena di cimeli interessanti e che mi rievoca i ricordi di tutte le edizioni, quelle viste in TV e quelle viste dal vivo.





domenica 27 agosto 2023

Mondiali di atletica a Budapest - 8^ giornata (26-08-2023)

Stavolta cominciamo dal fondo: è finita la penultima giornata dei Mondiali e l'Italia ha quattro medaglie, Francia e Germania zero (la seconda ha ancora qualche possibilità di vincerne una, la prima proprio no). Qualcosa di assolutamente inimmaginabile non solo sei anni fa, dopo il disastro di Londra, ma anche due e mezzo, Dopo Londra speravo che sarebbero arrivati tempi migliori, non potevamo continuare a scavare dopo aver toccato il fondo, ma non pensavo fino a questo punto e così rapidamente.

la quarta medaglia è arrivata dalla 4X100 maschile: già alla presentazione si sentiva il tifo degli italiani come finora non si era mai sentito, almeno allo stadio. Tortu prende il testimone terzo, dopo USA e Giamaica e davanti alla Gran Bretagna: supera anche i giamaicani e stacca o britannici. Argento in 37.62, meglio di ieri e a soli 12/100 dal tempo di Tokyo.








Ma ancora più incredibile è stato il quarto posto delle ragazze. Una medaglia dalla staffetta maschile era ancora immaginabile, anche se difficile, ma se alla vigilia mi avessero detto che la 4X100 femminile sarebbe arrivata quarta avrei pensato a incidenti o squalifiche di massa. Al secondo cambio cade la Costa d'Avorio, per cui l'Italia si ritrova nettamente quarta, dietro USA, Giamaica e Gran Bretagna. Nell'ultima frazione, mentre Sha'Carri resiste al ristorno della Jackson per il titolo, la Pavese resiste al ritorno della Swoboda e rimane quarta.



Prima ancora c'erano state le batterie  della 4X400 e anche qui risultato buono ma ancora prevedibile per gli uomini incredibile per le donne. Gli uomini si qualificano come terzi grazie alla rimonta finale di Sibilio che si infila all'interno. Tra le donne, gia dopo la seconda frazione ci sono USA e GB nettamente davanti a Italia e Belgio, le quali sono nettamente davanti a tutte le altre, ma nella quarta recuperiamo anche sulle americane. Alla fine ci supera anche il Belgio e arriviamo quarte, ma poi diventiamo terze per la squalifica degli USA. Ma la cosa incredibile è il tempo: 3:23.84, record italiano di oltre un secondo. E allora avevamo una finalista olimpica (anche se la staffetta non era il suo forte...), oggi neppure una semifinalista.





La giornata era cominciata poco dopo le 7 con la Maratona. Arrivo sul percorso, nel punto più vicino al mio albergo, che il cronometro segna 21'. Il passaggio "d'andata" era al 5° km, e di conseguenza c'è già stato; devo quindi aspettare il passaggio "di ritorno, che è poco dopo il 9° km (si tratta di 4 giri di 10 km, più uno iniziale di 2,195,  che per buona parte fanno avanti e indietro su un viale). Visto il passaggio, con le atlete ancora quasi tutte in gruppo, vado verso l'arrivo, per vedere se è fattibile vederlo. Arrivo con le ultime atlete che stanno passando, alcune alla fine del primo giro, altre all'inizio del secondo, e scopro che il posto ci sarebbe, soprattutto dal lato dell'andata, ma non vedo uno schermo, anche se ci dovrebbe essere, visto che lo speaker ne parla, quindi non saprei cosa succede tra un passaggio e l'altro, a parte gli aggiornamenti sul sito (che non è detto funzioni). Decido quindi di spostarmi davanti all'Opera, dove giorni prima passando avevo visto che c'era uno schermo.

Si tratta di una sistemazione ideale: si trova posto senza problemi e si vede lo schermo. L'unico inconveniente è il volume un po' alto dell'altoparlante (sia lo speaker, sia la musica), Il primo passaggio che vedo è quello di ritorno del secondo giro, con un gruppo di testa di 26 atlete, tra cui la Epis. Tra le inseguitrici noto una peruviana che ha l'aria di stare correndo una gara di mezzofondo veloce. Al passaggio di andata del terzo giro l'italiana sta perdendo contatto, a quello di ritorno il gruppo di testa si è ridotto a 11, che alla fine del giro sono diventate 6 e un chilometro dopo 4, tutte etiopi. Mentre gli speaker chiacchierano, sullo schermo si vede una delle leader fermarsi: al possibile momento decisivo della corsa, sullo schermo mostrano un'intervista, naturalmente in ungherese, fatta sul palco davanti a me. Alla fine le leader passano all'andata dell'ultimo giro, e sono in tre. Al ritorno, che sarebbe poi il 40° km, le atlete passano una alla volta, le prime tre a 20 secondi l'una dall'altra, la quarta, la marocchina Gardadi, anche più lontana. un chilometro dopo, però, la quarta avrà già superato la terza, che perderà altre due posizioni.







Dopo l'arrivo della Epis, che recupererà un'altra posizione e chiuderà 12^, mi dirigo verso lo stadio. Sul tram incontro un tedesco che è stato a due Mondiali che ho saltato, Daegu 2011 e Pechino 2015 (ma, se ho capito bene, non a Doha): Tedeschi ed estoni saranno le presenze dominanti in questa mattinata.

Arrivo allo stadio che sta partendo la prima serie dei 110hs del decathlon, unica gara su pista della mattinata. Quando arrivo davanti agli schermi, sta partendo la seconda e decido di vederla lì. Poi vado a comprarmi la maglietta, e vedo che sta partendo la terza. Penso di vedere dallo schermo anche quella, ma dopo una falsa partenza decido invece di entrare: finirò per vederla cominciata. Arrivato al mio posto, noto che non hanno controllato i biglietti all'ingresso del settore, quindi sarei potuto andare dall'altro lato e vedere meglio le qualificazioni del peso femminile, Ormai però sono troppo stanco per muovermi, vuol dire che vedrò meglio il disco del decathlon e mi sposterò dopo, per l'asta.

Nel perso la misura di qualificazione (19,10) mi sembrava esagerata, invece la superano in otto: si va in finale con 18,59. Nel decathlon, dopo il disastro di Neugebauer nei 110hs, guida Lapage davanti a Warner e al tedesco. Nel disco, Lapage e Neubauer sono nel primo gruppo, Warner, con Victor, nel secondo. Lapage fa 50 metri, Neubauer fa due lanci che alla partenza sembrano dover andare molto lontano, ma poi atterrano improvvisamente, e si ferma a 47. Nel secondo gruppo, Victor batterà due volte la migliore prestazione dei campionati, portandola a 54,97, mentre Warner si fermerà a 45 metri. Tra i due gruppi disputano una gara di ragazzini simile al "Palio dei Comuni" pre-Golden Gala. Le spiegazioni sono solo in ungherese: si capisce che è una staffetta mista con frazioni di 200 metri, ma solo alla fine capisco che le frazioni sono 10.

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Finito il disco, oltre che andare in bagno e prendermi da mangiare (cosa che fanno tutti, con conseguenti code), mi sposto dall'altra parte, per seguire da vicino l'asta (altra cosa che fanno quasi tutti, a parte chi era già lì). Arrivo che c'è già un atleta (Garland, settimo in classifica generale) con due errori alla quota d'apertura, 4,50: farà anche il terzo, La stessa sorte subiranno Nilsson a 4,80 e nel secondo gruppo, Owens-Delerme (finora sesto) a 4,40. Nel primo gruppo, Neugebauer fa 5,10 e festeggia andando sotto la curva e guidando un'onda. Primo Williams con 5,30. Rimane il secondo gruppo, cominciato dopo: decido che lo vedrò finché saranno in gara gli uomini di classifica, Warner e Victor, poi a 4,90 vedo che si è fatto tardi e decido che sarà comunque l'ultima quota. Il canadese la supera, ma sarà l'ultima, il grenadino no.








La sera era arrivato allo mio posto che il primo gruppo del giavellotto del decathlon era al terzo turno e l'asta stava concludendo la prima quota, 5,55. A sorpresa scopro che l'asta non è dove si sono svolte tutte le altre prove della specialità. ossia dal lato della seconda curva, ma all'esterno della pista, dove gli altri giorni c'erano i salti in estensione, posizione quindi molto più favorevole per me. Oltre agli italiani, si vedono molti spagnoli, in tutti i settori, oltre ai soliti olandesi, concentrati dalle mie parti. Dato il giorno, ci sono anche molti svedesi

Il giavellotto del decathlon presentava nel primo gruppo gli atleti della seconda metà della classifica, nel secondo quelli della prima metà. Nel primo gruppo l'estone Oiglane superava i 70 metri, nel secondo Victor con 68, superava Neubauer al terzo posto. i 1500 avrebbero poi confermato il podio Lapage-Warner-Victor, con Tilga che scavalcava Neubauer al quarto posto. Gli atleti non avrebbero però potuto fare il loro classico giro d'onore collettivo, in quanto si è passati subito alla presentazione della 4X100: si son dovuti limitare a sfilare all'esterno della prima curva.



L'asta è stata un'altra gara incredibile, difficilmente immaginabile fino a poco fa. La progressione è molto rapida: 5,55-5,75-5,85, per poi salire di 5 cm alla volta. I 5,55 li superano tutti alla prima o alla seconda, a 5,75 escono in due, con Stecchi (che lo speaker in inglese, con le sue solite pronunce orrende, chiama "Stecci") che si salva alla terza. I 5,85 li superano in 5, di cui 3 alla prima. Tra questi il francese Collet, per cui comincio a chiedermi se non ho parlato troppo presto quando avevo detto che la Francia sarebbe rimasta senza medaglie. I dubbi aumenteranno quando supererà alla prima anche i 5,90, assieme a Nielsen e Obina, mentre Duplantis passerà e Marschall si conserverà i tentativi dopo il primo errore. I 5,95 li passano in 4 alla prima, tutti tranne Collet, che dopo un errore si conserva i tentativi. Sono quindi in 5 a provare i 6 metri: Duplantis li supera al primo con la sua solita disarmante facilità, Obiena al secondo, gli altri escono, con Nielsen e Marschall che prendono il bronzo a pari merito. Duplantis supererà, un po' meno nettamente, ma sempre senza problemi, anche i 6,05 e i 6,10, mentre Obiena sbaglierà una volta i primi e due i secondi. Duplantis fallirà poi il record a 6,23. Cinque anni fa consideravo incredibile una gara con 3 sopra i 5,95 e 4 sopra i 5,90, oggi sono stati rispettivamente 4 e 5.




C'era anche la finale del peso femminile, che almeno per i primi tre turni ho seguito pochissimo: dalla mia posizione facevo fatica a rendermi conto delle misure, anche col binocolo, eppure il settore era lo stesso della gara maschile. A metà gara guidava la Ealey col 20,35 del primo lancio, si entrava nelle 8 con 19,26 e c'erano solo 37 centimetri tra la terza e l'ottava. Al quarto turno Gong e Dogmo fanno entrambe 19,69, al momento la portoghese è terza per la seconda misura, ma al turno dopo la cinese la scavalcherà. Al quinto turno la Ealey allunga a 20,43 e la canadese Mitton, già seconda, supera anche lei i 20 metri (20,08). L'ultimo turno invece si segue bene perché l'unica altra gara rimasta sono i tentativi di record di Duplantis, ma non succede nulla.

C'erano state altre due finali: 800 maschile e 5000 femminili. Nei primi, dopo un primo giro tattico, Arop parte e tiene la testa fino alla fine, davanti a Wanyoni, mentre il britannico Pattison conquista il bronzo per la gioia dei miei vicini. Anche i 5000 sono stai tattici: quando si accelera, a 800 metri dalla fine, la Battocletti è la prima a staccarsi e chiuda a oltre 30 secondi. Vince la Kipyegon davanti alla Hassan e alla Chebet.








Si esce dallo stadio lentamente, è uno dei giorni in cui è più pieno. Il motto di questi Mondiali (anche sulla maglietta che ho comprato) è "Witness the wonder": non pensavo che sare stato testimone di così tanta mrerviglia, soprattutto italiana.

sabato 26 agosto 2023

Mondiali di atletica a Budapest - 7^ giornata (25-08-2023)


 Mattinata senza italiani. Una volta capitava spesso nelle sessioni serali, oggi solo nelle sessioni mattutine di oggi e domani, anche se potrebbe ancora capitare domenica sera se le 4X400 non si qualificassero. Vado quindi "in incognito", ossia senza simboli nazionali, né bandiera, né cappellino (metto invece quello degli Europei di Zurigo 2014). Riesco finalmente a prendere il tram diretto, dove si vedono soprattutto francesi, e arrivo quindi con un buon margine. Ho anche il tempo di prendermi da bere e per la prima volta arrivo al mio posto prima dell'inizio della prima gara (e anche prima dei miei vicini). E' giorno di prove multiple: si vedono molti estoni, francesi (che con Mayer si giocano l'ultima possibilità di medaglia), ma soprattutto tedeschi: già la presentazione dei loro atleti viene salutata da un boato che, atleti di casa a parte, per ora si era visto solo per Tentoglu. Dal lato della seconda curva, dove si svolge il giavellotto, si vedono anche bandiere finlandesi e ceche.

La prima gara è anche l'unica su pista, i 100 del decathlon. Vince Warner con 10.32, settimo Victor (non male per uno specialista dei lanci), 14° Mayer, penultimo Kaul. Subito dopo partono i primi concorsi, che poi sono le uniche gare non decathlon: alto femminile e giavellotto maschile. Entrambi vengono presentati quando sono già iniziati, Che tristezza vedere l'alto femminile senza italiane, penso non succedesse dagli anni '60. C'è invece un'atleta di casa, e dalle reazioni che suscita si vede che gli ungheresi rimangono sempre i più numerosi. Rimarranno delusi sia da lei, sia dall'altro ungherese, nel giavellotto. Si parte da 1,75, ma le prime eliminazioni sono a 1,85 (6, tra cui l'ungherese): la Lake, entrata a questa quota, si salva al terzo. A 1,89 rimangono in 19 e si capisce che probabilmente 1,92 sarà l'ultima quota (sarebbe prevista anche 1,94) e che potrebbe anche bastare 1,89 senza errori. Si salvano alla terza Levchenko e Cunningham. La levchenko è irriconoscibile, sia fisicamente (un po' meno magra e con pettinatura diversa), sia soprattutto nelle prestazioni: esce a 1,92. Alla fine solo in 8 superano 1,92 e per qualificarsi basta 1,89 alla seconda senza errori precedenti.



Nel giavellotto si arriva all'ultimo lancio del primo turno con la miglior misura che supera di poco gli 81 metri. Ma adesso tocca a Chopra, con lo speaker cita il numero dei suoi follower su Instagram (6,3 milioni): il giavelotto va molto, ma molto oltre la linea della qualificazione a 83 metri: 88,77. In questo gruppo sarà l'unico qualificato diretto, nel secondo ce ne saranno due. Finirà con un indiano e un pachistano ai primi due posti e altri due indiani in finale.

Il decathlon prosegue col lungo, e i tedeschi hanno ancora modo di esaltarsi. Neugebauer fa già 7,83 alla prima, ma il terzo si vede subito che è molto lungo, tanto che anche lui esulta subito: 8,00: Nella gara singola sarebbe arrivato sesto. Booth e Skotheim sembrano ai livelli di Desenzano, mentre Mayer è chiaramente sottotono: ci si chiede se si rifarà nel peso. Victor è settimo, e non sono ancora arrivate le sue prove.. Finita la prova, la mascotte farà di nuovo la gag di trasformare la buca in una spiaggia, giocando a palla con un bambino: la prima volta (Londra 2017) era originale, adesso è diventata banale

Finito l'alto rimangono il secondo gruppo del giavellotto e il peso del decathlon, che si svolgono entrambi dal lato opposto al mio, ossia dalla parte della seconda curva. Provo quindi a spostarmi, cheidendomi se me l'avrebbero lasciato fare: nessun problema, non ci sono più controlli agli accessi. Arrivo appena in tempo per Vedere Vajdech qualificarsi direttamente nel giavellotto. Nel peso del decathlon, dal mio lato lancia il gruppo B, quello più scarso, per vedere il gruppo dei migliori serve comunque il binocolo. Vedo comunque Neugebauer lanciare ben oltre la fettuccia dei 16 metri ed esultare ancora più che nel lungo: 17,04. Primo sia nel lungo che nel peso, per un uomo a questi livelli sembrava impossibile. Mayer si ritira, e con questo è definitivo che la Francia chiuderà il Mondiale senza medaglie. Victor è secondo e si porta al terzo posto.










Per la sessione serale, avevo messo in conto di vedere cominciato l'alto del decthlon, ma poi arrivo comunque un po' più tardi del previsto: quando entro il gruppo A e a 2,05 e sono rimasti in 7, il gruppo B a 2,02 e sono in 3. Vedo l'americano Ziemek infortunarsi al terzo tentativo a 2,05 e leggo che Kaul, dopo aver superato 2,02, ha rinunciato a proseguire: entrambi non si presenteranno nei 400. Vince Skotheim con 2,11, Neugebauer si ferma a 2,02, ma rimane in testa.

Arrivo al mio posto con qualche minuto di margine sull'inizio delle staffette. Si comincia dalla maschile: l'Italia e nella seconda batteria. Entriamo nel rettilineo finale in testa, sembra sia secondo il Canada, ma temo sempre il ritorno della Gran Bretagna. Invece a ritornare è il Sudafrica, ma non basta: vinciamo con 37.65, 2/100 meno degli USA nell'altra batteria e solo 15 in più del tempo delle Olimpiadi. Qualcosa che non osavamo lontanamente sognare.



E se sembrava che gli uomini avessero fatto un grande risultato, dovevamo ancora vedere le donne. Nella seconda curva siamo nettamente terze e nel rettilineo finale non sono teniamo, ma ci avviciniamo alla seconda. Guardo e riguardo per essere sicuro di non fare confusione con un altra squadra, ma siamo proprio noi. Visto il tempo delle prime (41.59) si capisce che abbiamo battuto il record italiano di tantissimo. e infatti è 42.14, record di oltre mezzo secondo!



Difficile riaversi da un'emozione così, ma è cominciato anche il triplo femminile, che ne offrirà molte altre. Si parte col 14,84 della giamaicana Ricketts, che con le staffette passa quasi inosservato. Passa invece inosservato da me, ma non da molti altri, il 15,00 della Bekh: me ne accorgo dal mormorio del pubblico. Quando arriva il turno della Derkach si è già capito che sarà difficile entrare nelle 8, ma il salto sembra almeno sopra i 14 metri, e infatti lo è di un bel po': 14,36. Il salto della Cestonaro si vede che è un po' più corto, ma è pur sempre 14,05. Dopo il primo turno la terza ha già 14,84, e c'è ancora la Rojas senza risultato. Il risultato della Rojas arriverà al secondo salto, e sarà molto deludente:14,33. Il terzo sarà ancora peggio: 14,26, entra nelle 8 a stento. Seguono due nulli, il seondo di pochissimo ed era molto lungo, forse da primo posto. Al quinto salto la Lamond si porta al terzo posto con 14,90, ma esce sempre dalla pedana insoddisfatta. Il sesto salto della Rojas è quello buono: 15,08: da ottava a prima. Si migliora anche la Ricketts con 14,93, ma rimane quarta. Livello a cui non eravamo abituati da una ventina d'anni: con 14,90 (la misura con cui la Martinez vinse il bronzo nel 2003) si arriva quinta, con 14,87 sesta.





L'altro concorso della giornata è il giavellotto femminile (con tutti i continenti rappresentati), che almeno fino alla fine del triplo desta ben poco interesse: si fa notare solo un lancio della colombiana Ruiz Hurtado, che supera la fettuccia dei 65 metri e va in testa di quasi 4 metri. Almeno per i primi tre turni, il livello è basso; si entrùa nelle 8 con 58,49. La Barber, vincitrice delle ultime due edizioni, e settima, sotto i 60, poi si migliorerà, ma rimarrà settima. Al quarto turno, la lettone Kocina dal settimo al secondo posto. Si arriva al sesto: prima la Little si porta al terzo posto scalzando la Kitaguchi, ma poi il lancio della giapponese supera nettamente la fettuccia dei 65: 66,73, oro di oltre un metro.

Intanto il programma su pista prosegue con le semifinali degli 800 donne. Nella terza ci sono Mu e Coiro, stavolta l'americana non fa corsa di testa e arriva seconda dietro alla Moraa. La Coiro rimane in gruppo e nel finale dà l'impressione di poter arrivare almeno a metà classifica. Invece chiude sesta, ma col personale di 1:59.61. Finale con tre americane e due britanniche. Seguono i 400 del decathlon, dove ci sono due ritirati annunciati e uno a sorpresa: l'australiano Dubler non si presenta senza che fosse stato annunciato il suo ritiro (e aveva concluso regolarmente l'alto) . Primo il portoricano Owens-Delerme in 46.44, Neugebauer si ferma a 47.99. Warner a 47.32.


E si arriva ai due eventi più attesi: le finali dei 200 prima femminili, poi maschili. La presentazione va dalle corsie esterne a quelle centrali, le quali a sua volta dipendono dall'esito delle semifinali: quindi la Richardson, ripescata, viene presentata per prima. La Jackson entra nel rettilineo davanti alla Thomas e alla Richardson, e questo sarà l'ordine d'arrivo, solo che il vantaggio della Jackson aumenterà: vince con 21.41 , a 7/100 dal record della Griffith. Per un po' le amricane festeggiano da una parte, la giamaicana da un'altra, poi si uniscono.







Tra gli uomini, Lyles arriva nel rettilineo con un leggero vantaggio, ma poi lo aumenta. Vince con un "semplice" 19.52, ben lontano dal record che aveva annunciato. Knighton arriva secondo con 19.75, Tebogo terzo con 19,81: non è poco, ma dopo la Diamond League di Monaco ci si aspettava di più. Il quarto (Hughes) è addirittura sopra i 20.







Non guardo i festeggiamenti, esco, come quasi tutti i presenti. Domani si riparte alle 7 con la maratona, poi sessione mattutina e sessione serale