venerdì 14 agosto 2026

Europei di atletica a Birmingham - 4^ giornata (13-08-2026)

 E' stata una lunga giornata, con le due sessioni che quasi si saldavano, ed una serata intensa, finalmente in uno stadio quasi pieno. Certo, è stata più memorabile per i tedeschi e per gli irlandesi, ma anche noi abbiamo pur sempre vinto un oro, anche se poteva andare anche meglio. Ricordo quello che scrivevo quando vincevamo un oro nel 2014 o nel 2016 (parlo di post sui social, questo blog non esisteva ancora), oggi è diventato ordinaria amministrazione (vincerlo, non scriverne).

Cominciamo dalla sera: speravo di riuscire a vedere almeno parte del gruppo A del giavellotto del decathlon, quello con gli atleti di bassa classifica, tra cui gli italiani, ma già sulla navetta capisco che non ce la farò: vedo gli ultimi lanci sullo schermo appena entrato. Mi ritrovo così con una mezz'ora di tempo libero: faccio un giro tra i chioschi, ma non prendo niente, non ho fame e per bere c'è troppa coda. Il mio posto è quasi a metà del rettilineo opposto, secondo anello: sono in ottima posizione per il triplo e anche per il disco, discreta per l'asta. Vicino a me tedeschi, romeni, spagnoli e (scoprirò verso la fine) belgi. Più sotto, polacchi e lituani. In giro, i soliti irlandesi, svizzeri e finlandesi. Noterò poi che nel settore accanto c'erano tre atleti italiani, che non ho riconosciuto: so che una era la Muraro perché ho letto il cartellino. Naturalmente in tutto ciò non considero i britannici, che sono sempre in maggioranza. Questo però si  nota dal tifo, ma non dalle bandiere: i britannici ne hanno pochissime, la loro non è tra le prime tre più diffuse allo stadio, che sono 1) Irlanda, 2) Svizzera, 3) Finlandia. Finalmente lo stadio è abbastanza pieno, la tribuna dal mio lato lo è quasi del tutto, le curve per buona parte, solo l'anello superiore dal lato arrivo è quasi vuoto: alla fine annunceranno 20.400 persone. E finalmente si sente l'atmosfera, molto più anche di ieri: mi accorgerò di tanti risultati dal boato del pubblico, i giorni scorsi sarebbe stato più difficile.

Si parte col gruppo B del giavellotto del decathlon, dominato da Kaul: raramente avevo visto un lancio così oltre l'ultima fettuccia (era 73,74, mentre la fettuccia era a 65 metri). Kaul è così secondo dietro Neugebauer: la doppietta tedesca è ormai certa, ma con Kaul sesto dopo la prima giornata si era già capito che finiva così. Si arriva così alla gara clou per noi: il triplo femminile. Sarebbero previste prima le batterie dei 200 maschili, ma il triplo comincia in anticipo (20,02 contro 20,15). Vedo molto bene lo stacco, ma non riesco a farmi tanto un'idea della distanza. La Derkach salta per seconda, dopo il 14,15 della Masson: salto bellissimo, che si capisce subito che è molto più lungo: 14,53. Chiude il primo turno in testa di 30 cm: l'unica che mi aveva dato l'impressione di poterla impensierire era la turca Danismaz, che aveva fatto nullo. Oltre alla Saraceni per quello che aveva fatto in qualificazione (l'avevo data anche vincente nel predictor), ma il suo primo salto era stato davvero brutto Faccio appena in tempo a pensare ciò che al secondo turno la bulgara Nacheva fa 14,40, al terzo la belga Guisse 14,37. La Saraceni fa un netto nullo al secondo salto e al terzo uno che sembra un po' meglio del primo, tanto che mi dà qualche speranza che arrivi al 14,04 dell'ottavo posto (di allora), invece sono solo 13,48. Al quarto turno la Guisse si porta a 14,46, ma io rimango convinto che la Derkach possa fare di più e infatti fa 14,60. Penso che ormai sia fatta e infatti finisce così. Siamo a 6 medaglie, di cui 3 d'oro: fino a 8 anni fa ci sarebbe sembrato un ottimo risultato in tutto un Europeo, specie se nelle sole prove da stadio. Adesso ci siamo arrivati a 3 giornate dalla fine e quasi non ci emoziona.




Nel frattempo, nelle semifinali dei 200, gli italiani avevano fatto un'ottima figura: Desalu aveva dominato, Dozza era rimasto in gruppo chiudendo quarto col personale, Longobardi era arrivato terzo per millesimi, ma era stato comunque ripescato. Questo era quello che credevo vedendo le gare: scoprirò poi che Dozza e Longobardi erano stati scambiati, il finalista è Dozza.



Cominciano anche disco uomini e asta donne: con tre concorsi e le gare su pista è difficile seguire tutto. Naturalmente, finché ci sarà il triplo seguirò distrattamente gli altri concorsi. Nel disco, tornando dal bagno vedo la misurazione del lancio di Ceh a 70,83, record dei campionati. Mi perdo invece quando si migliorerà ancora a 72,51. L'asta, curiosamente non messa a inizio programma, parte a 4,30 senza eliminate, a 4,45 ce ne sono 2, a 4,60 rimangono in 6, a 4,70 in 3 più una che ha conservato un tentativo. Seguendo i concorsi, mi pardo anche la caduta all'ultima riviera nei 3000 siepi donne, vinti dalla mia ex concittadina (di Francoforte) Krause.



Dopo i 1500 del decathlon, che sanciscono la doppietta tedesca, l'11° posto di Dester e l'ultimo di Nonino, arriva l'altra gara i cui avevamo speranze, gli 800 maschili. Le speranze aumento quando leggo che Burgin non parte. Pernici stavolta sta in fondo al gruppo, tanto che temo che non ne abbia più dopo due turni tirati. Invece nel rettilineo finale rimonta e per un attimo mi illudo possa arrivare al podio. Invece sembra quarto e all'inizio anche il tabellone lo dà per tale, invece poi risulta quinto, il podio era a 6/100. Come previsto, festeggiano gli irlandesi con English. Il programma su pista si chiude con i 200 donne: la Asher-Smith arriva in testa sul rettilineo e per un po' resiste alla rimonta della Hunt, ma alla fine viene superata da lei e dall'irlandese Adereke.






Il programma però non è finito: l'asta ha ancora tra atlete in gara. Sono a 4,80, dopo che Hentala e Moser hanno superato i 4,75 e la Bonvin si è conservata due tentativi. La Moser li supera alla prima, Hentala e Bonvin si conservano tentativi, che falliscono tutti. La Moser è quindi campionessa con due tentativi rimasti a 4,85, che decide di fare comunque. Vedo il primo, mancato di poco, poi vado. Dalla reazione del pubblico capisco che ha sbagliato anche il terzo. Mi fermo a prendere una "cornish pastry", che era davvero buona, poi mi metto in coda per la navetta, dove sento gli inni prima tedesco, poi italiano per le premiazioni. Incontro due svedesi e gli chiedo una mia vecchia curiosità: come se la cava Duplantis con lo svedese. Mi dicono bene, le interviste le dà sempre in svedese.

C'era stata prima una sezione mattutina, che avevo visto dalla terzultima fila in alto sopra la seconda curva. Avevo provato a mettermi qualche fila più in basso, ma poi era arrivato il legittimo proprietario. Ero in buona posizione per l'asta, la curva dei 200 e la riviera delle siepi, ma pessima per disco e soprattutto alto, dalla parte opposta. Mi andava ancora peggio con i tabelloni: di uno vedevo il retro e gli altri erano talmente lontani che faticavo a leggerli anche col binocolo.

Dopo i 110hs del decathlon, di cui mi ero perso la prima serie, si era partiti con la qualificazione dell'alto donne. Stavolta la progressione era fin troppo lenta: 1,75 sena errori, 1,80 con due errori in tutto, prime eliminazioni a 1,84, dopo gli 1,88 sono ancora in gara in 21, compresa la Mahuchikh che non ha ancora saltato, di cui 16 senza errori, tra cui le tre italiane. Si arriva alla misura di qualificazione di 1,91 e la superano in 15, tra cui Pieroni e Tavernini.

Su pista c'erano stati le batterie di 200 e 3000 siepi maschili, con gli italiani che passano tutti. C'erano state poi le semifinali degli 800 donne: nella prima ho visto la caduta della Werro, ma non ero certo in grado di valutare se meritasse la riammissione o no, nella seconda la Coiro mantiene saldamente il terzo posto dietro a Hodgkinson a Bol. Il programma su pista si era concluso con le semifinali dei 400 donne, di livello pazzesco: in 5 sotto i 50" e la Polinari che con 50.62 (tempo inferiore a quelli con cui la Grenot aveva vinto due titoli nel decennio scorso) non è nemmeno la prima delle escluse.






Finite le prove su pista, era rimasta l'asta del decathlon. Vado a prendermi da mangiare e mi rendo conto che quasi tutti quelli rimasti sono migrati nelle tribune coperte, dato il gran caldo. Decido di farlo anch'io: del resto non ho mai visto nessuno, nemmeno la sera, controllare che uno vada al suo posto. Come ormai si usa, i gruppi erano sfalsati: uno comincia l'asta mentre l'alto sta ancora disputando il disco. Al contrario del solito, però, stavolta si comincia col gruppo dei più scarsi, che comprende Dester. L'italiano è uno degli ultimi a entrare in gara, a 4,50: li supera, poi si ripresenta a 4,70, ma si ritira dopo un errore. Per un po' i due gruppi rimangono alle stesse quote, in quanto il secondo parte da 4,60, che è proprio quella in cui si trova il rimo in quel momento. Poi il secondo va a rilento, non si capisce cosa succede: a Neugebauer, che aveva sbagliato tre volte a 4,80, viene concesso di ripetere un tentativo e stavolta ce la fa. Io, dopo aver visto Nonino superare i 4,90, decido di andare. lascio anche le qualificazioni del giavellotto, dopo un turno del secondo gruppo e con gli italiani entrambi fuori: scoprirò poi che Frattini si era migliorato ed era passato.



Da domani le gare le guarderò in TV: mi deprime l'idea di vedere quello che scelgono i registi.

giovedì 13 agosto 2026

Europei di atletica a Birmingham - 3^ giornata (12-08-2026)

 Stavolta già per la sessione mattutina c'è un po' di coda all'ingresso e il mio settore è quasi pieno, anche se altri rimangono vuoti (e alcuni di quelli vuoti erano tra i più economici, quindi non sembra che il problema principale sia il prezzo): in generale, per essere una sessione mattutina, di pubblico ce n'è. E' giornata di prove multiple, quindi il pubblico è diverso dagli altri giorni: ci sono molti estoni e tedeschi, accanto a me due olandesi, poi ci sono i soliti svizzeri e gli irlandesi, probabilmente gli unici a non essere qui soprattutto per il decathlon. Sono in settima fila, verso l'inizio del rettilineo opposto: vedo molto bene soprattutto il lungo del decathlon, anche se non vedo la barra metrica della pedana più vicina alla tribuna, quella del gruppo B, e anche dell'altra non capisco bene le distanze.




Stavolta arrivo un po' prima dell'inizio: riesco quindi a seguire le tre serie dei 100 dell'eptathlon, con Dester che arriva sesto, davanti a tutti i favoriti. Cominciano anche le qualificazioni del disco femminile, e sono in ottima posizione anche per quelli. Nel primo gruppo ci sono Meline Robert-Michon, 47 anni, e Liliana Cà, quasi 40, e si qualificheranno entrambe. Il secondo gruppo sarà di livello un po' inferiore, con 5 qualificate contro 7, e purtroppo contribuirà ab abbassarlo Daisy Osakue: primo lancio in gabbia, secondo fuori settore (e sarebbe stato comunque corto), il terzo sembra ben avviato, tanto che penso "finalmente", ma si ferma a 57,41. E dire che per passare bastava 58,48.



Si arriva al lungo del decathlon. Come dicevo, vedo benissimo rincorsa e stacco e anche gli atleti che vengono a parlare con gli allenatori. Ci sono cori da stadio calcistico per Neugebauer, che parte con un 7,61 e al terzo salto si migliora con 7,82. Skotheim risponde con 7,80. Per due salti Nonino è il migliore degli italiani con 6,91, poi Dester riesce a fare 7,12 (ve detto che il vento è sempre contrario, a volte più, a volte meno).



Intanto in pista ci sono le batterie prima dei 400, poi dei 200 femminili. Tutte le italiane passano: nei 400 impressiona la Bonora, terza in 51.27 nella batteria più veloce (in ogni caso, contava solo il tempo), nei 200 la Kaddari fa la prima gara convincente della stagione, vincendo in 23.14. In entrambi i casi, aspetto di leggere il risultato per essere sicuro si trattasse di loro. Seguono le semifinali degli 800: nella seconda Pernici fa corsa di testa, ma nel finale viene rimontato. Penso che sia arrivato terzo, invece vedo che è quinto e comincio a imprecare perché penso sia fuori nonostante 1:43.84. Solo quando danno il riepilogo capisco che le semifinali erano solo due e quindi è in finale.



Dopo gli 800 lo stadio comincia a svuotarsi. Io comincio a pensare di spostarmi verso la fine del rettilineo per seguire meglio il peso del decathlon e quando finisce anche il disco lo faccio. Rimangono anche le semifinali dei 400hs maschili, ma non cambia molto seguirli da una parte o dall'altra. Il gruppo più forte è quello più lontano dalla mia tribuna e non si vede benissimo neanche da qui. In contemporanea con l'arrivo di una semifinale intravedo Neugebauer togliere a Daley Thompson la migliore prestazione dei campionati con 17,31. Intanto nei 400hs Sibilio tiene a stento il secondo posto, il terzo non sarebbe bastato, Warholm controlla.


La sera ho il posto dal lato opposto rispetto agli altri giorni: ci metto molto di più a raggiungerlo e vedo una zona che non avevo mai visto. Sono poco dopo l'arrivo: in un grande campionato solo a Doha sono stato così vicino. Vedo quindi molto bene, oltre ai 110hs, l'alto del decathlon, mentre del martello vedo bene la traiettoria, ma non tanto il lancio, in quanto la pedana è coperta da quelle dell'alto. La tribuna in zona arrivo è piena, quella opposta meno, ma c'è comunque più gente degli altri giorni. Nella mia fila olandesi e belgi, più avanti tedeschi e polacchi, in giro molti finlandesi, che hanno due favorite nel martello. Non si vede l'eclissi (e io avevo anche comprato gli occhiali appositi), è nuvoloso, ma c'è comunque una luce strana.



Arrivo che è in corso solo l'alto dell'eptathlon, e non da molto: il gruppo A è a 1,93, il gruppo B, con gli italiani, a 1,87. Dester va molto sicuro fino a 1,96, supera un po' a stento, ma sempre alla prima, gli 1,99, poi si ferma, ma è comunque secondo del gruppo e ottavo assoluto. Nonino fa il suo, si ferma a 1,93. Vedo poi le semifinali dei 110hs, con l'incredibile eliminazione di Asjer Martinez (e anche dell'altro spagnolo), ma soprattutto vedo il martello della fantini atterrare vicino alla seconda fettuccia che, come immaginavo, era a 75 metri: 74,97, cinque metri in più della seconda. Alla fine del primo turno era ancora in testa di un metro e mezzo, poi la Kosonen l'ha superata. Sono rimasto fino a metà del terzo turno, con l'altra favorita Tervo sicuramente eliminata.




La mia serata di atletica è finita in anticipo: non mi sentivo molto bene (facevo fatica a respirare) e ho deciso di farmi visitare. Tutto si è risolto per il meglio, sono stati gentilissimi, ora sto meglio. Mi hanno anche fatto passare da zone riservate agli atleti, ne ho visti alcuni da vicino, tra cui Neugebauer. Ho anche appreso che esiste una sala riservata ai multiplisti.

mercoledì 12 agosto 2026

European Athletics Championships in Birmingham - Day 2 (11-08-2026)

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Only eight years ago, what would I have thought if they had told me that one day I would leave the stadium feeling sad after an evening in which we had won a gold and a bronze? In 2018, in stadia events, we had won two bronzes in total. Now, after two days, we are up to four medals, including two golds: a tally that for a long time we would have considered at least acceptable for an entire European Championships (and excellent if referring only to stadia events). Today, instead, the disappointment over Jacobs outweighs the satisfaction for Nadia Battocletti’s victory, which we had taken for granted.

The 5000 had been a very tactical race for the first 3 km, run in almost 10 minutes, then Nadia took the initiative for 300 metres and thinned the field out a bit, but then slowed and the group came back together. With 3 laps to go, Dotker made a move and half the group was dropped, but the three Italians stayed with the leaders. At the start of the last lap there were still at least eight of them all close together; when they reached the straight in front of me, Battocletti was still fourth: I had just enough time to wonder whether she was really in control when, 250 metres from the finish, she went and left everyone standing. On the final straight someone who looked to me like Micol Majori moved up to third, but until I read it on the scoreboard I couldn’t believe it. Let’s remember that in other times she would have risked not even being selected.

 

 

Jacobs had won his semi-final with monstrous ease, despite not getting off to the best start: 10.08, the fastest time of the round, easing up at the end. Gold really seemed a formality. Instead, this time he started badly and after halfway he was still behind, until he stopped. I would later read that he had been injured in the warm-up. The British athlete Glave won clearly; 10.19 was enough for third (with the 10.08 with which Tortu finished fifth in 2018, one would have won silver), Ali sixth.

But let’s start from the beginning. In the morning, I arrived by shuttle. This time there were a few people taking it, but certainly not the kind of queue that would justify the zigzag barriers they made us go through. There was also a small queue at security, 3–4 people: I lost a bit of time because the person in front of me had a sewing kit confiscated. My seat was in the same block and row as yesterday, but there were plenty of empty seats anyway: I moved to the row behind. There were not that many fewer spectators than yesterday (they would not announce the number), and in any case not very few for a morning session. Near me there was a group of Swedes; in the bend you could see many Finns, as well as the usual Irish fans.

The men’s discus and high jump qualifications had just begun. In the former, the two Italians had already thrown (badly). In the second round, Musci threw close to 60 metres (58.35) and seemed as happy as if he had qualified. Also in the second round, Stahl seemed to qualify, but when I saw him again for his third attempt I realised the previous one had been a foul. No automatic qualifiers in the first group; there would be two in the second. The Italians were far off. In the high jump, Stronati and Falocchi cleared 2.10, while Tamberi and Sioli passed. At 2.15, Tamberi (with difficulty), Stronati and Sioli cleared it at the first attempt, Falocchi at the third. At 2.19, however, they all cleared it at the first attempt, Sioli by a huge margin. After much of the second round of attempts, fewer than 12 had cleared it, so for a while it seemed that 2.19 might be the final height (2.23 and 2.26 were still scheduled), but then 16 remained, though for Tamberi, Stronati and Sioni it seemed done. They went to 2.23 and 10 cleared it, including Tamberi and Sioli at the second attempt, while Stronati and Falocchi also advanced as non-automatic qualifiers. Only 2 finished without any misses, both British, but the crowd seemed much more excited for one of them, Clarke-Kahn.

 

 The first track event was the women’s 400m hurdles semi-finals. In the first, Folorunso went out hard and kept pushing more and more: she reached the straight with a huge lead, so much so that one wondered whether she would hold on. Only at the end did she slow a little, though it was not clear whether intentionally: she finished in 53.92, which would be the second-fastest time overall. The other Italians did badly. Then came the heats of the men’s 100m and 110m hurdles, all with a strong headwind (in the first 100m heat you could feel it even from my side) and with all the Italians eliminated. Things went better in the women’s 800m, with Coiro finishing second, not far behind Hodgkinson, and seeing the British athlete’s time, it was clear that hers had to be excellent too: in fact it was 1:57.56, breaking Dorio’s Italian record after 46 years! Bol really seemed to be strolling and then to make a slight acceleration at the end, winning her heat in 1:59.96. The session closed with the men’s 400m hurdles, with both Italians going through. I stopped to eat at one of the stadium kiosks (Chinese noodles), then went back by shuttle.

 

 

In the evening there were many more people than yesterday taking the shuttle, at the entrance, but especially at the kiosks, where there were queues everywhere: I thought about giving up, but then stopped again at the German one, which is quicker than the others. Inside the stadium, though, there was a little more of a crowd than yesterday, but not that much more: they would announce 16,200 people (compared with 13,600). Both in Berlin and in Rome, where they seemed very few in such large stadiums, there were actually more. I have just seen a BBC report on the low attendance: among the causes they mention ticket prices (but I see lots of empty seats even in the cheaper sections) and transport costs (but they talk about £25, whereas the shuttle costs 5). Next to me there was a group of Greeks; in my section you could also see Spaniards and Italians, around us the usual Finns, and towards the end there would also be Swiss and French fans.

I arrived in time for the start of the aforementioned 5000, while in the women’s pole vault qualification they were at 4.10 and in the men’s hammer they were on the first throw, with Halasz taking the lead by going beyond 80. In the pole vault, the three Italians cleared 4.10 and 4.25, but then went out at 4.40, with only Molinarolo giving the impression that she might be able to make it. At 4.40 many went out, including Svabikova, so much so that I wondered whether they would continue; instead, 15 remained and they went to 4.50, which stayed as the final height (4.55 had been planned) because only 7 cleared it: Sutej was also out. After the end of the 5000, I started following the hammer properly, where behind Halasz there were 4 athletes within 70 cm. While I was going to the toilet, I saw Kokhan move from fifth to second with 79.49, but I missed the 81.30 with which Germany’s Hummel moved back into second and, above all, Halasz’s 84.25. All sixth-round throws were fouls.

 The track events continued with the 100m hurdles semi-finals. Polzonetti found herself in the fastest one, the first, and finished fourth in 12.93: in the end she was out by 4/100, and in the third Kambundji passed with a slower time. Then came the semi-finals of the men’s 100m and 400m. In the first 100m semi-final there was someone who won by a mile: I cheered thinking it was Ali, but instead it was Glave (the British athletes are sometimes in white, sometimes in blue; Galve himself would change vest between the semi-final and the final). In the first 400m, Hudson-Smith seemed to be controlling things with great ease, even though he slowed at the end and finished second; in the second, Scotti went out hard and reached the straight clearly in the lead, but then faded and was caught: he was still third, but it was not enough for a non-automatic qualifying spot.

 There was, however, another field event in which we still had hopes, though fewer than on the eve: the men’s long jump. I had taken a seat towards the middle of the back straight thinking of this event and not knowing in which direction the runway would be set up: I could see the run-up and take-off well, less so the landing, and I couldn’t really get an idea of the distance. Not only did the perspective on the measuring bar make them all look extremely long (Tentoglu’s opening 8.27 looked well over 9 metres), but I struggled to understand which were the longest. It began straight away with Tentoglu 8.27, Saraboyukov 8.10, while Inzoli jumped 7.80, taking off early, with a -2 wind and leaning to the right (something he often tends to do), thus suggesting he had great potential. In the second round, Ehammer moved into the lead with 8.29 (to me the jump looked long, but not as long as Tentoglu’s), while Inzoli improved to 8.04, but I missed it. After the first 3 jumps, 7 remained, as the eighth had withdrawn: in the fourth, Tentoglu fired out 8.44, to the delight of my neighbours. In the fifth, nobody improved: Inzoli’s jump looked good, but it was a foul. I saw Baldé’s sixth jump and it didn’t seem exceptional, so I switched to following the 100m hurdles and did not watch the measurement: only when the Serbian Boskovic improved to 8.08 did I realise that Baldé had moved into third place with 8.18. Now the long jump was the only event still in progress, between the 100m hurdles and 100m finals. The Bulgarian took back the bronze with 8.26. Ehammer fouled, and Tentoglu, already assured of gold, passed.

 

 



As mentioned, there had also been the 100m hurdles final. They all remained very close; my impression was that Visser had won, but they took quite a while before announcing the first 4 positions: in the end they confirmed the Dutch athlete’s victory.

On the way out I decided to get myself a crêpe, and while waiting I managed to watch Battocletti’s medal ceremony. Naturally I sang the anthem, even though I was the only to do it. This time the queue for the shuttle filled the whole zigzag barrier area and even went beyond it, but it moved fairly quickly. And tomorrow there are two more medal chances with Folorunso and Fantini, and my beloved decathlon also begins.

 


Europei di atletica a Birmingham - 2^ giornata (11-08-2026)

 Solo otto anni fa, cos'avrei pensato se mi avessero detto che un giorno sarei uscito dallo stadio triste dopo una serata in cui abbiamo un oro e un bronzo? Nel 2018 nelle prove da stadio avevamo conquistato due bronzi in tutto. Adesso, dopo due giornate, siamo a cinque medaglie, di cui due d'oro: un bilancio che per tanto tempo avremmo ritenuto quanto meno passabile in un intero europeo (e ottimo se riferito alle sole prove da stadio). Oggi invece, la delusione per Jacobs prevale sulla soddisfazione per la vittoria di Nadia Battocletti, che davamo per scontata.

I 5000 erano stati una gara molto tattica per i primi 3 km., corsi in quasi 10', poi Nadia prende l'iniziativa per 300 metri e fa un po' di selezione, ma poi rallenta e il gruppo si ricompatta. A 3 giri dalla fine parte la Dotker e metà del gruppo si stacca, ma le tre italiane rimangono con le prime. All'inizio dell'ultimo giro sono ancora almeno in 8 tutte vicine, quando arrivano sul rettilineo davanti a me la Battocletti è ancora quarta: ho appena il tempo di chiedermi se è davvero in controllo che a 250 metri dall'arrivo parte e lascia tutte sul posto. Sul rettilineo finale recupera per il terzo posto una che mi sembra Micol Majori, ma finché non lo leggo sul tabellone non ci credo. Ricordiamo che in altri tempi avrebbe rischiato di non essere nemmeno convocata.




Jacobs aveva vinto la sua semifinale con una facilità mostruosa, pur non partendo benissimo: 10.08, miglior tempo del turno, rallentando nel finale. L'oro sembrava proprio una formalità. Invece stavolta parte male e dopo la metà è ancora indietro, fin quando non si ferma. Leggerò poi che si era infortunato nel riscaldamento. Vince nettamente il britannico Glave, con 10.19 si arriva terzi (col 10.08 con cui Tortu arrivò quinto nel 2018 si sarebbe vinto l'argento), sesto Ali.

Ma ripartiamo dall'inizio. La mattina, arrivo con la navetta. Stavolta c'è un po' di gente a prenderla, ma non c'è certo la fila che giustificherebbe la serpentina che ci costringono a fare. C'è anche un minimo di coda ai controlli, 3-4 persone: io perdo un po' di tempo perché a quello davanti a me sequestrano un kit da cucito. Il mio posto è nello stesso settore e fila di ieri, ma tanto ci sono tanti posti liberi: vado nella fila dietro. Gli spettatori non sono poi tanti di meno di ieri (non annunceranno il numero) e comunque non pochissimi per una sessione mattutina. Vicino a me c'è un gruppo di svedesi, in curva si vedono tanti finlandesi, oltre ai soliti irlandesi.

Sono appena iniziate le qualificazioni del disco e dell'alto maschili. Nel primo hanno già lanciato (male) i due italiani. Al secondo turno Musci fa un lancio vicino ai 60 metri (58,35) e sembra contento come se si fosse qualificato. Sempre al secondo, Stahl sembra qualificarsi, ma quando lo rivedo per il terzo mi accorgo che era un nullo. Nessun qualificato diretto nel primo gruppo, ce ne saranno due nel secondo. Lontanissimi gli italiani. Nell'alto, Stronati e Falocchi superano i 2,10, Tamberi e Sioli passano. A 2,15 Tamberi (a fatica), Stronati e Sioli li superano al primo, Falocchi al terzo. A 2,19 invece superano tutti al primo, Sioli di tantissimo. Dopo buona parte del secondo tentativo sono ancora meno di 12 ad averi superati, quindi per un po' sembra che 2,19 possa essere l'ultima quota (sono previsti ancora 2,23 e 2,26), invece poi rimangono in 16, ma per Tamberi, Stronati e Sioni sembra fatta. Si va a 2,23 e li superano in 10, tra cui Tamberi e Sioli alla seconda, ma anche Stronati e Falocchi vengono ripescati. Solo in 2 chiudono senza errori, entrambi britannici, ma il pubblico sembra emozionarsi molto più per uno, Clarke-Kahn.




La prima gara su pista erano le semifinali dei 400hs donne. Nella prima la Folorunso parte forte e continua sempre più: arriva sul rettilineo con un vantaggio enorme, tanto che ci si chiede se terrà. Solo nel finale rallenta un po', non è chiaro se intenzionalmente: chiude in 53.92, che sarà il secondo tempo assoluto. Male le altre italiane. Ci sono poi le batterie di 100 maschile e 110hs, tutte con forte vento contrario (nella prima dei 100 si sentiva anche dal mio lato) e con italiani tutti fuori. Va invece meglio negli 800 femminili, con la Coiro che arriva seconda non lontano dalla Hodgkinson e vedendo il tempo della britannica, si capisce che anche il suo dev'essere ottimo: infatti è 1:57.56, battuto il record italiano della Dorio dopo 46 anni! La Bol sembra proprio passeggiare e fare un leggero allungo nel finale, per vincere la sua batteria in 1:59.96. Si chiude con i 400hs maschili, con entrambi gli italiani che passano. Mi fermo a mangiare in uno dei chioschi dello stadio (noodles cinesi), poi torno con la navetta. 



La sera si vede molta più gente di ieri a prendere la navetta, all'ingresso, ma soprattutto ai chioschi, dove c'è coda dappertutto: penso di rinunciare, ma poi mi fermo di nuovo a quello tedesco, che é più rapido degli altri. Dentro lo stadio, però, c'è un po' più pubblico di ieri, ma non poi così tanto: annunceranno 16.200 persone (contro 13.600). Sia a Berlino che a Roma, dove sembravano pochissime in stadi così grandi, in realtà erano di più. Ho visto adesso un servizio della BBC sullo scarso pubblico: come cause citano i costi dei biglietti (ma vedo tanti vuoti anche nei settori economici) e dei trasporti (ma parlano di £25, quando la navetta ne costa 5). Accanto a me c'è un gruppo di greci, nel mio settore si vedono anche spagnoli e italiani, intorno i soliti finlandesi, verso la fine si vedranno anche svizzeri e francesi.

Arrivo in tempo per la partenza dei citati 5000, mentre nelle qualificazioni dell'asta femminile sono a 4,10 e nel martello maschile sono al primo lancio, con Halasz che ha preso la testa superando gli 80. Nell'asta le tre italiane superano 4,10 e 4,25, ma poi escono a 4,40 con solo la Molinarolo che dà l'impressione di portecela fare. A 4,40 escono in tante, tra cui la Svabikova, tanto che mi chiedo se continueranno, invece rimangono i 15 e si va a 4,50, che rimane l'ultima quota (era prevista 4,55) in quanto la superano solo in 7: fuori anche la Sutej. Dopo la fine dei 5000, comincio a seguire bene il martello, dove alla spalle di Halasz ci sono 4 atleti in 70 cm. Mentre sto andando in bagno vedo Kokhan portarsi dal quinto al secondo posto con 79,49, ma mi perdo l'81,30 con cui il tedesco Hummel torna secondo e soprattutto l'84,25 di Halasz. Tutti nulli i sesti lanci.


Le gare su pista proseguono con le semifinali dei 100hs. La Polzonetti si ritrova nella più veloce, la prima, è arriva quarta in 12.93: alla fine rimane fuori per 4/100 e nella terza la Kambundji passa con un tempo superiore. Ci sono poi le semifinali dei 100 e dei 400 maschili. Nella prima dei 100 c'è uno che stravince: esulto pensando sia Ali, invece è Glave (i britannici sono a volte in bianco, a volte in blu, lo stesso Galve cambierà maglia tra semifinale e finale). Nella prima dei 400, Hudson-Smith sembra controllare con grande facilità, anche se nel finale rallenta e arriva secondo, nella seconda Scotti parte forte e arriva sul rettilineo nettamente in testa, a poi cede e viene rimontato: è comunque terzo, ma non basta per il ripescaggio.



C'è però un altro concorso in cui abbiamo ancora speranze, anche se meno che alla vigilia: il lungo maschile. Avevo preso un posto verso la metà del rettilineo opposto pensando a questa gara e non sapendo in che direzione sarebbe stata la pedana: vedo bene rincorsa e stacco, meno l'atterraggio, non riesco a farmi un'idea della distanza. Non solo la prospettiva sulla barra metrica me li fa sembrare tutti lunghissimi (l'8,27 iniziale di Tentoglu sembrerebbe molto sopra i 9 metri), ma fatico a capire quali sono i più lunghi.. Si parte subito con Tentoglu 8,27. Saraboyukov 8,10, mentre Inzoli fa 7,80 staccando in anticipo, con vento -2 e sbilanciandosi verso destra (cosa che tende a fare spesso), lasciando quindi intendere di avere un grande potenziale. Al secondo turno Ehammer si porta in testa con 8,29 (a me il salto sembrava lungo, ma non quanto quello di Tentoglu), mentre Inzoli si migliora con 8,04, ma me lo perdo. Dopo i primi 3 salti rimangono in 7, in quanto l'ottavo si è ritirato: al quarto Tentoglu spara 8,44 per la gioia dei miei vicini. Al quinto nessuno si migliora: il salto di Inzoli sembrava buono, ma era nullo. Vedo il sesto salto di Baldé e non mi sembra eccezionale, quindi passo a seguire i 100hs e non seguo la misurazione: solo quando il serbo Boskovic si migliora a 8,08 mi accorgo che Baldé si era portato al terzo posto con 8,18. Adesso il lungo è l'unica gare in corso, tra le finali dei 100hs e dei 100. Il bulgaro si riprende il bronzo con 8,26. Ehammer fa nullo, Tentoglu, ormai oro, rinuncia.




Come detto, c'era stata anche la finale dei 100hs. Rimangono tutte molto vicine, la mia sensazione è che abbia vinto la Visser, ma ci metteranno un bel po' prima di annunciare le prime 4 posizioni: alla fine confermano la vittoria dell'olandese.


All'uscita decido di prendermi una crépe, e nell'attesa riesco a vedere la premiazione della Battocletti. Naturalmente canto l'inno, anche se sono da solo. Stavolta la coda per la navetta prende tutta la serpentina e anche oltre, ma si smaltisce abbastanza rapidamente. E domani altre due possibilità di medaglia con Folorunso e Fantini, e parte anche il mio amato decathlon.