Quarto arrivo consecutivo a Roma per il Giro d'Italia e per la quarta volta ci sono. E dire che, anche senza considerare la mia infanzia, dai miei 14 anni a quando mi sono trasferito a Roma il Giro sarà arrivato a Milano almeno 10 volte e non avevo mai preso in considerazione l'idea di andarlo a vedere. La mia idea era di scendere dalla metro a Circo Massimo e trovarmi sul percorso, ma avevo fatto i conti senza i trasporti di Roma, che riprendono la vecchia abitudine di chiudere proprio dove servirebbero di più. La metro infatti non ferma a Circo Massimo, senza nessun avviso. Penso "vabbe', scenderò a Colosseo, la corsa passa anche da lì", invece non ferma neanche a Colosseo. Sentendo le mie imprecazioni, qualcuno mi fa notare che c'era un avviso a video, ma riguardava solo Colosseo (e comunque quando c'erano delle fermate in centro chiuse per lavori, alla fermata prima c'era un avviso a voce).
Scendo così a Cavour, con l'idea di tornare indietro fino a Piramide. Una volta fuori, visto che per prendere la metro nell'altro senso dovevo comunque uscire, intravedo le tribune e decido di arrivare a piedi ai Fori Imperiali. Poco prima di arrivare, intravedo un passaggio della corsa. Su via dei Fori Imperiali ci sono delle tribune completamente vuote (in stile Doha), di cui non si capisce la funzione, non essendoci il traguardo. C'è gente a bordo pista, ma ci sono anche molti spazi liberi. Vado in direzione Colosseo, cercando uno spazio dove si veda un tratto abbastanza lungo: mi fermo in un punto in discesa, mentre vedo arrivare le prime staffette, Ci vuole comunque sempre un po' prima che arrivino i corridori e quando arriva il momento, non li vedo bene perché sono impegnato a fotografare (o si vive o si filma!): gruppo compatto (mi sembra), ma allungato.
Leggo che c'è appena stato il traguardo volante, il che vuol dire che siamo al terzo giro: mancano quindi cinque passaggi, L'idea è di avvicinarsi pian piano al Circo Massimo, e quindi al traguardo, anche se non spero di vederlo, ci sarà troppa folla (e non so neanche bene dov'è). Nell'altura sopra il Colosseo ci sono lunghi tratti senza spettatori: vedo il quarto passaggio poco prima della discesa: si sente lo stridore dei freni. Penso che vedrò il successivo già in zona Circo Massimo, invece incontro un tratto in salita (per i corridori, per me era in discesa) dove non solo non ci sono spettatori, ma neanche transenne e decido di fermarmi lì. Posso quindi vedere i corridori un po' più a lungo, essendo in salita dopo i due fuggitivi (che c'erano anche al passaggio prima) distinguo un po' meglio il gruppo: vedo la maglia ciclamino, verso la testa, e la maglia rosa, più indietro.
Arrivo in zona Circo Massimo per il terzultimo passaggio (e l'annuncio dall'auto di testa mi conferma che il conteggio era giusto): sono in un punto in cui si vedono due tratti, quello all'ingresso di via di Caracalla e quello all'uscita, un paio di chilometri dopo, ma dal primo sono già passati. Li vedo quindi solo in uscita: stavolta i battistrada sono quattro con un piccolo vantaggio, mentre uno solo è attardato, o almeno così mi sembra. Si sente la velocità delle auto al seguito, dato il percorso tortuoso (e anche perché di solito in queste via non si va così veloci): da questo, indirettamente, ci si rende conto di quando vanno forte i corridori.
Mi addentro su via di Caracalla, pensando poi di attraversare (e mi avvicino anche alla casina dove, esattamente 24 anni fa, mi sono sposato). All'angolo c'è un gruppo con bandiere uruguaiane, che saranno quelle che hi visto di più: ne ho visto anche bulgare, cilene, estoni, norvegesi e solo dopo l'arrivo una danese. Al passaggio dall'altro lato della strada, il gruppo è molto sgranato: ci sono prima due corridori, a qualche metro altri tre e qualche metro dopo il primo troncone. Al passaggio davanti a me sono in testa in tre, con qualche secondo di vantaggio su un gruppo ormai ristretto con la maglia ciclamino, la maglia rosa è in un altro gruppo, più indietro.
Attraverso una carreggiata, ma poi mi rendo conto che non arriverò mai in zona traguardo e comunque dall'altro lato vedrei peggio, troppa folla, quindi torno indietro. Mi imbatto nel pullman della Bahrein (intesa come squadra), che ha uno schermo: guardo lì il resto del penultimo giro. Neanche quando passano davanti al traguardo capisco dov'è, ma subito dopo li rivedo dal vivo, quindi capisco che è poco prima dell'ingresso nel mio campo visivo. Non faccio in tempo a vedere il passaggio dall'altro lato della strada: li rivedo quando mi passano davanti: ci sono sempre i tre in testa e dietro il gruppo è un po' più compatto.
Dopo il passaggio, torno davanti allo schermo della Bahrein, dove si è formato un capannello: per un po' il vantaggio dei tre rimane costante, ma a 3 km dalla fine vengono ripresi. Si arriva in volata, vinta nettamente da Milan (lo riconoscono i miei vicini, non io). La metro è ancora chiusa, mi tocca andare a Piramide: di passaggio incontro alcuni corridori che sfilano dopo l'arrivo. Comincia giugno, mese del Golden Gala.














