Torno a vedere la nazionale a 5 anni da quell'Europeo, che ormai sembra quasi impossibile che sia successo davvero. Nel 1982 ero andato a vedere la prima partita dopo i mondiali: era un 2-2 con la Cecoslovacchia, ma all'epoca ovviamente "dopo i Mondiali" aveva tutto un altro significato, adesso lo possiamo dire solo in senso cronologico.
Stavolta scelgo di andare coi mezzi: sulla metro non si vede tantissima gente, la maggior parte non va allo stadio e lo stesso vale per il pullman, che non è affollatissimo. La folla si comincia a vedere al prefiltraggio, dove c'è una coda che si vede raramente. Si vedono diverse maglie della nazionale, molte senza nome e quelle che hanno un giocatore sono quasi tutte di giocatori del passato, vista la situazione attuale: ne vedo, tra le altre, di Toni e di Cannavaro. Si vedono anche tanti bambini, molti più di quanti non ce ne siano normalmente in una partita.
Nel prefiltraggio la coda dura una decina di minuti, controllano già lì i biglietti, assieme al documento: ce n'è poi molta meno ai tornelli. Arrivo dentro lo stadio poco dopo le 20:00, il fischio d'inizio è alle 20:45: ho quindi tutto il tempo di prendermi da mangiare, non c'è coda ai chioschi. Il problema poi diventa prendere posto con le mani impegnate, in quanto, anche volendo mangiare prima, non avrei saputo dove appoggiarmi. Sono in tribuna Tevere, in quello che è più o meno il mio solito posto, da Lazio-Inter agli Europei di atletica. La mia fila è già tutta occupata. Vedo che già la tribuna Tevere è un po' più occupata; poi si riempiranno anche le curve, un po' meno la tribuna Monte Mario. Alla fine dichiareranno 47.000 spettatori. C'è un piccolo settore belga dal lato opposto al mio, tutto pieno, mentre un settore, i distinti dal mio lato, è occupato da ragazzini.
E' in corso il riscaldamento: dal mio lato c'è l'Italia, ma non riconosco nessuno. Sullo schermo mostrano un ricordo di Baresi: mi sembra strano lui e non Mazzola, ma per quest'ultimo ci sarà il minuto di raccoglimento. Annunciano le formazioni: i belgi sono tutte fischiati, anche gli sconosciuti, anche dei ragazzini. Se sono queste le nuove leve... Il più fischiato sarà Lukaku, che parte dalla panchina.
Suonano gli inni nazionali: ci sono fischi a quello belga e ho l'impressione che la maggior parte arrivi dal settore dei bambini, anche se potrebbe essere un'impressione, essendo il più vicino a me. Si sente invece cantare forte l'inno italiano, ma non so se fossero solo gli spettatori o anche la voce registrata.
Si parte: nel primo tempo: dal mio lato attacca il Belgio e all'inizio la palla ce l'hanno sempre loro. Dopo 6 minuti c'è un'occasione di De Ketelaere. Io ero proprio in linea, e ho impressione che fosse fuorigioco, ma non viene chiamato. Invece danno il fuorigioco in un'occasione di Esposito subito dopo, dove non sono in grado di valutare se ci fosse o no. Proprio quando sembrava che l'Italia si stesse facendo avanti, invece c'è il gol del Belgio: palla persa a metà campo, l'attaccante belga (che scoprirò poi essere Godts) fa sedere un difensore, mentre altri due non lo attaccano, e segna da centro area. Per il resto del primo tempo, l'Italia è inesistente: non è mai pericolosa in attacco, ma riesce lo stesso a farsi trovare sbilanciata in difesa. Donnarumma fa due o tre miracoli, soprattutto su due tiri avvicinati, poi un gol se lo mangiano anche loro. Il primo tempo finisce: siamo fortunati a perdere solo 1-0. L'Italia esce tra i fischi.
Nell'intervallo mi allontano solo per andare in bagno. Il secondo tempo comincia che neanche me ne accorgo, perché ero impegnato a postare. Si parte comunque in modo molto diverso dal primo tempo: l'Italia attacca, c'è prima un'occasione di Kean, col portiere che respinge con la caviglia, poi Esposito tira sul portiere. Sono fiducioso che pareggeremo, invece verso il 20' un belga (che scoprirò chiamarsi Lukebakio) va in contropiede e sembra che abbia perso l'attimo perché la difesa recupera, invece si libera di due avversari e tira da bordo area, esattamente nell'angolino. Per un attimo spero che non sia gol, visto che dall'altro lato non si vede benissimo, invece lo è: siamo 2-0.
Ormai chiaramente non c'è più speranza di recuperare: l'Italia non è l'Inter, che sullo 0-2 si sveglia. Spero soltanto che riusciremo almeno a fare il 2-1. Invece abbiamo ancora qualche occasione, soprattutto c'è una mischia in cui la palla balla vicino alla porta, ma non entra: scoprirò dopo che abbiamo fallito proprio da due passi. Finisce 2-0 e usciamo tra i fischi ancora più forti di prima. C'è anche qualche accenno di rissa. Alcuni spettatori avevano già cominciato a uscire prima della fine.
All'uscita rimango 20 minuti ad aspettare il pullman: alla fine arriva e naturalmente si sta stretti che non ci si riesce a muovere. Sta comunque peggio di noi chi cerca di entrare alle fermate successive: pochissimi ci riescono, in tante fermate le porte non si aprono nemmeno. Si avanza molto lentamente, tanto che a un certo punto io, ma anche tanti altri, ci chiediamo quanto manca e se non conviene scendere e andare avanti a piedi. A un certo punto decido di scendere alla prossima fermata, solo che la prossima fermata non arriva più. Scendo, che manca 1,6 km. Me la faccio a piedi e per solo dopo un chilometro il pullman mi supererà.
Il prossimo appuntamento all'Olimpico è Lazio-Monza: almeno non ci sarà folla.










