martedì 22 giugno 2021

Europei di calcio: Italia - Galles (20-06-2021)

La partita inizia alle 18, ma il biglietto prescrive di entrare tra le 15 e al 15,30.  Sulla metro non incontro nessuno che vada allo stadio e anche la navetta è quasi vuota: siamo 4, tutti italiani. Arrivo pochi minuti prima delle 15: l'ingresso è ancora sbarrato, ci sono un centinaio di tifosi in attesa, quasi tutti in maglia azzurra. Di conseguenza, quando aprono c'è un po' di fila: raccomandano il distanziamento. Ci sono ancora le due barriere: nella prima controllano solo il biglietto, nella seconda anche documento e pass vaccinale. Alla seconda ci sono di nuovo le due perquisizioni, a nemmeno 5 metri di distanza. Andando verso i cancelli, non c'è quasi nessuno: ai tornelli non c'è coda. subito dopo, terza perquisizione. Faccio tappa al bar, dove invitano continuamente a stare distanziati, anche persone che sono venute insieme, 

Sono dentro prima delle 16. Da quanto tempo non andavo a una partita, o un evento sportivo in generale, con cosi tanto anticipo? Credo più di 40 anni: ricordo un derby della mia infanzia, in cui eravamo arrivati di mattina. Capitava quando i posti non erano numerati, a parte la tribuna centrale. Non però per Italia-Spagna dell'Europeo 1980: allora eravamo arrivati all'ultimo momento. Non c'è l'emozione dell'altra volta: la partita sembra lontana, comincerò ad entrare in clima circa 40 minuti prima.

Sono solo 4 file più avanti dell'altra volta, ma mi sembra di vedere molto meglio, soprattutto durante il riscaldamento e il cerimoniale pre-partita. Non credo che 4 file influiscano così tanto, probabilmente dipende più dalla maggiore luce. I due posti alla mia sinistra rimangono vuoti (non contando quelli che dovevano rimanerlo comunque): si rafforza l'impressione che non si sia arrivato al 25% di posti occupati, anche perché una parte della tribuna Tevere e i distinti fra questa e la curva nord saranno quasi completamente vuoti. Si fatica a trovare tifosi gallesi: ce ne sono due nella fila davanti la mia e dall'altro lato ci sono tre mini "settori ospiti", con 20-30 tifosi ciascuno, circondati dagli steward.








L'intrattenimento comincia verso le 16,30 con un DJ, ma si sente poco. Verso le 17 comincia il riscaldamento: entrano prima 3-4 gallesi, accolti dai fischi, poi gli italiani, poi gli altri gallesi. Alle 17,20 danno la formazione dell'Italia, ma assurdamente  in ordine di numero (e senza neanche mostrare dopo la disposizione in campo, come si vede spesso in TV). Nel 1968 Anastasi aveva il numero 2, ma non penso proprio che l'avessero annunciato subito dopo Zoff. Bernardeschi viene fischiato. Quella del Galles l'annunceranno una ventina di minuti dopo. Si arriva agli inni, con i sottotitoli: di quello gallese non si capisce niente, essendo... in gallese: alcune parole sembrano scritte da un gatto saltato sulla tastiera. Si sente comunque qualcuno cantarlo. L'inno italiano si sentirà fortissimo, forse anche più di mercoledì. Prima del fischio d'inizio, qualcuno si inginocchia, ma dalla mia posizione non si distingue chi lo fa e chi no: leggerò poi che erano 5 italiani e tutti i gallesi.

Nel primo tempo l'Italia attacca nella metà campo più vicina a me e la palla rimarrà quasi sempre lì, anche se il primo calcio d'angolo sarà dal Galles. Rispetto all'altra volta ci sono alcuni giocatori meno noti, che faccio fatica a distinguere. Farò fatica a distinguere soprattutto Verratti e Jorginho, con numeri e corporatura simili, finché a un certo punto, nel secondo tempo, mi ricorderò di non avere più il problema perché Jorginho è uscito. Tanto possesso di palla, ma pochi tiri: la squadra sembra risentire dei molti cambi. Poi c'è una punizione sulla trequarti, dal vivo non si capisce se qualcuno la tocca o no (due erano andati vicini), ma la palla entra. Dal replay si vedrà che la deviazione è stata di Pessina.




Il primo tempo finisce 1-0. Nel secondo tempo l'Italia continua ad attaccare: c'è una punizione con una preparazione lunghissima, la palla sembra colpire il sostegno della porta, ma dal replay scoprirò che ha colpito il palo. Poco dopo un gallese (che scoprirò essere Ramsey) arriva solo davanti a Donnarumma, ma perde l'attimo, il che mi ricorda che siamo pur sempre 1-0. Il Galles rimane poi in 10 per un fallo che dalla mia posizione non sembrava gravissimo. A un certo punto mostrano la statistica sulle conclusioni 14-2 per noi, ma il Galles avrà un'altra occasione. Finisce col cambio del portiere all'ultimo minuto, con Donnarumma che esce tra i fischi.

Nel mio settore cantano "Un'estate italiana", anche gente che nel 1990 non era ancora nata, sperando stavolta di non incontrare il Caniggia di turno. Si esce anche stavolta senza restrizioni. Andando verso la metro Ottaviano passo davanti a Casa Azzurri: penso di entrare, ma vedo che c'è coda e bisogna registrarsi, quindi lascio perdere.

Due partite, due vittorie. Mi dispiace sia finita qui: a Roma si disputa ancora un quarto di finale (comunque senza l'Italia),, ma non avevo nemmeno provato a prendere il biglietto, pensando avrei potuto essere in vacanza.

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