sabato 6 giugno 2026

Golden Gala (04-06-2026)

 Vado coi mezzi e una volta tanto ho una bella sorpresa: hanno ripristinato il tram. Arrivo presto, tanto che spero addirittura di vedere il programma dall'inizio, tanto più che non c'è coda né al prefiltraggio, né ai tornelli. Non mi perquisiscono neanche, controllano solo gli zaini e io non l'ho portato. Entro che il programma è appena cominciato: siamo al primo turno del giavellotto maschile e ci sono stati 2-3 salti nell'asta femminile.

Il mio posto è in tribuna Tevere, lato sud, ossia all'inizio del rettilineo opposto all'arrivo. Nel mio settore c'è un gruppo di ragazzini dell'Atletica Arezzo. Il mio posto è occupato: mi siedo due posti prima, ma quando arriveranno i legittimi occupanti il mio si sarà liberato. Per l'inizio della diretta TV sarà abbastanza piena la tribuna Tevere nel tratto fra i due ingressi (quello ad altezza suolo e quello più alto), la metà inferiore delle due curve (più la Nord della Sud) e i due lati della tribuna Monte Mario. Quasi deserti, invece, i distinti e il centro della Monte Mario. Vale però sempre il discorso che è uno degli stadi più grandi della Diamond League: le persone presenti sarebbero probabilmente sufficienti a riempire il Bislett di Oslo (ma anche il Ricolfi di Firenze).



Sono in ottima posizione per il giavellotto: vedo bene la spallata. Penso quindi che vedrò molto bene anche l'alto. Ho un po' il sole in faccia, non avendo portato né cappellino né occhiali per stare leggero, ma dura una ventina di minuti. Sentirò molto di più la mancanza di un'altra delle cose che non ho portato per stare leggero: la power bank. Arrivo che è il turno del giavellottista cingalese Pathirage, festeggiato da un gruppo di connazionali nel settore davanti al mio. Al primo lancio è già in testa, al secondo va molto oltre la fettuccia degli 85 metri: 92,62, ottava prestazione di sempre! Frattini rimane sotto i 75, ultimo. Intanto nell'asta la Molinarolo supera i 4,30 alla terza, e dà l'impressione di non poter fare di più. Invece supera anche i 4,45, sempre alla terza (e io me la perdo), mentre escono le due neozelandesi. In 5 superano i 4,60, in 4 i 4,70 (esce la Noon), i 3 i 4,80: Cadbury e Kennedy al primo, Moser al secondo. La britannica passa i 4,85, che le altre due falliscono, e una volta vinto, non proseguirà. Gara finita presto: presumibilmente si volevano evitare interferenze col peso, anche se le pedane erano vicine, ma non si sovrapponevano.



Alla fine del giavellotto mi prendo da mangiare: non c'è molto, tanti chioschi sono chiusi. Ce n'è uno di hamburger, ma c'è coda, ripiego su un hot dog. Nel frattempo è cominciato il triplo maschile: la buca è dal lato opposto al mio, quindi non si capisce molto della misura anche se si vede la barra metrica: si riesce solo a farsi una vaga idea, soprattutto da quanto arriva vicino alla buca con lo step.. Il primo salto di Hibbert sembra lungo, ma è solo 16,88, il secondo di Diaz (dopo un nullo) sembra più lungo, anche dalla reazione del pubblico in zona atterraggio, ma non pensavo di così tanto: 17,58. Dalla reazione sua e del pubblico il quinto sembra ancora meglio, ma in realtà lo è solo di un centimetro. Vince comunque nettamente, davanti al giamaicano Scott che fa 17,33 all'ultimo.




In pista, dopo alcune gare master e paralimpiche, è il momento della finale del Palio dei Comuni. Lo speaker annuncia corsie e pettorali completamente sballati, ma almeno i finalisti sono quelli. Verso la metà Perugia prende il largo e vince. Lo speaker annuncia la presenza della mascotte degli Europei di Rieti e di quella del Golden Gala, ma le vedrò solo durante la premiazione. La prima gara ufficiale sono i 400 donne, e sembra di tornare indietro di qualche anno, con le italiane che rimangono attardate da subito: la Folorunso sembra andare meglio, ma nel finale la Muraro la supera. Vince la Zapletalova col mondiale stagionale. Va meglio negli 800, con Pernici che rimane in gruppo e nel finale guadagna posizioni, fino alla terza. Vedendo il tempo del primo, 1:43.66, si capisce che neanche stavolta è arrivato il record, ma è comunque 1:43.97.


Cominciano i due concorsi che ci daranno più soddisfazioni: alto e peso maschili. Per il primo sono davvero in ottima posizione, quasi esattamente all'altezza dei ritti. Si parte da 2,12, che Sioli e altri due passano e gli altri superano tutti al primo, poi i 2,16, che Harrison e un altro superano solo al terzo. A 2,20 esce Harrison, a 2,23 rimangono in 3: Sioli, il messicano Portillo e il giamaicano Beckford. A 2,26 Sioli sbaglia completamente il primo tentativo, ma al secondo li supera nettamente. Quando Portillo sbaglia il terzo e lo abbraccia, capisco che ha vinto: anche Beckford è uscito, pensavo avesse conservato un tentativo. Supera ancora i 2,28 al secondo, dopo aver fallito di pochissimo il primo, poi manca i 2,31, al terzo di poco.



Il peso è completamente dalla parte opposta, quindi capisco poco le misure: mi sembrano tutti più vicini alla fettuccia dei 22 metri di quanto non siano. Al terzo Fabbri la supera davvero con 22,14, e rimarrà l'unico, ma me lo perdo. Vedo invece il suo lancio successivo a 21,79. Vince davanti a Kovacs e Crouser. Tre vittorie italiane: sembra quasi normale, e dire che per arrivare a tre vittorie in tutta la Diamond League ci abbiamo messo più di un decennio.


C'è un altro concorso che avrebbe dovuto essere il clou, invece dopo il forfait di Furlani desta scarso interesse. L'italiano Chillà arriva ultimo, all'inizio sembra una lotta tra Tentoglou e il bulgaro di cui evito di scrivere il nome, ma al terzo si porta in testa lo junior cubano Hodelin con 8,18. Tentoglou farà 8,20 al quinto e 8,24 al sesto, ma il bulgaro lo supererà ancora con 8,26. Il salto finale, svoltosi prima dell'ultima gara su pista, sarà un po' più seguito.

Intanto su pista, dopo il 100hs con le italiane prevedibilmente ultime, ma che se la cavano (Carmassi 12.90, Succo 13,19), c'è una delle gare clou: i 5000 donne. La Battocletti è una degli italiani più applauditi, seconda solo a Jacobs. La gara parte relativamente tattica, con le atlete che non seguono le lepri e il tracciato luminoso del record italiano che si allontana. Battocletti tra le prime fino al terzo chilometro, poi perde terreno, fino a finire nel penultimo gruppo. Mi chiedo se finirà la gara, invece negli ultimi due giri recupera un po', per chiudere in 14'40", che sono pur sempre quattro secondi meno della seconda miglior prestazione italiana. Lo speaker ci informa che le prime sette sono tutte etiopi ed è molto difficile distinguerle, con le maglie tutte uguali.



Seguono i 110hs, unica gara senza italiani, con Cunningham sotto i 13", 400 donne con 4 sotto i 50", 200 donne con la Alfred sotto i 22" e 1500 donne tattici, vinti in 3'58", con Cavalli che rimane in gruppo e chiude in 4'01", mentre Sabatini arriva staccata in 4'07". Si arriva così al gran finale dei 100 maschili. Si spengono le luci e gli atleti vengono fatti entrare nello stadio uno alla volta, come nella finale di un campionato. Boato per Jacobs, ma anche Lyles è molto applaudito. Si parte: l'italiano rimane in gruppo, verso la metà sembra perdere qualcosa, ma poi recuperà. Nel finale Lyles prende il largo ed è l'unica posizione che si distingue chiaramente. Vedendo il suo tempo, 9.88, si capisce che anche Jacobs ha fatto bene e infatti è 9.99: torna sotto i 10" dopo Parigi.





Uscendo, il pubblico sembra davvero numeroso. Perdo di poco il tram e non ce n'è un altro: mi tocca prendere un pullman e poi il bus sostitutivo della metro. Lezioni per il prossimo anno: 1) se è ancora a quest'ora, vado in macchina, 2) mi porto lo zaino, 3) magari vado in zona partenze per vedere bene il peso (ma dipende anche da chi c'è nell'alto)

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