Come sempre per gli eventi in zona Foro Italico, c'è il problema di scegliere come arrivarci, sapendo che, qualunque sia la scelta, molto probabilmente me ne pentirò. Oggi non ha fatto eccezione. Scelgo di andare in macchina: arrivo abbastanza rapidamente, ma la strada per i parcheggi dell'Olimpico è sbarrata e anche dall'altro lato non si trova parcheggio. Comincio a pensare che non tanto il traffico, quanto le schieramento di forze di polizia locale sia un po' esagerato solo per il Sette Colli, e infatti passando davanti all'Olimpico vedo che c'è gente che entra. Dopo aver trovato parcheggio (non proprio regolare) 20 minuti dopo controllerò che c'è un concerto di Tiziano Ferro e quindi persone vere, di cuore o corrotte si stanno dirigendo verso la stadio. Io invece vedo verso la piscina maledicendomi da solo per non aver controllato, anche se non so cos'avrei fatto se l'avessi saputo: sarei andato coi mezzi? Sarei partito prima? Non sarei venuto per niente?
Entro alle 19, l'ora d'inizio delle finali A. Sta giusto partendo una gara, ma è ancora una finale B, i 100 rana uomini: c'è anche un big come Kamminga, che non arriva nemmeno tra i primi. La tribuna Tevere è abbastanza piena, soprattutto di ragazzini, ma altri posti sono tenuti occupati. Trovo un posto abbastanza in basso, in zona arrivi. Anche la Monte Mario si riempirà quasi del tutto. Sotto il sole, il caldo è notevole, c'è anche la fila per l'acqua alla fontana: la Monte Mario è in ombra, forse valeva i 10 euro in più del biglietto. Il problema comunque è solo per la prima mezz'ora, poi il sole scomparirà dietro Monte Mario.
La prima finale A sono i 100 farfalla femminili, con Gretchen Walsh nettamente in testa già ai 25, che vince di due secondi e mezzo dando l'impressione di passeggiare. Sul tabellone, i risultati sono in sovrimpressione sulle immagini delle gare, col risultato di far vedere male sia gli uni che le altre: solo nell'ultima gara toglieranno le immagini. Seguono i 200 farfalla maschili, con Burdisso che parte in testa e tiene fino alla fine. Le gare sono a ciclo continuo, quasi come batterie: i concorrenti vengono annunciati e prendono posto quando quelli della gara prima non sono ancora usciti dall'acqua. Le gare successive, quelle dei 100 dorso, sono quelle di livello più basso: quella femminile è quasi una gara nazionale, l'unica straniera è un'irlandese, e si vince con tempi decisamente sopra il minuto (o 60 secondi, come dice lo speaker), in quella maschile, senza Ceccon, Christou è l'unico nuotatore top, e infatti vince di oltre un secondo.
Durante la gara dei 400 misti donne, dominate da un'altra Walsh (Alexandra), annunciano che dopo ci saranno le prime premiazione. Scelgo così di andare al bar e in bagno, ma al ritorno trovo i 400 misti maschili già alla frazione a rana: capisco quindi che avevo frainteso, le premiazioni erano dopo questa gara. Trovo in testa Razzetti, che tiene fino alla fine e vince con un tempo abbastanza modesto (4:13.37). Nelle premiazione fanno passerella i campioni italiani del passato (solo maschi): adesso Magnini, poi Battistelli (che ci ricorda di un'epoca lontana in cui una medaglia italiana alle Olimpiadi erano un evento eccezionale), Rosolino e ancora Magnini.
Si arriva alla gare clou: i 100sl, dove si disputano di fila finali B e finali A. Tra le donne ci sono Walsh, la campionessa mondiale Steenbergen, Haughey e Curtis. La Steenbergen vince così nettamente che penso che le altre non abbiano fatto un gran risultato: invece è lei che fa 51.68, che apprendo dallo speaker essere record mondiale (il tabellone riporta solo il record del meeting e il record italiano. Ho visto un record mondiale in un meeting, che, si sa, nel nuoto non succede spesso: ricordo invece i Mondiali 2009, quando i record erano così frequenti che il cerimoniale che facevano ogni volta era diventato ridicolo. Tornando alla gara, seguono Haughey, Curtis e Walsh. Avevo fatto in tempo a guardare sul tabellone solo il tempo di quest'ultima, e da questo mi ero accorto che anche il tempo della Curtis era eccezionale: infatti è 52.69, record italiano di 3/10! Abituato all'atletica, mi sembra strano vedere gare di livello così diverso nello stesso meeting, ma poi penso che anche in Diamond League ci sono le gare extra.
Nella gara maschile, in finale B c'è una possibile staffetta italiana: Ceccon, Miressi, Zazzeri e Deplano; vince il primo in 48.52. Nella finale A c'è Popovici, che vince in 47.26, ma anche tre italiani, di cui il migliore è D'Ambrosio, quinto in 48.18. I 100sl, prima femminili, poi maschili, ci sono anche in versione paralimpica: gareggiano insieme atleti con disabilità molto diverse: i risultati vengono poi compensati in una classifica a punti, ma in entrambi le gare vincerà l'atleta arrivato primo in vasca. Nella maggior parte dei casi, le disabilità non si notano da lontano: nella seconda gara mi accorgerò che i nuotatori con disabilità visiva si distinguono per l'assistente che li tocca quando si avvicina il bordo vasca.
Segue l'unica gara sui 50, i 50 rana femminili: nella presentazione delle concorrenti, ci metterò un po' a rendermi conto che sono dall'altro lato. Benny Pilato è la più applaudita della giornata (pubblico comunque più freddo che in precedenti edizioni): vince in un 30.00 per lei di ordinaria amministrazione, ma lo speaker ci informa che è pur sempre il terzo tempo dell'anno. Nei 100 maschili, Martinenghi parte piano, ma poi rimonta fino al terzo posto in 59.79, a 30/100 dal russo Kozhakin. Più indietro Viberti e Cerasuolo, sopra il minuto.
Mentre parte un altro giro di premiazioni, le tribune si svuotano, tanto che controllo che il programma non sia finito. Rimangono effettivamente gli 800, prima femminili, poi maschili. La prima gara è un assolo della Quadarella, senza avversarie di livello: quasi tre secondi a 200, quattro e mezzo ai 400, oltre 9 all'arrivo. Nella gara maschile c'è il campione olimpico Wiffen, per cui immagino di assistere a qualcosa di simile. C'è uno che prende un po' il largo, anche se non come la Quadarella, ma ai 200 mi accorgo che si tratta del brasiliano Costa. Ricordo bene da Parigi che Wiffen è uno specialista della seconda parte, e infatti rimonta, ma rimonta ancora di più il greco Kakoulakis, che prende la testa ai 550. Si chiude con quattro in poco più di un secondo: Kakoulakis, Costa, Wiffen e Bertoni, che a una vasca dalla fine era secondo.
Rimangono delle premiazioni, tra cui quella della Pilato, ma io vado, come del resto quasi tutti: non voglio fare troppo tardi e non sono nemmeno sicuro di ricordare dove ho lasciato la macchina (poi la troverò quasi subito).










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