lunedì 20 settembre 2021

Gran Premio di San Marino a Misano (19-09-2021)

 In albergo avevo visto la pubblicità di una "navetta" per il circuito. Decido quindi di non prendere la macchina e usare quella. Arrivo al ritrovo verso le 8.45: c'è un po' di coda, vedo che va avanti, ma non ho visto avvicinarsi pullman. Scopro così che le "navette" sono in realtà auto di tassisti e posteggiatori. Essendo solo, scavalco anche un po' di persone ed entro in una con un posto libero. Arrivato, mi preoccupa il ritorno: che coda ci sarà? Vedendo poi il parcheggio, scopro anche che arrivare in macchina non sarebbe stato poi così tremendo.








Avvicinandosi ai cancelli si entra nella "marea gialla": più della metà dei presenti, me compreso, hanno magliette di Valentino Rossi. Molti hanno anche il cappellino: io ne ho portato uno, ma mi vergogno a metterlo perché non è in tema (è del Super Bowl): rimedierò acquistandone uno della Motogp. L'ingresso è abbastanza rapido, e anche i controlli: ho uno zaino pienissimo, ma lo tastano soltanto, non me lo fanno aprire.

Arrivo al mio posto verso le 9.50: è in corso il warm-up della Motogp. Si occupa un posto su due, in tutte le file: i post sono stati rinumerati, solo i posti occupabili hanno il numero. Dalla mia tribuna si vedono due tratti di pista: all'inizio penso che venga prima quella più vicina a me, poi, durante la gara, scoprirò che è il contrario. Due cose mi colpiscono: il rombo, veramente assordante (non me lo ricordavo così al Sachsenring, ma ero anche più lontano) e le oscillazioni sugli ammortizzatori quando le moto toccano il cordolo.

Finito il warm-up, vado a dare un'occhiata agli stand: vendono materiale di buona parte dei piloti della Motogp, ma non di Bagnaia. Incontro un fotografo, che mi parla di come questo pubblico al 50% rappresenti un graduale ritorno alla normalità. Quando gli dico che finora ero stato solo al Sachsenring, mi risponde che lui lì c'è stato 10 volte.  Incontro anche un gruppo di tifosi di Garbagnate Milanese, di un n. 14 che non conoscevo: scopro che si tratta di Tony Arbolino della Moto2, che arriverà 15°.

Torno in tribuna per la Moto3: arrivo che stanno cominciando a presentare i piloti, che conosco molto poco: di solito non seguo le altre classi. Si parte: si comincia a sentire il rumore quasi subito, per cui uno si aspetta di vedere i piloti subito dopo, invece passa un po'. Per alcuni giri sono quasi tutti assieme, si stacca solo un indonesiano in fondo, poi Fenati fa il vuoto davanti e alle sue spalle si forma un gruppo di 6. Sto cominciando a lamentarmi che davanti a me non succede niente: nelle curve all'inizio e alla fine raramente ci sono attacchi, in quatto gare vedrò giusto un paio di sorpassi. a quel punto, però, vedo Fenati e la sua moto rotolare sulla ghiaia (la caduta non l'ho vista, era subito prima). Attimo di terrore, poi si vede che si rialza senza problemi. I sei si ritrovano quindi in testa, uno si stacca, gli altri continuano a battagliare fino alla fine. Si chiude con una tripletta italiana: Foggia-Antonelli- Migno.




Finita la gara, mi prendo da mangiare, in modo da non dover scendere dalla tribuna prima della Motogp. Solo che ricordo male l'ora d'inizio della Moto2: non era alle 12.30, ma alle 12.20. Così arrivo che è già cominciato il giro di ricognizione e mi perdo le presentazioni. La gara della Moto2 ha meno colpi di scena rispetto alla Moto3: non cade nessun pilota di alta classica, parte in testa il britannico Lowes, che cederà poi il posto prima a Canet, poi a Fernandez, entrambi spagnoli e chiuderà quarto. Il leader della classifica Gardner chiude secondo, in rimonta. Vince Fernandez, che lo speaker chiamerà spesso Ràul, come Casadei (invece di Raùl).

In attesa della Motogp, non lascio la tribuna, quindi vedo anche la premiazione della Moto2. Verso le 13.30 si comincia coi fumogeni: si fa fatica a respirare. Lo speaker presenta i piloti partendo dal fondo, in modo da avere Valentino Rossi per secondo. La folla urla il suo nome, poi si risale fio al primo: Marc Marquez viene pesantemente fischiati, tutti gli altri vengono applauditi, anche Quartararo, ma Bagnaia di più. Una soprano canta prima l'inno di San Marino, che credo di sentire per la prima volta, poi quello italiano.

Si parte, e Rossi e Dovizioso rimangono in fondo al gruppo. Dopo un po' compare Martin dietro di loro: si vedrà poi in un replay che era caduto. Nel corso della gara Rossi recupera qualcosa, tanto che a un certo punto sembra poter arrivare alla zona punti, invece chiude 17° (su 21): Dovizioso invece rimane ultimo. In testa, Bagnaia fa sempre più il vuoto, davanti prima a Miller, poi a Quartararo. Dietro recupera Bastianini, che si ritrova prima quarto, poi recupera anche su Miller ed è addirittura terzo. A un certo punto sembra anche avvicinarsi a Quartararo, ma si fermerà lì. A un certo punto quella di Bagnaia sembraa una cavalcata solitaria, ma poi il divario con Quartararo si riduce: a 7-8 giri dalla fine sembra destinato a raggiungerlo. Invece Bagnaia tiene per qualche giro, ma al terzultimo il francese è ormai alle spalle. Quando passano davanti alla mia tribuna al penultimo giro l'attacco sembra imminente, invece Bagnaia resisterà e all'ultimo passaggio si vede che non è più attaccabile.







Dopo l'arrivo, si aspettano i saluti di Rossi e degli altri: lui, Bagnaia e Bastianini si fermano prima davanti alla tribuna dall'altro lato, poi davanti alla nostra. Compaiono cartelli e striscioni di ringraziamento per Valentino: anch'io lo ringrazio per tutte le emozioni che mi ha dato in questi 18 anni (lui è in giro da più tempo, ma prima lo seguivo poco). Senza di lui non credo che avrei mai pensato di andare a vedere un GP e forse non saprei neanche chi ha vinto l'ultimo Mondiale.

Tanti se ne vanno, ma io, un po' perché sono curioso, un po' per trovare meno folla all'uscita, mi fermo a vedere la MotoE. E' una gara sprint: solo 8 giri (contro i 27 della Motogp e i 25 e 23 delle altre classi). Anche le moto elettriche fanno un po' di rumore, anche se non certo paragonabile alla Motogp. La gara è anche l'ultima del Mondiale: si arriva all'ultimo giro con la gara ancora in bilico, ma il Mondiale che sembra deciso. Sono infatti in lotto i primi due della classifica, lo spagnolo Torres e lo svizzero Aegerter, ma col primo che vincerebbe anche arrivando secondo. Invece, nello spazio fra i due tratti visibili dalla mia tribuna i due si scontrano e Torres finisce fuori. Aegerter avrebbe così vinto il Mondiale, e dal replay sembra che sia stato Torres ad andargli addosso, quindi non possa recriminare. Invece Aegerter sarà penalizzato, e io l'ho scoperto solo ora. La vittoria nella gara viene quindi assegnata a Casadei: abbiamo così 3 vittorie italiane su 4.


Esco e arrivo al ritrovo delle navette: la coda è anche più corta che all'andata, ma non va avanti. Dopo una ventina di minuti decido quindi di farmela a piedi: sono 3 km, in fin dei conti solo il doppio di quelli che ho già fatto per arrivare a quel punto. La prossima volta prenderò sicuramente la macchina.









domenica 12 settembre 2021

Gran Premio d'Italia a Monza (1974-75)

 Il Gran Premio d'Italia di Formula 1 è tornato a Monza, la città dove sono cresciuto. Ed è stata pure una bella gara. Ho visto due volte il Gran Premio dal vivo: nel 1974 e nel 1975, all'età rispettivamente di 6 e 7 anni. La prima volta fu anche il mio secondo evento sportivo dal vivo in assoluto, dopo una partita dell'Inter.

Nel 1974 ricordo l'eccitazione nei giorni precedenti: cercavo di imparare il più possibile dei piloti e, avendo una gran memoria, ci riuscivo. Mio padre mi disse che non serviva portarsi il foglio coi numeri dei piloti, tanto c'ero io che me li ricordavo. Arrivammo all'autodromo in mattinata, abbastanza presto, sicuramente con molte ore di anticipo sulla partenza. Eravamo nella tribuna sopra i box, verso il bordo sinistro (inteso guardando verso la pista). Si vedeva quindi l'arrivo dei piloti a box: ricordo di aver visto da vicino Fittipaldi, allora in testa alla classifica. Prima della gara c'erano due corse di contorno, di formule sconosciute: se non sbaglio duravano una 15 e una 20 giri (contro i 52 della F1).

Le prospettive erano buone, con Lauda che partiva dalla pole, e all'inizio tutto sembra andare come speravamo: Lauda parte in testa e dopo poco l'altro ferrarista Regazzoni arriva al secondo posto. Noi però vediamo soltanto i pochi secondi in cui transitano sul rettilineo d'arrivo: tra un passaggio e l'altro, l'unica cosa che sappiamo sono i numeri (nemmeno i nomi) dei primi tre, che compaiono sul tabellone. I maxischermi sono di là da venire. Vediamo, inoltre, molto bene le soste ai box: oggi vorrebbe dire vedere la parte più importante della gara, ma allora ci si fermava ai box solo in caso d'emergenza. A un giro ne vedemmo fermare un bel po' e il perché lo scoprimmo solo guardando la sintesi in TV la sera. Ricordo che quando passava Jody Scheckter pensavo che eravamo a buon punto coi passaggi.

La situazione però cambiò: sparì dal tabellone prima Lauda, poi Regazzoni (e naturalmente noi non sapevamo cosa fosse successo), così che Peterson, che era stato terzo tutto il tempo, si ritrovò primo, con Scheckter terzo. Vinse così Peterson, che sarebbe morto proprio a Monza quattro anni dopo. Ho riguardato l'ordine d'arrivo, e l'effetto è stato agghiacciante: su 11 piloti arrivati al traguardo, 5 sarebbero morti nel giro di sei anni, tra incidenti automobilistici e aerei (oltre a Peterson, Pace, Graham Hill, Pryce e Depailler). Ho un vago ricordo di noi che scendiamo dalle tribune, nessuno invece del viaggio di ritorno (né, peraltro, di quello d'andata).

Del 1975 ricordo molto meno, e dire che era andata molto meglio. Era il penultimo GP della stagione e a Lauda mancava un punto per essere matematicamente campione. Mi ricordo i festeggiamenti per la sua vittoria, tanto che pensavo avesse vinto lui anche il GP, invece ho controllato che vinse Regazzoni. C'era attesa anche per il monzese Vittorio Brambilla, che nella stagione aveva vinto una gara, sia pur dimezzata, ma uscì di scena subito. Eravamo anche stavolta nella tribuna sopra i box, ma un po'  più verso il centro: non ricordo altro. Anche qui, shock nel leggere l'ordine d'arrivo: dei primi 9, solo 2 sono ancora vivi, ma stavolta i più sono morti di morte naturale, a cominciare dagli stessi Lauda e Regazzoni.

Dopo quell'esperienza, mio padre e i suoi amici decisero che si vedeva meglio in TV e smisero di andare a vederlo. All'epoca, difficile dagli torto: senza maxischermi, si capiva ben poco di quello che succedeva. Io all'inizio ci rimasi male e pensavo che da grande ci sarei tornato, ma poi, dopo la morte di Villeneuve, la Formula 1 fini con l'interessarmi sempre meno, e pensai di andare a vedere dal vivo tanti eventi, ma non questo. Tanti, saputo che ero di Monza, si meravigliavano che non andassi a vedere il Gran Premio, ma io anzi mi rammaricavo che Monza fosse famosa solo per quello.

Adesso la situazione è cambiata: in tutti gli sport dove vedi solo una piccola parte del percorso di gara, dai motori a bob e slittino, fino alle maratone e allo sci di fondo, ci sono gli schermi, per cui per la maggior parte del tempo è come vederla in TV, ma rimane il valore aggiunto del tratto che vedi dal vivo. Bisogna solo ricordarsi di staccare gli occhi dallo schermo al momento giusto. La F1 continua però a non interessarmi molto e quindi non sono più tornato a vederla. Ho visto invece un GP di motociclismo nel 2015 e ci tornerò la settimana prossima a Misano,


Regazzoni davanti a Lauda nel GP 1975 (fonte: Wikipedia)



domenica 5 settembre 2021

Open d'Italia di golf (03-09-2021)

 Mi parto per la mia seconda giornata di golf dal vivo, la prima dopo 40 anni. Il primo problema è trovare il parcheggio: l'indicazione sul sito è un puntino sulla mappa, senza punti di riferimento. Credo di aver capito, e che comunque troverò cartelli, ma non sono gli Europei di calcio e nemmeno la Ryder Cup: riesco a trovare la strada solo grazie a Google Maps, un cartello c'è, ma solo all'ultima rotonda, quando il più è fatto. Si arriva al parcheggio dopo un bel tratto di sterrato: c'è poca gente, tanto che temo di dover aspettare che si riempia la navetta, invece ce ne sono tante, e una parte subito.

All'ingresso c'è un controllo per il green pass ed uno, separato, per l'accredito (che credo fosse con lo stesso sito che mi aveva fatto bestemmiare al Sette Colli, ma stavolta l'avevo fatto dal computer e dava meno problemi), mentre nessuno controllava gli zaini (ok, qui potreste dire "è golf, mica calcio", ma li ho visti controllare in sport altrettanto "tranquilli"). La prima cosa che si incontra è un'area commerciale dove, oltre ad attrezzature golfistiche, auto di lusso e crociere, si vende già il materiale della Ryder Cup 2023.

Arrivati al campo, c'è il maxi tabellone manuale (ma vale la pena fare tutto questo lavoro ancora oggi?) e la prima buca che si incontra è il green della 9. Mi affaccio, ma faccio fatica a capire chi sono i giocatori: non c'è tabellone, quindi bisognerebbe leggere i nomi sui caddies, ma dalla mia distanza faccio fatica. Una stewardess (si dirà così?) mi dice che non posso stare dove sto, per cui decido direttamente di andarmene. Effettivamente lungo tutto il percorso c'è scritto che si può assistere solo dalle "viewing areas", ma nessun altro cercherà mai di applicare questa norma, anche perché sarebbe in contrasto con la norma generale che bisogna stare fermi al momento dei colpi, e mica si può aspettare che tutti siano nella "viewing areas" per giocare. Sul sito si parlava anche di mascherina obbligatoria, ma non la porta nessuno.


Ho visto che Dodo Molinari, che sta andando bene ed è partito dalla 10, ha appena cominciato le buche 1-9, quindi decido di raggiungerlo e seguirlo. Lo vedo al tee della buca 2, ma riconosciuto lui, mi rimane il problema di distinguere gli altri due, uno dei quali,, l'americano Veerman, è tra i primi in classifica. Di tutti i golfisti presenti, infatti, i Molinari sono gli unici che riconoscerei vedendoli, e non è detto che saprei distinguere l'uno dall'altro. La maggior parte delle partite, ma non tutte, ha un uomo al seguito col cartellone dei punteggi: per distinguere i tre giocatori di una partita scopro che il modo migliore è aspettare che si avvicinino ai caddies, che hanno scritto il nome del giocatore.

Di tutti e tre i tee shot vedo partire la palla, ma dopo un po' la perdo. Mi sento un deficiente, visto che sembra che gli altri riescano a seguirla. Spero che con un po' di esercizio migliori, ma non è così; vedo la partenza e a volte riesco a vedere l'atterraggio, se capisco dove sarà. Anche posizionandosi nella zona del presumbile arrivo della palla non cambia molto: gli unici colpi di cui riuscirò a seguire tutta la traiettoria saranno alcuni colpi d'approccio al green, brevi e alti. Presto il caldo comincia a farsi sentire: c'erano brutte previsioni e avevo portato giubbotto e ombrello, ma mi sarebbero serviti occhiali da sole, cappellino e, scoprirò la sera, crema solare. Indipendentemente dal tempo, sarebbe servito anche un binocolo.

Man mano, alcuni si sfilano dal gruppo che segue E. Molinari per andare a seguire il fratello, che è tre partite dietro e gioca con Fleetwood, che per un po' sarà anche in testa. Io invece continuo con loro fino alla 9: alla 8 si vede un gruppo sempre più numeroso che cerca una palla, poi scopro che si era persa alla 9. Finita la partita, rimango alla 9 a vedere le successive: si capisce quando arriva quella di F. Molinari e Fleetwood, è quella con più persone al seguito. Dopo la loro, ne vedo un'altra e poi vorrei vederne ancora una, dove c'è un giocatore di altra classifica, ma manca troppo e sono troppo stanco e accaldato.

Mi fermo a mangiare (un'ottima pinsa romana): vedo che ho già percorso più di 5 km e mi chiedo cosa riuscirò a seguire nel pomeriggio: vorrei vedere le buche da 10 a 18, ma ce la farò? Penso anche di fermarmi nella tribuna al green della 18, ma non è praticabile: al di là del fatto che non si vede molto, è sotto il sole. Dopo un'oretta di riposo, sto meglio e decido di cominciare a seguire il finlandese Samooja, che è in testa ed è verso la fine della seconda parte, che per lui è la prima (partito alla 10). Lo seguo dal green della 16 alle 18: con me pochissime persone, non più di 5-6.

Finita la prima metà per Samooja, mi fermo un po' in tribuna. All'ingresso mi danno un segna posto, ma ci sono 5 persone per 200 ponti: una volta entrati, mi rassicurano che posso sedermi dove voglio. Le forze mi stanno tornando e decido di provare a seguire una partita dalla 10 alla 18: aspetto che arrivi quella di Lee, uno dei leader.

Anche per quella partita ha poche persone al seguito, non si arriverà mai a 10. Non avendo tante persone da seguire, spesso non capisco che strada fare, se posso seguire le stradine o sono riservate ai giocatori: scoprirò spesso di non aver fatto il percorso più comodo. Sono però sulla strada quando un colpo di Lee vi arriva a due passi, e quindi potrò seguire da molto vicino lo splendido colpo con cui rimedierà e arriverà in green Lee sembra proprio un ragazzino: vedo che ha 23 anni, ma ne dimostra di meno. Ascoltandoli, noto anche che tutti i golfisti hanno una parlata inglese da madrelingua e spesso con cadenza americana (britannici a parte), persino i francesi.






Temevo peggio, ma alla fine la stanchezza si fa sentire. La 17 e la 18 sono adiacenti e posizionandosi in mezzo si riesce a seguirle entrambi, per cui dopo il primo colpo alla 17 mi fermo e da lì seguo la fine della 17 e l'inizio della 18. Finita la partita, torno in tribuna: stavolta gli spettatori sono un po' di più, una ventina, anche perché fa meno caldo. Aspetto Stenson, altro leader, e l'italiano Migliozzi, che sono due partite dopo (e hanno molte più persone al seguito).

Arrivati loro, vedo che ci sarebbe l'altro italiano Laporta, che sta andando bene e sta arrivando alla 9, ma sono troppo stanco e si è fatto tardi, quindi mi dirigo verso l'uscita. Alla fine ho fatto più di 14 km: ne è valsa la pena, per lo sport dal vivo vale sempre la pena (o quasi). Spero di ripetere prima possibile: mi è venuta voglia anche di andare a vedere un major, solo se, se uno va, va per tutte le 4 giornate, ma reggerei 4 giorni così?

martedì 29 giugno 2021

Swimming Seven Hills Trophy (25-06-2021)

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After a year behind closed doors, we return to Seven Hills Trophy. This time parking is not a problem: I leave the car before the ministry, but going forward I discover that I could have left it even closer. I am slightly late: the program starts at 6.30 pm and I arrive at the entrance around 6.40 pm. Once I arrive, however, I discover that I do not have everything I need to enter: they tell me that I have to check-in. Indeed, the ticket said "check-in is required", but they didn't explain what it was, I thought it was filling out the usual Covid form, instead it's about registering on a website, more or less like for the Golden Gala. The biggest obstacle is the date of birth: you can't write it down, you have to select it from a calendar, which starts from the current month and shows one month at a time. So I have to go back 53 years one month at a time, for a total of 641 months! The entrance steward tells me that usually only  iPhones give problems (and that's not my case) and tells me to go to the next checkpoint and ask for help. In the meantime, the calendar resets and I have to start all over again: I am tempted to stay between the two checkpoint, I can see the pool, but I think I would be noticec and sooner or later they would send me out. I also want to throw away the phone (apart from the swearing that could be heard throughout the pool), I am also tempted to make me about twenty years younger, thinking "who will notice?", But in the end I get to the right date right and enter around 18.50.

My seat is beyond the end of the pool, perfectly aligned with the podium. In addition to the victory ceremony, so I can clearly see the turns at odd lengths and the start of 50 meter races, while in a tight finish I can't see who touches first, not even with binoculars. The seats to be occupied would be 1 in 4, in all the rows, but if there are only two other people in my row, the rows in front and behind are full of people sitting close together (and clearly they are not all living together).

The first race I see are the men's 400 freestyle: first the end of the second series, (the series are numbered backwards: we end up with the first, the best), in which Detti stays with the first for 300 meters, then collapses. One makes it to the podium with 3'49 ", so I think that in this phase of the Olympic preparation we will not see great performances. The next race, the men's 100 breaststroke, immediately proves me wrong: Martinenghi sets the Italian record with 58.29!

Then there are the women's 200 freestyle, the only race in which three series are held in this session instead of two (in the last one, the 1500, there will be only one). Two Italians unknown to me (naturally because of my ignorance, the group in front of me seems to know them well) win the third and second with excellent times, the second even under 1'59 ". In the first, Pellegrini doesn't even need to do her usual crescendo: she is clearly in the lead already from the first length. Then she will close with a normal time for her, while her opponents were not very qualified: the second, a Brazilian, in the general classification will be only tied for third . In most races there will be at least one from minor series on the podium.

The victory ceremonies begin: there is Rosolino who does the interviews, and makes me think of the 2009 World Championships, which marked the end of his high-level career. With Vezzali (present as undersecretary) he talks about Atlanta 1996, to Pellegrini he asks how she can always be happy. She replies that she is happy for her performance and because the attendance is back. Then she throws her jacket on the stands: many are fighting to grab it, at some point I also fear that someone will get hurt.

Another Italian record in the women's 100 breaststroke, with Castiglioni ahead of Pilato (also below the old limit) and Carraro. Pilato will then appear on the podium dancing, also reminding us that she is a young girl, younger than my son. The pace is very fast: I suddenly realize that it is already pat 8pm and we are almost at the end. They close with the women's 1500: Quadarella has already a 5 second lead after 400 meters, at 800 they will be 10, at the end 22. which still has more than a second, and so it will remain until the end. All the others are at least 50 meters behind.



After 1500, I go out, like almost everyone, even if there are still some victory ceremony (and you can hear the speaker calling Quadarella and Caramiglioli several times, they have just enough time to dry). At the exit I see some swimmers, who are unable to recognize each other. I saw a very high level meeting almost only thanks to the Italians: there was only one competition (the female 50 butterfly) with more than one big foreigner. For an athletics fan, it causes a great envy. 

domenica 27 giugno 2021

Trofeo Sette Colli di nuoto (25-06-2021)

Dopo un anno a porte chiuse, si torna al Sette Colli. Stavolta il parcheggio non è un problema: lascio la macchina prima del ministero, ma andando avanti scopro che avrei potuto lasciarla anche più vicino. Sono in leggero ritardo: il programma comincia alle 18,30 e arrivo all'ingresso verso le 18,40. Una volta arrivato, però, scopro di non avere tutto il necessario per entrare: mi dicono che devo fare il check-in. Effettivamente sul biglietto c'era scritto "è obbligatorio il check-in", ma non spiegavano cosa fosse, pensavo fosse compilare il solito modulo Covid, invece si tratta di registrarsi su un sito, più o meno come per il Golden Gala. L'ostacolo più grosso è la data di nascita: non si può scriverla, bisogna per forza selezionarla da un calendario, che parte dal mese in corso e fa vedere un mese alla volta. Mi tocca quindi tornare indietro di 53 anni un mese alla volta, per un totale di 641 mesi! L'addetto all'entrata mi dice che di solito dava problema solo con gli iPhone (e non è il mio caso) e mi dice di andare alla barriera successiva e chiedere aiuto. Nel frattempo il calendario mi torna indietro e devo ricominciare daccapo: sono tentato di rimanere fra le due barriere, la piscina si vede, ma penso che darei nell'occhio e prima o poi mi caccerebbero. Mi viene anche voglia di buttare via il telefono (a parte gli improperi che si saranno sentiti in tutta la piscina), sono anche tentato di togliermi una ventina d'anni, pensando "chi se ne accorgerà?", ma alla fine arrivo alla data giusta ed entro, verso le 18,50.

Il mio posto è oltre la fine della vasca, perfettamente allineato col podio. Oltre alle premiazioni, quindi vedo bene le virate delle vasche dispari e la partenza dei 50, mentre in un arrivo tirato non riesco a vedere chi tocca prima, nemmeno col binocolo. I posti da occupare sarebbero 1 su 4, in tutte le file, ma se nella mia fila ci sono solo altri due, le file davanti e dietro sono piene di gente seduta vicina (e chiaramente non sono tutti conviventi).

La prima gara che vedo sono i 400sl maschili: prima la fine della seconda serie, (le serie sono numerate a ritroso: si finisce con la prima, la migliore), in cui Detti rimane coi primi per 300 metri, poi crolla. Si arriva sul podio con 3'49", per cui penso che in questa fase della preparazione olimpica non vedremo grandi prestazioni. La gara successiva, i 100 rana maschili, mi smentisce subito: Martinenghi fa il record italiano con 58.29!

Ci sono poi i 200sl femminili, l'unica gara in cui in questa sessione si disputano tre serie invece di due (nell'ultima, i 1500, ce ne sarà una sola). Due italiane a me sconosciute (naturalmente per mia ignoranza, il gruppo davanti a me sembra conoscerle bene) vincono la terza e la seconda con ottimi tempi, la seconda anche sotto l'1'59". Nella prima, la Pellegrini non ha nemmeno bisogno di fare il suo solito crescendo: è nettamente in testa già dalla prima vasca. Poi chiuderà con un tempo per lei normale, le avversarie non erano molto qualificate: la seconda, una brasiliana, nella classifica generale sarà solo terza a pari merito. Nella maggior parte delle gare ci sarà almeno uno delle serie minori sul podio.

Cominciano le premiazioni: c'è Rosolino che fa le interviste, e mi fa pensare ai Mondiali 2009, che segnarono la fine della sua carriera ad alto livello. Con la Vezzali (presente in veste di sottosegretaria) parla di Atlanta 1996, alla Pellegrini chiede come faccia ad essere sempre felice. Lei risponde che è felice per le sue prestazioni e perché c'è di nuovo il pubblico. Poi lancia il giubbotto sugli spalti: sono in tanti a lottare per accaparrarselo, a un certo punto temo anche che qualcuno si faccia male.

Altro record italiano nei 100 rana donne, con la Castiglioni che precede Pilato (anche lei sotto il vecchio limite) e Carraro. La Pilato si presenterà poi sul podio ballando, ricordandoci anche che è una ragazzina più giovane di mio figlio. Il ritmo è serratissimo: mi accorgo all'improvviso che sono già passate le 20 e siamo quasi alla fine. Si chiude con i 1500 femminili: la Quadarella ha già 5 secondi dopo 400 metri, agli 800 saranno 10, ala fine 22. La Caramiglioli mantiene il secondo posto: una del Liechtenstein sembra sempre sul punto di raggiungerla, ma poi a ogni virata si scopre che ha ancora più di un secondo, e così rimarrà fino alla fine. Tutte le altre sono staccate di almeno 50 metri.




Finiti i 1500, esco, come quasi tutti, anche se ci sono ancora delle premiazioni (e si sente lo speaker chiamare più volte Quadarella e Caramiglioli, che hanno appena il tempo di asciugarsi). All'uscita vedo dei nuotatori, che non sono in grado di riconoscere. Ho visto un meeting di altissimo livello quasi solo grazie agli italiani: c'era una sola gara (i 50 farfalla femminili) con più di un big straniero. Per un appassionato d'atletica, è motivo di grossa invidia.

martedì 22 giugno 2021

Euro2020: Italy - Wales (20-06-2021)

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The match starts at 6pm, but the ticket requires you to enter between 3pm and 3.30pm. On the underground I don't meet anyone who goes to the stadium and even the shuttle is almost empty: we are 4, all Italians. I arrive a few minutes before 3 pm: the entrance is still closed, there are about a hundred fans waiting, almost all in the blue jersey. As a result, when they open there is a bit of a queue - they recommend distancing. There are still two checkpoints: in the first they only check the ticket, in the second also the document and vaccination pass. At the second, the I am searched twice again, in not even 5 meters. Going towards the gates, there is hardly anyone: there is no queue at the turnstiles. immediately after, I face a third search. I stop at the bar, where they continually invite people to stay disanced, even people who have come together,

I'm in before 4pm. How long had I not been to a match, or a sporting event in general, so in advance? I think over 40 years: I remember a derby from my childhood, in which we arrived in the morning. It happened when the seats were not numbered, apart from the central grandstand. But not for Italy-Spain in the 1980 European Championship: then we had arrived at the last moment. I don't feel emotion of the other time: the match seems far away, I will begin to get into the mood about 40 minutes before.

I'm only 4 rows ahead of last time, but I have the sensation to see a lot better, especially during the warm-up and pre-match ceremonial. I don't think 4 rows affect that much, it probably depends more on more light. The two seats on my left remain empty (not counting those that had to be. empty anyway): I reinforce my impression that not even 25% of seats have been filled, also because a part of the Tevere grandstand and the stand between it and the north terrace will be almost completely empty. It is hard to find Welsh fans: there are two in the row in front of mine and on the other side there are three mini "guest sectors", with 20-30 fans each, surrounded by stewards.







The entertainment starts at around 4.30 pm with a DJ, but you don't hear much. Around 5 pm the warm-up begins: first 3-4 Welshmen enter, greeted by whistles, then the Italians, then the other Welshs. At 17.20 they give Italy's lineup, but absurdly in order of number (and without even showing thereafter the positions on the pitch, as is often seen on TV). In 1968 Anastasi had number 2, but I do not think he was announced immediately after Zoff. Bernardeschi is booed. The Welsh one will be announced about twenty minutes later. We get to the anthems, with subtitles: you don't understand anything about the Welsh one, being ... in Welsh: some words seem written by a cat jumped on the keyboard. You hear someone singing it, anyway. The Italian anthem will be heard very loud, perhaps even more than Wednesday. Before the kick-off, someone takes the knee, but from my position it is not possible to distinguish who does it and who doesn't: I will read later that there were 5 Italians and all the Welsh.

In the first half Italy attacks in the half closest to me and the ball will almost always remain there, even if the first corner kick will be from Wales. Compared to the last time there are some less well-known players, which I struggle to distinguish. I will struggle to distinguish especially Verratti and Jorginho, with similar numbers and build, until at some point, in the second half, I remember that I no longer have the problem because Jorginho is out. Lots of ball possession, but few shots: the team seems to be affected by the many changes. Then there is a free kick 25 meters from the goal, live it is not clear if someone touches it or not (two had gone close), but the ball is in. From the replay you will see that the deviation was by Pessina.


The first half ends 1-0. In the second half Italy continues to attack: there is a free kick with a very long preparation, the ball seems to hit the support of the goal, but from the replay I will discover that it has hit the post. Shortly after a Welshman (who I will find out to be Ramsey) arrives alone in front of Donnarumma, but misses the moment, which reminds me that we are still 1-0. Wales then remain in 10 for a foul that from my position did not seem very serious. At one point the scoreboard show the statistic of total attempts:14-2 for us, but Wales will have another chance. It ends with the goalkeeper change at the last minute, with Donnarumma coming out among boos.


In my sector they sing "To be number one", the song of the 1990 World Cup (but in Italian, with totally different lyrics), even people who were not yet born in 1990, hoping this time not to meet another Caniggia. We exit again without restrictions. Going towards the Ottaviano underground station I pass in front of Casa Azzurri: I think to in, but I see that there is a queue and you have to register, so I give it up.

Two matches, two wins. I'm sorry it's over now in Rome there is still a quarter-final (in any case without Italy), but I hadn't even tried to get the ticket, thinking I would be on holiday