Parto un po' più tardi del previsto e comincio a temere non dico di vedere la partita cominciata, ma di arrivare molto a ridosso. Già sulla metro si incontra un po' di gente con le maglie delle due squadre. La navetta si prende subito, non c'è per niente coda: incontro una coppia mista, con lui canadese e lei americana. Arrivati nei pressi dello stadio si comincia a notare la prevalenza canadese: in coda sento parlare delle Olimpiadi di Montreal 1976, una racconta che sua sorella ha lavorato come interprete. Quando dico all'addetta ai controlli che sono italiano (in prima battuta ti parlano sempre in inglese, qualche volta anche se hai bandiere italiane in vista), mi risponde che è lei che non parla bene italiano: devo sempre tener presente che non tutti i volontari sono italiani, infatti prima di parlargli cerco sempre di leggere il nome sul cartellino.
Arrivato in tribuna si vede che la prevalenza canadese è netta: in generale, credo almeno i due terzi, nel mio settore anche di più. Le mie due vicine di sinistra, che sono state le ultime a prendere posto, sono però americane. Quando sono arrivate stavo per chiedere alla coppia canadese subito dopo di loro se mi prestava una bandiera, visto che ne hanno quattro. I neutrali sono pochi, e sembrano anch'essi in netta prevalenza per il Canada: dietro di me c'è una coppia che parla tedesco e tifa Canada, ho visto anche un gruppo di svizzeri, presumibilmente rimasti dalla partita precedente, dove hanno vinto il bronzo. Si vedono anche due con la bandiera della UE. Ci sono molti outfit particolari, ma anche uno col cappellino MAGA, che penso non dovrebbe essere ammesso in quanto "di contenuto politico".
Sono dal lato opposto rispetto alle altre partite, e più in basso (del resto, in questa curva non si arriva nemmeno all'altezza dei miei posti precedenti). Vedo quindi molto bene le azioni da un lato, un po' meno quelle dall'altro: ho con me il binocolo, ma lo userò raramente per timore di perdermi l'istante decisivo mentre me lo porto agli occhi. Si parte, e tornando a vedere una gara femminile dopo due maschili, noto che un vede un po' la velocità minore, ma soprattutto i contatti sembrano appena accennati in confronto a quelli degli uomini.
Vedo anche che è una partita vera, non a senso unico come le altre che avevo visto: dopo il 5-0 della prima fase avevo qualche timore. Partono in attacco gli USA, ma dopo qualche minuto si fanno vive anche le canadesi. Dopo 5' le statunitensi prendono una penalità per aver giocato in 7: vedo il disco ballare a pochi centimetri dalla porta, senza che le avversarie riescano ad approfittarne. Più avanti co sarà un altra penalità, con prima un'occasione per gli USA, poi due ravvicinate per il Canada. Il tempo finisce con gli USA in attacco e una penalità canadese a 15" dalla fine. Il tempo finisce 0-0 con i tiri in porta 8-6 per gli USA (all'inizio erano 4-0). Si sente di più il tifo USA, i canadesi sono timidi nel rispondere.
Nel primo intervallo metto in carica il telefono, quindi devo comunque rimanere fuori per un po'. Vedo che al negozio non c'è tanta coda e decido di fare uno degli ultimi acquisti. Ci metto un po' a scegliere, e dalle voci che si sentono dalle tribune comincio a temere che il gioco sia ripreso. Si sente un urlo e gli statunitensi rimasti fuori corrono ad affacciarsi, sperando che abbiano segnato loro (erano anche in superiorità numerica).Mi affaccio anch'io e scopro che ha segnato il Canada! La gioia per il fatto in sé si bilancia con la delusione per essermelo perso. Torno al mio posto che il tempo è cominciato da quasi 2'. Le yankee attaccano furiosamente: vedo da vicino almeno due miracoli del portiere canadese, Ann-Renee Desbiens (magari dovrei dire "portiera", ma mi fa pensare troppo a un palazzo), più altre parate di cui non ho la competenza per valutare la difficoltà. Anche le canadesi hanno le loro occasioni, e anche i loro tifosi si fanno più sentire: tempo molto intenso, finisce 1-0 e con 27 tiri in porta, quasi il doppio del primo tempo.
Nel secondo intervallo faccio un giro, soprattutto per vedere i tifosi, e rientro circa 3 minuti prima della ripresa. Partono in attacco gli USA, ma man mano si fanno sempre più avanti le canadesi, che hanno più occasioni. A 6'30" dalla fine c'è una penalità USA, all'inizio decisa come maggiore e poi declassata a 2 minuti dopo il VAR (io, e credo molti altri, avevamo capito che non avessero deciso nessuna penalità): le canadesi mancano molte occasioni, sia durante la superiorità numerica che dopo. Mi sa però che l'adagio "gol mancato, gol subito" vale anche nell'hockey: sono le statunitensi a segnare a 2' dalla fine, con una deviazione (di un'attaccante) di un tiro da lontano.
Si va al supplementare (per la quinta partita consecutiva, tra uomini e donne), e stavolta decido di restare al mio posto nell'intervallo, anche perché pensavo fosse più breve, invece è di 18'. Informano che il supplementare sarà di 20 minuti (massimo, c'è sempre il "sudden death", quello che nel calcio si chiamava golden gol) con squadre ridotte a tre giocatrici di movimento: è una sorpresa per tanti, non solo per me. Si riparte: attaccano più le statunitensi, ma le canadesi vanno più vicino al gol in contropiede, e quasi tutto il mio settore si alza in piedi quando vanno in attacco. Dopo 4 minuti saranno però gli USA a trovare il gol in contropiede: si riversano tutte in campo, buttando caschi e bastoni, mentre le canadesi si rintanano in panchina.
Stendono i tappeti per la premiazione: qualcuno se ne va (naturalmente, soprattutto canadesi), ma i più si fermano. Entrano i militari con le bandiere, poi i premiatori: sono sei, tre del CIO (che la speaker italiana chiama IOC, scordandosi di tradurre la sigla) e tre della federazione di hockey. Per ultime entrano le svizzere, medaglia di bronzo. Consegnano le medaglie in ordine di numero, presentando le atlete una a una. Dalle facce (inquadrate sullo schermo) di svizzere e canadesi si nota come il bronzo dia spesso più gioia dell'argento, ma neanche le statunitensi sembrano felici come le svizzere. Dopo la premiazione della loro squadra molti canadesi se ne vanno, io vado mentre suona l'inno USA e si sente qualcuno cantarlo.
La coda per la navetta all'inizio prosegue spedita, poi verso la fine c'è uno stop. Ci sono alcune troupe che intervistano gli spettatori: una signora racconta che era l'Associated Press. Anche in centro, fermandomi a mangiare, incontro molti canadesi. E domani si replica con USA-Slovacchia maschile






















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