Le mie Olimpiadi sarebbero dovute cominciate ieri con la cerimonia d'apertura: ero tanto contento di essermi procurato il biglietto (scoprii dopo che non era poi così difficile...) e mi chiedevo se avrei mai avuto un'altra occasione. Invece un guasto all'auto durante il viaggio da Roma mi ha costretto a vederla in TV (con l'orribile telecronaca RAI...): sono ripartito in treno, ma ormai era tardi.. Almeno avevo speso "solo" 260 euro: all'australiano che avevo incontrato a Parigi era andata decisamente peggio.
La mia prima esperienza è diventata quindi USA-Finlandia di hockey femminile, che quindi ha assunto un'importanza molto maggiore di quella che pensavo all'inizio. L'emozione era fortissima: quando sono uscito dalla metro e ho cominciato a vedere i simboli olimpici e il primo controllo di sicurezza, mi mancava il fiato. Dicevo che all'uscita della metro e all'ingresso dell'area fiera c'era un primo controllo di sicurezza, senza controllo dei biglietti. Invitavano a svuotare le tasche e mettere tutto nello zaino per fare prima: io non avevo portato lo zaino perché volevo rendermi conto di quali fossero le politiche, il mio era un po' al limite della misura consentita, ma vedo gente con zaini anche più grandi. Per non dover svuotare tutte le tasche mi tolgo il cappotto, tanto fa caldo.
Si sale e per arrivare al palazzetto, che è in fondo alla fiera, c'è una passerella di poco più di 1 km: ci sono i tapis roulant, ma non tutti funzionano. Sulla strada incontro, oltre ad americani e finlandesi, due atleti del Kazakhstan (o, come scrivono loro, Qazaqstan) e un gruppo con la divisa della Cechia (il nome mi suona ancora strano, ma ormai è ufficiale. A metà strada c'è un negozio ufficiale: provo a entrare, ma rinuncio subito, troppa ressa. C'è un altro controllo di sicurezza, soprattutto per gli zaini, e poi si arriva poi al bivio: a sinistra il palazzetto del pattinaggio di velocità, dove era in corso da 10 minuti una gara che si rivelerà molto importante per l'Italia, a destra quello dell'hockey. Controllo manuale dei biglietti (nonostante le raccomandazioni, nessuno controlla i documenti), poi si scende una scala e si entra: il biglietto parlava di "ingresso est", ma in realtà l'ingresso è unico.
Ho ancora un buon anticipo, quindi prima di prendere posto do un occhiata ai ristori: dal mio lato ci sono due stand alimentari, che servono panini e piadine, e uno della sola birra Corona. Entro che mancano poco meno di 20 minuti all'inizio: ci sono ancora molti vuoti, ma prima della partita si riempirà, rimarranno solo un paio di settori con molti vuoti, il mio sarà quasi tutto pieno. Accanto a me c'è un gruppo che parla inglese: all'inizio penso siano americani, ma durante la partita capisco che non è così. Nella fila davanti alcuni americani con la maglia della squadra, tre file davanti due canadesi. Si vedono anche molti con maglie di squadre NHL. Lo speaker chiede chi è per gli USA e chi per la Finlandia e quest'ultima raccoglie molti più applausi, sembra per effetto sia dei finlandesi sia dei "neutrali". Lo chiede in inglese, come tutti gli annunci del prepartita: solo a partita in corso farà qualche annuncio anche in italiano.
Si parte: dal mio lato attaccano le finlandesi, o meglio dovrebbero: in realtà arrivano in attacco per la prima volta dopo 4 minuti. Dopo 5 minuti e qualcosa, alla prima superiorità numerica delle americane (non sfruttata) mi decido a usare il binocolo, ma anche con quello è difficile capire cosa succede sotto la porta finlandese E' un assedio, ma le nordiche resistono: il gol arriverà solo dopo 15', alla seconda superiorità numerica. Il primo tempo finisce con 14 tiri in porta a 3 per le americane, ma sempre 1-0.
Nel primo intervallo compare sul tabellone un QR code per partecipare a un concorso, ma è troppo lontano, non si riesce a inquadrarlo neanche con lo zoom al massimo (sento gente accanto a me che ha lo stesso problema). Vado allo stand della Corona e mentre sono in coda leggo della medaglia d'oro della Lollobrigida. Avevo sentito la barista parlare in italiano coi colleghi, eppure si ostinerà a parlarmi in inglese, nonostante io le rispondessi in italiano.
Si riprende con le americane che attaccano dal mio lato, e io sono combattuto fra il desiderio di veder recuperare le finlandesi e quello di vedere un po' di azione in più. So che la seconda ipotesi è molto più probabile e infatti si verifica: vedo molto bene i due gol degli USA in poco più di un minuto, il primo con un tiro al volo, il secondo su azione personale (infatti non c'è assist). Vedrò bene anche il quarto gol, a metà del tempo, su superiorità numerica, con un tiro che rimbalza sul portiere. In queste fasi il tifo statunitense si è sentito molto di più: nella seconda metà del tempo quello europeo tenterà una riscossa, prima a opera dei finlandesi, poi dei neutrali (si distinguono perché i primi gridano "Suomi", i secondi "Finland").
Nel secondo intervallo penso di uscire un attimo (s'intende dalla tribuna, non dal palazzo) solo per andare in bagno, poi mi soffermo a vedere gli aggiornamenti, delle Olimpiadi e degli altri sport, e rimango fuori quasi tutto il tempo. Nel terzo tempo non succede gran che, le americane allentano un po' la presa, ma trovano ancora un gol a 4' dalla fine. Nel finale le finniche tentano l'assedio a porta vuota, ma non riescono a segnare neanche cosi. Finisce 5-0, con 49 tiri in porta a 11 e 6 penalità finlandesi contro nessuna.
Tornando verso la metro, incontro ai controlli un po' di gente che va alla partita successiva, Svizzera-Canada, che inizia tra quasi 2 ore, alle 21,10. Sono soprattutto elvetici. Torno con la sensazione di essere andato al palazzetto sbagliato, ma domani mi posso rifare con i 5000 maschili di pattinaggio.













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