domenica 8 febbraio 2026

Olimpiadi di Milano Cortina: pattinaggio di velocità (08-02-2026)

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Rispetto a ieri, c'è più gente. C'è coda sia al primo controllo di sicurezza, sia al controllo dei biglietti: niente di drammatico, parliamo di 5 minuti, ma ieri era proprio istantaneo. Si entra: il mio settore sarebbe il secondo dopo l'ingresso, ma devo deviare per andare in bagno. Mi prenderei anche da bere, ma c'è troppa coda. 

Arrivo alle tribune che mancano una decina di minuti e vedo ancora molti vuoti, anche nella mia fila. Continueranno ad arrivare anche a gara in corso: alla terza batteria sarà quasi tutto pieno. Come previsto (avevo visto a Torino) entrando nel palazzetto si passa un confine virtuale e si entra in territorio olandese: si vede quasi solo arancione. Quando lo speaker chiederà di mostrare le bandiere, oltre alle olandesi e alle italiane, si vedrà qualcuna norvegese, una americana e una giapponese. Poi, quando ci saranno i loro atleti, si vedranno anche cechi, francesi e canadesi. Ho pensato a lungo che nella mia fila ci fossero solo olandesi, all'ultima batteria scoprirò che c'era anche un francese.




Sono all'inizio della seconda curva: vedo quindi bene la partenza. Tranne che nell'accelerazione iniziale sembrano passeggiare, non fare la minima fatica, poi uno si rende conto di quanto vadano veloci anche solo provando a fotografarli. Dal mio lato c'è anche il cambio di corsia e mi chiedo come facciano a ricordarsi sempre da che lato devono andare: io in palestra perdo sempre il conto delle serie! Naturalmente vale sia per il pattinatore, sia per l'allenatore che lo assiste, e mi ricordo dell'errore nei 10.000 a Torino.

Prima batteria vinta nettamente da un tedesco su un olandese, seconda vinta da un olandese, che passa in testa, su un norvegese, che rimane ultimo: il pubblico in maggioranza (verrebbe da dire "di casa") comincia a scaldarsi. Si arriva alla terza batteria, con l'italiano Lorello, sulla carta il meno quotato, contro il norvegese Kongshaug. Lo speaker sottolinea che il Lorello è un atleta di casa, vive a Rho. Dopo due batterie a senso unico, questa è combattuta: testa a testa per i primi due chilometri, nella fase centrale il norvegese prende un piccolo vantaggio, ma poi l'italiano recupera e negli ultimi tre giri prende il largo e vince di 1.72 secondi, applaudito non solo dagli italiani, ma anche dagli olandesi. I due sono ai primi due posti, ma siamo solo alla terza batteria, quindi penso che non ci resteranno a lungo, anche se lo speaker ricorda che il tempo di Lorello è vicino al record olimpico. Intanto, però, i pattinatori in quarta e quinta batteria rimangono molto lontani, infatti arriveranno tutti negli ultimi sei posti.




Si arriva all'intervallo di metà gara: vorrei prendermi da bere, ma dappertutto le code sono tali che non riuscirei a rientrare in tempo per la ripresa. Faccio un tentativo, ma dopo un po' mi accorgo che si fa troppo tardi, e infatti rientro che la sesta batteria è ai 600 metri. Sono in gara un olandese e un austriaco: rimangono entrambi dietro Lorello, poi l'olandese prende il largo a a 3-4 giri dalla fine sembra rimontare sull'italiano, ma poi perde di nuovo e rimane terzo. Segue l'altro italiano Malfatti, che vince la batteria, ma rimane lontano dai primi.

Si arriva alla batteria di Ghiotto, ma rischio di perdermi la partenza per via di una discussione sui posti, con il mio ex vicino che mi chiama a testimone. Una volta tanto non ero io ad aver sbagliato posto (la discussione non era sul mio, ma se il mio ex vicino avesse avuto ragione, avrebbe voluto dire che avevo sbagliato anch'io): il problema era che le file, non so come mai, partivano dal numero 2, per cui questo sosteneva che fosse la file 3 perché era fisicamente la terza, ma sui gradini c'era scritto 4. Si parte, comunque, con Ghiotto che per un po' rimane davanti a Lorello, ma nel periodo in cui non era in testa, poi a due giri dalla fine è in testa, a uno è vicino e così anche alla fine: è secondo a 35/100, l'avversario, un americano arriva 2 secondi ed è quinto. Certo, ne mancano ancora 4, ma per adesso è doppietta italiana.




Nona batteria tra il norvegese Eitrem e il ceco Jilek. Il primo già dopo un chilometro è nettamente in testa sia sull'avversario, sia su Lorello. Dopo un po' si capisce che entrambi arriveranno davanti all'italiano: Eitrem di oltre 5 secondi, Jilek di quasi tre. Grande entusiasmo dei norvegesi, soprattutto di uno vestito con un collage di bandiere, ma si fanno sentire anche i cechi. L'italiano è terzo, e a questo punto temo la medaglia sia sfumata, ma sembra difficile che nell'ultima entrambi rimangano dietro. Invece i giri passano e i due, il francese Lobineaud e il canadese Bloemen, rimangono dietro: a 3-4 giri dalla fine il canadese e fuori gioco, il francese potrebbe ancora recuperare se rimanesse sui tempi di Lorello. A 2 giri dalla fine calcolo che potrebbe ancora recuperare con un tempo eccezionale, all'ultimo giro mi rendo conto che è impossibile, alla fine dell'ultima curva vedo che è fatta.



Lorello è medaglia: ho visto la prima delle cinque medaglie italiane che posso sperare di vedere, anche se non con l'atleta che mi aspettavo. Solo dal fatto che nessuno se ne va mi ricordo che c'è la premiazione: dopo l'era della medal plaza non ci sono più abituato. In realtà non tutti la aspettano, soprattutto tra gli olandesi. Quando comincia, ci metto un po' a capire che il podio non è vicino alle bandiere, una volta tanto fisiche.




Usciamo da una porta diversa rispetto all'entrata e per un po' restiamo al piano inferiore rispetto alla passerella dell'ingresso: si vedono delle foto storiche della Fiera di Milano. Si cominciano a vedere anche i finlandesi che vanno alla partita di hockey femminile della sera (contro la Cechia). Domani ancora hockey, ma stavolta a Santa Giulia.




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