Immaginavo che prima o poi sarebbe successo, ed è successo oggi: ho visto una gara cominciata. Arrivo in ritardo a Ora, e la navetta non parte neanche subito. Così arrivo al parcheggio che mancano meno di 10 minuti, e la strada è lunga; adesso riesco ad andare un po' più spedito dei giorni scorsi, ma se esagero il ginocchio mi richiama all'ordine. Arrivo davanti ai cancelli all'ora d'inizio, e scopro di non essere l'unico ritardatario: c'è una coda mai vista prima. Vista la situazione, comincio a guardare le immagine della gara sul telefono. La coda poi si esaurisce in una decina di minuti, i controlli sono rapidi.
Salendo, quando arrivo al ponte che dà sulla pista, vedo se da lì si vede qualcosa, ma non vedo niente. Controllo e vedo che siamo nella pausa tra la prima e la seconda frazionista di ogni squadra. La formula infatti è cambiata rispetto agli ultimi Mondiali che ho visto : non ci sono più le batterie di qualificazione, ma una prova a cronometro come per le qualificazioni della gara individuale, dove si sommano i tempi dei due frazionisti. La prima frazionista italiana ha chiuso decima, e credendo che passino in 10, penso sia a rischio, ma poi lo speaker dirà che passano in 15. Concludiamo comunque none.
Stavolta sulla collinetta si trova posto in prima fila, ma quando arrivo le qualificazioni femminili sono quasi terminate: vedo le atlete solo nel tratto finale e non capisco come sia fatta la pista e quindi se ci sono altri tratti visibili. Vicino a me un gruppo di tedeschi. Oggi il gruppo più numeroso sembrano decisamente gli svedesi, seguiti dai norvegesi. Vi sono poi, oltre ai tedeschi, finlandesi, svizzeri (alcuni coi campanacci), francesi, sloveni, americani e anche un paio di brasiliani (il Brasile aveva la squadra femminile, arrivata 21^ su 26). Ma sono comunque molti di più gli italiani: stavolta il tifo si sentirà molto. Si vedono i fan club sia di Pellegrino che di Barp (naturalmente il primo è molto più numeroso).
Dopo una decina di minuti partono le qualificazioni maschili. Scopro che si vede il tratto iniziale, con una prima piccola salita, poi dopo un po' due curve, una in salita e l'altra, poco dopo, in discesa, e dopo un altro po' il tratto finale. All'arrivo dei primi due si nota che il secondo, l'americano Ogden, si è avvicinato molto al primo, il norvegese Hedegart, e infatti gli è davanti di 6 secondi (si parte ogni 15). Barp, partito terzo, si inserisce tra i due, il francese che lo segue avevo l'impressione si fosse avvicinato, invece è dietro. I piazzamenti li devo sapere dagli speaker (uno fa italiano e francese, un altro l'inglese), perché non riesco a leggerli sullo schermo. A sorpresa, Spagna e Australia si inseriranno rispettivamente al primo e al quarto posto. Tra i secondi frazionisti, Klaebo fa il miglior tempo, mentre quelli di Spagna e Australia non saranno all'altezza dei primi. Si chiude con primi USA, seconda Norvegia, terza Italia, quinta Spagna, nona Australia. Slovenia prima delle escluse sia tra gli uomini che tra le donne: e dire che nel 2019 le donne erano andate a medaglia. La migliore delle donne sarebbe arrivata davanti a nove uomini.
C'è un intervallo di più di un'ora. Non c'è coda né ai chioschi, né al negozio: mi prendo un muffin e faccio altri acquisti, dopo quelli di ieri, ma mi manca ancora qualcosa. Per le finali, non ci sono più posti in prima fila: mi sistemo in seconda, in una posizione più centrale rispetto alla mattina. Fatico a vedere le due curve della prima parte della pista, ma in compenso vedo molto bene lo schermo.
Parte la finale femminile: il gruppo si riduce già a 12 dopo il primo giro, poi a 10, poi a 8, con l'Italia prima delle staccate. Al terzo giro la Svezia comincia a prendere un po' di vantaggio, che nel quinto aumenta. Nell'ultimo giro la Svizzera (ma io, sentendo il nome della frazionista, per un po' penso sia la Germania) passa al secondo posto, superando la Finlandia e si avvicina alla Svezia. Nel rettilineo finale sembra davvero vicina, ma non c'è più spazio per rimontare. La Finlandia, in lotta per il bronzo, cade all'inizio dell'ultima salita e viene superata anche dall'Italia, che arriva ottava. Per il bronzo la Germania beffa la Norvegia sulla linea.
Si passa alla gara maschile: alla fine ciascuno dei primi tre giri qualcuno sembra staccarsi, ma poi all'inizio del giro successivo il gruppo si ricompatta. Nel quarto si stacca la Spagna, nel quinto la Norvegia prende un piccolo vantaggio e si stacca anche l'Australia. All'inizio dell'ultimo giro Klaebo fa il vuoto, seguito a distanza prima dall'americano Schumacher e poi da Pellegrino. Quando spuntano nel tratto finale, il vantaggio della Norvegia è chiaramente incolmabile, Pellegrino non sembra lontanissimo dall'americano, ma il quarto, lo svizzero si avvicina minacciosamente. Le posizioni rimangono queste: Pellegrino è bronzo. E' quindi la quarta medaglia italiana che vedo, e anche l'ultima, non avendo più gare con italiani. A Torino ne avevo vista una in più, nonostante ne avessimo vinte di meno e fossi rimasto solo una settimana. Credo che dipenda dal fatto che allora il sistema di vendita dei biglietti consentiva scelte più mirate.
Finita la gara, molti vanno verso l'uscita, ma io mi muovo in controtendenza per prendermi da mangiare. Al chiosco della cucina tipica prendo un risotto al vino rosso e salsiccia: veramente buono, non pensavo di mangiare qualcosa di così buono in un sito olimpico. Al tavolino conosco due svedesi, di Stoccolma. Mi sposto sul bordo della collina che dà verso lo stadio, rimasto libero, e vedo le premiazioni. Arrivato alla navetta, vedo che quella per Tesero centro e Cavalese ha una coda lunghissima, quella per Ora non ne ha e non si riempie neanche.
Fine dell'esperienza in montagna. Domani si torna a Milano




















Nessun commento:
Posta un commento