lunedì 16 febbraio 2026

Olimpiadi di Milano Cortina: staffetta maschile di fondo (15-02-2026)

 Arrivo alla stazione di Ora in macchina, più o meno all'arrivo del treno delle 10,42, che mi era sembrato troppo tardi (ma ho potuto partire dopo). La navetta aspetta quelli che vengono dal treno, poi parte. Durante il tragitto molti guardano il gigante femminile, con la Brignone in testa. Si arriva intorno alle 11,30 (la partenza è alle 12). Il percorso dal parcheggio ai cancelli non è lungo, circa 800 metri, ma per me è un tormento perché mi fa male un ginocchio e fatico a piegarlo. Sono rimasti in pochi ad entrare, tanto che gli addetti si distraggono.

Per gli spettatori di categoria C, come me, dicono che "è meglio salire" su una collinetta. Riconosco che è quella dove vidi la 50 km dei Mondiali del 2003, una delle ultime con partenza a intervalli (bei tempi), con Piller Cottrer che arrivò quarto. Certo, allora il fondo italiano era molto più forte: io avevo messo la gara di oggi tra quelle senza speranza di medaglia, ma da ieri sera molti dicono che qualche speranza c'è, staremo a vedere. Salire è dura, con le condizioni del mio ginocchio: a un certo punto c'è un ponticello che dà sulla pista, sono tentato di fermarmi lì, ma temo che vedrei solo la pista dell'alternato, così salgo in cima. Mancano una decina di minuti alla partenza, quindi non ho tempo di scegliere il posto migliore: naturalmente in prima fila non ce ne sono più, e neanche tanti in seconda. Mi sistemo dietro un gruppo di tedeschi: non vedo quasi niente del tratto davanti a me, ma in compenso vedo sulla destra la zona del traguardo e lo schermo.




I gruppi più numerosi sembrano tedeschi e svedesi, poi finlandesi, americani e svizzeri. Beninteso, dopo gli italiani: a differenza di altre occasioni, stavolta il tifo di casa sarà prevalente. Vedo pochi norvegesi, ma sullo schermo si vedo e ne vedrò all'uscita: saranno stati tutti nelle altre categorie. Prima di partire, lo speaker fa l'appello di tutte le tifoserie e alcune, come quella francese, sembrano del tutto assenti. Si parte: vedo il tratto iniziale, poi gli sciatori scompaiono e dopo un po' qualcuno fa notare che ricompaiono alle nostre spalle, ancora tutto in gruppo. In questo primo giro (ogni frazione ha due giri) li rivedrò solo alla fine: c'è un tratto di pista davanti a me, ma vedrò solo uno scorcio una volta, nei giri successivi vedrò qualcosa del tratto immediatamente precedente, con uno scollinamento, alla mia sinistra.

Il primo giro finisce con un gruppo di sei in testa, nel secondo si vede sullo schermo Graz attaccare: lo vedo arrivare al cambio assieme ad altri due, che non sono in grado di distinguere (vedrò dall'app che sono Norvegia e USA) e cambia terzo. Nella seconda frazione la Norvegia fa il vuoto con quello che suona come "gne gne" (non sono l'unico ad avere questa impressione) e scoprirò poi chiamarsi Nyenget: Italia e Francia si staccano prima di Canada e USA, ma poi li rimontano, prova a resistere la Finlandia, ma alla fine cambierà più vicina a Italia e Francia che alla Norvegia.





Si passa alla tecnica libera, e quindi la pista cambia. Dopo il tratto iniziale tanti, come me, si guardano intorno per vedere se ricompaiono dietro di noi, ma non si vedono. Qualcuno fa notare che la pista è dall'altro lato e infatti io li rivedrò solo nel tratto finale. Nei giri successivi noterò che fanno il ponte proprio alle mie spalle e quindi sono visibili subito dopo, anche se per poco. Nella terza frazione la Norvegia aumenta il vantaggio: lo speaker dirà che il frazionista Hedegart "vola letteralmente", anche se, naturalmente, rimarrà attaccato al suolo. Nel secondo giro la Francia stacca gli altri e si avvicina, ma con Klaebo in ultima frazione non ci dovrebbe essere storia. Si arriva al terzo cambio con la Francia in vista della Norvegia e le altre ben distanziate: Finlandia, poi Italia, che sembra decisamente più vicina alla Finlandia di quanto questa non sia alla Francia, ma in realtà lo è di poco. 

Scende in pista Pellegrino, e già quando ricompare per la prima volta dietro di noi si vede che il distacco dalla Finlandia è diminuito. Rimarrà più o meno così per tutto il primo giro, ma al secondo passaggio in quel punto l'avrà raggiunto. Rimangono per un po' a marcarsi, sembrano andare veramente piano, ma dopo un po' si vede (sullo schermo) che Pellegrino prende il largo. Mi perdo l'arrivo di Klaebo perché non avevo capito che l'arrivo è in punto diverso dal cambio, ma quando è il turno di Pellegrino lo vedo bene, il distacco è netto: è medaglia.





Dopo l'arrivo molti se ne vanno, senza aspettare la premiazione. Sono tentato di farlo anch'io, ma poi vedo che la vista adesso è sgombra e quindi probabilmente la premiazione si vedrà, e infatti la vedo. Nell'attesa hanno fatto il karaoke di "Sarà perché ti amo", ma stavolta cantavano solo gli italiani. Mi allontano mentre suonano l'inno norvegese: anche scendere, nelle mie condizioni, è difficoltoso. Sulla strada, come tanti, guardo la seconda manche del gigante. Mi fermo a mangiare in un ristorante vicino al parcheggio delle navette e lì vedo prima l'oro della Brignone, poi l'argento nello snowboard cross. Sulla navetta leggerò dell'oro della Vittozzi, che non potrò guardare per problemi di carica del telefono: c'è un gruppo di finlandesi che festeggia il bronzo.



Altra giornata memorabile. Domani curling e bob.

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